Rinuncia all’eredità: Guida completa, tempi e costi

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SCRITTO DA NOTAI DI TORINO

Notaio Lorenzo Bigiotto e Notaio Marina Strippoli. Nella loro attività professionale si occupano di successioni e famiglia, del settore immobiliare, e di quello commerciale.

La rinuncia all’eredità è un’opzione importante per i potenziali eredi che desiderano evitare l’acquisizione del patrimonio ereditario e dei relativi debiti. Tuttavia, è fondamentale comprendere le procedure e le implicazioni di questa scelta. 

Questo articolo fornirà una guida dettagliata sulla rinuncia all’eredità, illustrando i requisiti legali, i tempi e le conseguenze della stessa. Dalla dichiarazione formale da effettuare davanti a un Notaio o al Cancelliere del Tribunale competente, ai limiti temporali da rispettare, esploreremo inoltre la possibilità di revocare la rinuncia e gli eventuali diritti dei creditori del rinunciante. 

Se stai considerando di procedere alla rinuncia ad una eredità, continua a leggere per ottenere tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione consapevole e ben ponderata.

Punti chiave

  • La rinuncia all’eredità permette ad un soggetto chiamato all’eredità di evitare l’acquisto del patrimonio ereditario ed i debiti ad esso associati. 
  • La rinuncia all’eredità richiede una dichiarazione formale sottoscritta davanti ad un Notaio o al Cancelliere del Tribunale competente.
  • La rinuncia all’eredità deve essere perfezionata entro tre mesi dall’apertura della successione se il chiamato è nel possesso dei beni ereditari, in caso contrario opera la prescrizione decennale.
  • La rinuncia all’eredità è valida solo per l’intero patrimonio ereditario e non ammette condizioni o termini.
  • È possibile revocare la rinuncia all’eredità ed accettare quest’ultima, a condizione che il diritto di accettazione non sia già prescritto. Tuttavia, la revoca non è possibile se altri beneficiari hanno già acquisito l’eredità o se si pregiudicano i diritti di terzi sui beni ereditari.
  • I creditori del rinunciante possono impugnare la rinuncia all’eredità entro cinque anni se subiscono un pregiudizio dalla stessa e farsi autorizzare ad accettare l’eredità soddisfacendo i propri crediti.
Rinuncia eredità - Guida completa

La rinuncia all’eredita’: funzionamento, tempistiche e costi

La rinuncia all’eredità consente al soggetto, chiamato all’eredità del de cuius, di evitare l’acquisto del patrimonio ereditario, al quale pertanto rimane completamente estraneo. 

Conseguentemente, nel caso in cui vi siano debiti ereditari, i creditori nulla potranno pretendere dal rinunciante. 

La presenza di passività ereditarie è il motivo per cui normalmente si procede a rinunciare ad una eredità cui si è chiamati. Altre volte, però, si rinuncia ad un’eredità anche per motivi personali o di convenienza.

Gli effetti della rinuncia all’eredita’

Come si è detto, l’effetto principale della rinuncia all’eredità è quello di impedire l’acquisto di un patrimonio ereditario, o della quota dello stesso cui si sia chiamati per legge o per testamento.

Inoltre, la rinuncia all’eredità determina la devoluzione di quest’ultima a favore dei propri figli e nipoti in linea retta, ove sussistano i presupposti della rappresentazione. Altrimenti, l’eredità si accresce agli altri eredi, oppure, ove questi ultimi non sussistano, ai parenti più prossimi del defunto. 

Soprattutto in caso di eredità passiva, ossia gravata da debiti, è importante conoscere le sorti dell’eredità in caso di propria rinuncia alla stessa, in quanto, ove si abbiano figli, come si è detto, anche questi dovranno rinunciare all’eredità, e con loro i figli dei figli e così in linea retta all’infinito.

Ove detti figli o nipoti, chiamati per rappresentazione, siano minorenni o incapaci, sarà necessaria un’apposita autorizzazione giudiziale affinché gli stessi possano rinunciare all’eredità, ciò che talvolta richiede tempo, spesso non compatibile con i termini stabiliti dalla legge per rinunciare all’eredità, come si dirà infra, e determina un ulteriore aggravio di costi.

È bene, pertanto, rivolgersi ad un Notaio che analizzi la situazione dei chiamati all’eredità, indicando da subito la necessità o meno di ricorrere al giudice competente nel caso ciò sia necessario.

Infine, deve darsi conto della circostanza per cui, ove la successione sia regolata da testamento e l’erede sia anche beneficiario di un legato, detto erede potrà rinunciare all’eredità ma conseguire il legato; in altri termini, la rinuncia all’eredità non comporta rinuncia ai legati.

Aspetti formali della rinuncia all’eredita’

La rinuncia all’eredità deve essere fatta con dichiarazione ricevuta da un Notaio o dal cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione.

Vi è una competenza concorrente di Notaio e Tribunale, tuttavia tra questi vi è una differenza sostanziale in termini di competenza territoriale: se si vuole rinunciare in Tribunale ci si dovrà recare necessariamente presso il Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione; invece, se si vuole rinunciare per atto notarile, ci si potrà recare da un qualunque notaio in qualunque parte d’Italia.

In ogni caso la dichiarazione di rinuncia all’eredità sarà inserita nel Registro delle Successioni. 

Ove la rinuncia non venga fatta con le formalità previste dalla legge, di cui si è detto, essa non avrà effetto ed il chiamato all’eredità rimarrà tale, a meno che quest’ultimo non abbia nel frattempo compiuto un atto che comporti accettazione tacita dell’eredità, come, ad esempio, vendere un immobile facente parte del patrimonio ereditario.

Entro quali termini si puo’ rinunciare all’eredita’?

Quanto ai termini entro i quali si può procedere alla rinuncia all’eredità, bisogna distinguere a seconda che il chiamato alla stessa sia o meno nel possesso dei beni ereditari:

  1. ove il chiamato all’eredità sia nel possesso dei beni ereditari, la legge stabilisce un termine di decadenza di tre mesi dal decesso della persona del cui patrimonio ereditario si tratta, trascorso il quale, in caso di inerzia, egli sarà considerato erede puro e semplice;
  2. ove il chiamato all’eredità non sia nel possesso dei beni ereditari, opera la prescrizione ordinaria decennale; pertanto, il chiamato all’eredità potrà decidere se rinunciare o meno all’eredità entro dieci anni dalla morte del de cuius. Tale possibilità viene meno ove, nel frattempo, il chiamato abbia compiuto atti che comportino accettazione tacita dell’eredità, come si è accennato sopra. 

Documenti necessari per procedere alla rinuncia all’eredita’

Il Notaio richiede i seguenti documenti:

  1. documento di identità e codice fiscale del de cuius e di chi intende rinunciare all’eredità;
  2. certificato di morte del de cuius, che comprenderà anche l’attestazione dell’ultima residenza del de cuius;
  3. certificato di stato di famiglia. 

Inammissibilita’ della rinuncia all’eredita’ parziale o condizionata

La legge stabilisce la nullità della rinuncia fatta sotto condizione o a termine o solo per parte dell’eredità.

In altri termini, chi rinuncia all’eredità, rinuncia all’intero patrimonio ereditario allo stesso devoluto, sia esso attivo o passivo, non potendo scegliere se conseguire o meno alcuni soltanto dei beni che lo compongono.

Nemmeno è possibile che si rinunci all’eredità a condizione che si verifichi un determinato evento oppure a termine iniziale o finale. 

Pertanto, è importante che chi intende rinunciare all’eredità abbia la possibilità di riflettere in maniera ponderata su una scelta siffatta, ed a tal fine la consulenza con un Notaio è, il più delle volte, di grandissimo aiuto. 

Revocabilita’ della rinuncia all’eredita’

La rinuncia all’eredità può essere revocata, e pertanto l’eredità può essere accettata, purché non si sia ancora prescritto, per il chiamato rinunciante, il diritto di accettare l’eredità. La revoca della rinuncia è però possibile solo e soltanto se, nel frattempo, l’eredità non sia stata già acquistata dagli altri chiamati all’eredità e senza che si possano in alcun modo pregiudicare le ragioni acquistate da terzi sui beni ereditari.

Impugnazione della rinuncia all’eredita’ da parte dei creditori

I creditori del rinunciante possono impugnare la rinuncia all’eredità effettuata da quest’ultimo entro cinque anni dalla stessa, ove essa li danneggi; la legge attribuisce ai predetti creditori la possibilità di farsi autorizzare ad accettare l’eredità in nome ed in luogo del rinunciante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari e fino alla concorrenza dei loro crediti.

Costi della rinuncia all’eredita’ per atto notarile

I costi “fissi” di una rinuncia all’eredità effettuata per atto notarile sono i seguenti:

  • imposta di registro in misura fissa pari a 200 euro;
  • imposta di bollo pari a 45 euro;
  • marche da bollo per euro 48 per l’inserimento della rinuncia all’interno del registro delle successioni del Tribunale competente;
  • spese postali.

L’onorario del Notaio resta variabile, essendo definito in base al tipo di prestazione, anche in termini di consulenza, resa al cliente. 

Sintesi – Infografica sulla rinuncia all’eredità

Infografica rinuncia eredità

Domande frequenti

Quali sono gli effetti della rinuncia all’eredità?

La rinuncia all’eredità permette ai chiamati all’eredità di evitare l’acquisto del patrimonio ereditario e dei relativi debiti. In conseguenza della rinuncia all’eredità da parte dei primi chiamati, la stessa passa ai figli e ai nipoti in linea retta, a condizione che sussistano i requisiti per la rappresentazione. In caso contrario, l’eredità si accresce agli altri eredi, oppure, se questi non esistono, ai parenti più prossimi del defunto.

Chi può effettuare la rinuncia all’eredità?

Il diritto di rinunciare all’eredità può essere esercitato dalla persona chiamata all’eredità per legge o designata come erede nel testamento e che desidera evitare l’acquisto del patrimonio ereditario.

Quali sono i termini per manifestare la rinuncia all’eredità?

Se il chiamato all’eredità è nel possesso dei beni ereditari, la rinuncia deve essere formalizzata entro tre mesi dall’apertura della successione. In caso contrario, scatta la prescrizione decennale.

È possibile revocare la rinuncia all’eredità?

Sì, la rinuncia all’eredità può essere revocata a meno che il diritto di accettazione del rinunciante non sia già prescritto e a condizione che altri beneficiari non abbiano già acquisito l’eredità o che non si pregiudichino i diritti di terzi sui beni ereditari.

Quanto costa fare la rinuncia all’eredità?

I costi fissi per una rinuncia all’eredità effettuata tramite atto notarile includono un’imposta di registro fissa di 200 euro, un’imposta di bollo di 45 euro e marche da bollo per 48 euro dovute per l’inserimento della rinuncia nel registro delle successioni tenuto presso il Tribunale competente. Inoltre, sono previste spese postali. L’onorario del Notaio può variare a seconda del tipo di servizio e della consulenza fornita al cliente. Si consiglia di contattare direttamente un Notaio per ottenere informazioni precise sui costi relativi alla rinuncia all’eredità.


Il ruolo del Notaio 

Il Notaio ha un ruolo cruciale nella rinuncia all’eredità.

Rivolgersi a un Notaio è essenziale per comprendere appieno le implicazioni e gli effetti dell’atto di rinuncia, quando è possibile revocarlo e quali sono i limiti temporali per effettuarlo. Inoltre, il Notaio fornisce consulenza su quali comportamenti tenere per evitare di accettare tacitamente l’eredità, offrendo una chiara panoramica delle opzioni disponibili.

Affidarsi alla competenza del Notaio garantisce una gestione corretta e informata del processo di rinuncia all’eredità.

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39 commenti su “Rinuncia all’eredità: Guida completa, tempi e costi”

  1. Buon giorno.Sorella morta il 09/11/23 a Torino ha lasciato tutto con testamento olografo a una signora.Ha pagato spese funerale con copia fattura.Fara’registrare da notaio,non so quale,non ha voluto dirmelo.Personalmente quello che mi interessa, se viene fatto tutto legalmente,se ci sono dei debiti di mia sorella andranno a carico del beneficiario? Se volessi rinunciare eredita’posso farlo con delega dato che abito a Belluno con 2 figli maggiorenni? Grazie
    Lodovico Nosengo

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Lodovico,
      Le consiglierei di contattare il Consiglio Notarile di Torino al fine di verificare quale notaio abbia pubblicato il testamento di Sua sorella e di farsene rilasciare copia per verificare il contenuto del medesimo.
      Ove i chiamati all’eredità abbiano accettato la stessa, Voi chiamati in subordine non siete in alcun modo responsabili per eventuali debiti ereditari. Tuttavia se a fini prudenziali desiderate ugualmente rinunciare all’eredità potete farlo presso un notaio della Vostra città. I suoi due figli maggiorenni hanno figli a loro volta?

      Rispondi
    • Buongiorno mio zio primo in linea di sangue (fratello di mia mamma) è morto lasciando debiti . Era separato e il figlio dice che farà la rinuncia dell eredità così come ex moglie e tutte le sorelle . Come faccio io a sapere a cosa rinuncio ? Mi arriva un avviso ? Ovviamente la strada più semplice sarebbe chiedere al figlio ma non abbiamo contatti . Grazie a chi risponde

      Rispondi
      • Buonasera Sig.ra Laura,
        A seguito della rinuncia dei primi chiamati all’eredità non Le arriverà alcun avviso in quanto la Sua chiamata ereditaria, oggi solo potenziale, diventerà attuale solo a seguito della suddetta rinuncia.
        Ricostruire la consistenza di un patrimonio ereditario può essere alquanto complesso e dispendioso.
        Potrebbe partire dalle visure ipo-catastali per verificare se il de cuius fosse titolare di beni immobili e se sugli stessi siano presenti trascrizioni ed iscrizioni pregiuzievoli.
        Inoltre potrebbe fare richiesta alla Agenzia delle Entrate e verificare l’esistenza di conti correnti nonché di eventuali pendenze erariali.
        Per svolgere tutte queste attività le consiglierei di rivolgersi ad un avvocato che possa seguirla evitandole di compiere degli atti di “accettazione tacita dell’eredità” che farebbero venir meno il suo diritto di rinunciare.
        Cordiali saluti,

        Rispondi
  2. In merito all’impugnazione della rinuncia all’eredita’ da parte dei creditori, gradirei mi venisse meglio precisato questo punto:
    Da poco e’ deceduta mia sorella la cui situazione economica e quella del marito (vivente) era piuttosto precaria.
    Io sono il fratello della deceduta e insieme ad altri parenti coinvolti nell’eredita’ saremmo dell’idea di attivare la procedura di rinuncia all’eredita’ ed in relazione a cio’ gradirei mi venisse meglio precisato il punto relativo alla impugnazione dei creditori del rinunciante. Grazie e cordiali saluti

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Negro,
      I creditori del rinunciante, ai sensi dell’articolo 524 del codice civile, possono impugnare la rinuncia quando la stessa sia pregiudizievole per il soddisfacimento delle loro pretese.
      Nel vostro caso specifico però, era la de cuius ad avere delle pendenze e non voi chiamati all’eredità.
      I creditori di Sua sorella non possono in alcun modo impugnare la Vostra rinuncia in quanto il vostro diritto di rinunciare all’eredità è intangibile.

      Rispondi
  3. Salve fatto rinuncia tramite avvocato tempo fa all’epoca avevo un figlio minorenne mi disse l avvocato che quando mio figlio compiva l età 18 anni di fare anche per lui rinuncia eredità che io non ho fatto perché mi sono dimenticato ora e’ passato più di 10 anni e mio figlio già maggiorenne da tanto tempo io chiedo non devo fare più niente?

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    • Buonasera Sig. Stefano,
      Non conosco il Suo caso nel dettaglio e le ragioni che possono averla spinta a rinunciare all’eredità ma, astrattamente, una volta decorsi dieci anni, opera la prescrizione ordinaria dei crediti che diventano non più esigibili da parte del creditore.
      Tuttavia la questione della rinuncia effettuata dopo il termine decennale, nota come rinuncia tardiva, è stata oggetto di analisi da parte della Corte di Cassazione. In particolare, la sentenza n. 8053 del 23 marzo 2017 ha chiarito che tale rinuncia tardiva è ammissibile e produce effetti giuridici, in quanto serve a confermare l’intenzione del rinunciante di non voler essere erede.

      Rispondi
  4. Buongiorno, un cugino di mia mamma, senza figli ne fratelli è deceduto lasciando debiti. I suoi debitori hanno richiesto il pagamento di alcuni debiti a 2 fratelli e diversi cucgini di mia mamma, ma non a mia mamma e ad altri cugini.
    I fratelli e cugini coinvolti dai debitori, faranno rinuncia all’eredità, vorrei sapere se conviene fare rinuncia all’eredità anche per mia mamma e noi suoi figli e nipoti maggiorenni oppure conviene attendere e farla solo nel caso venga direttamente richiesto un saldo dei debiti? Se capisco bene passati 10 anni comunque i debiti andranno prescritti.

    I nopoti minorenni rimarranno comunque obbiligati nonostante la rinucia dei genitori?

    grazie

    Rispondi
    • Buonasera Sig.ra Caselli,
      Consideri che la successione non può aver luogo tra parenti oltre il sesto grado (esempio: i figli di cugini sono parenti di sesto grado tra loro). Quindi tutti i soggetti che superano questo grado di parentela non sono chiamati all’eredità e non possono essere attaccati dai creditori del de cuius. Ciò premesso, ritengo che potrebbe essere utile unirvi ai vostri cugini nell’atto di rinuncia, anche in ottica di risparmio dei costi d’atto.

      Rispondi
  5. Buongiorno. Abbiamo ricevuto questa notifica dal comune :Avvio del procedimento tendente all’esecuzione dell’ingiunzione di demolizione di un garage costruito illegalmente .Ora la soluzione sarebbe quella di chiedere la rinuncia all’eredità o trovare un accordo dal comune . Vi ringrazio

    Rispondi
  6. Buongiorno,

    con atto n.12588 di repertorio, presso il notaio GILI Gustavo di Torino, nel 2016 mio suocero ha rinunciato all’eredità della mamma, insieme ad altri componenti la famiglia.
    Ad oggi però risulta ancora proprietario della quota ereditaria dell’ unico immobile e box, il che comporta che ogni anno il comune chiede il pagamento dell’IMU.
    E’ possibile cancellare dal catasto la proprietà ?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Riccardo,
      solo l’erede ha diritto di volturare a proprio favore l’immobile in Catasto. Se ad oggi nessuno ha accettato l’eredità è corretto che l’immobile sia ancora intestato al de cuius. Avete già provato ad inviare al Comune copia dell’atto notarile chiedendo di non essere più contatti avendo rinunciato all’eredità?

      Rispondi
  7. Buongiorno, siamo 5 fratelli e tutti dobbiamo presentare rinuncia per nostra madre. I 200 euro vanno pagati cadauno oppure 200 euro totali per tutti i figli che rinunciano? Grazie

    Rispondi
  8. Buonasera
    Mio padre aveva solo debiti con il fisco e con Equitalia per 3 milioni di euro circa. Immediatamente io e mio fratello (ambedue con un figlio minore) ci siamo attivati per la rinuncia all’asse ereditario coinvolgendo anche nostra madre, ancorchè moglie, nello stesso atto.
    Il cancelliere ci ha contestato la demenza senile della mamma, quindi abbiamo proceduto solo noi due con la rinuncia. Oggi mamma è ricoverata in RSA per la demenza senile con riconoscimento di invalidità ed accompagnamento.
    Mamma a sua volta ha un fratello e due sorelle, di cui una totalmente incapace di intendere e di volere, anche se non dichiarata tale e di cui i figli non hanno richiesto la nomina di un amministratore di sostegno o di un tutore legale.
    Per i minori siamo indecisi se procedere subito alla rinuncia all’asse ereditario o attendere la maggiore età.
    Cosa possiamo fare per bloccare definitivamente la posizione debitoria con il fisco e con Equitalia di mio padre?
    Grazie
    Giulio

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Vecchione,
      Per bloccare le pretese creditorie di Equitalia, quantomeno nel Vostro ramo familiare, conviene far rinunciare i minori e, a catena, il ramo collaterale di Vostro padre. Per la sorella incapace non dichiarata occorre procedere con la nomina di un Amministratore di Sostegno. Cordiali saluti,

      Rispondi
  9. buongiorno, io e 5 miei cugini abbiamo ricevuto da un nostro zio un appartamento, un mio cugino ha parecchi debiti e vorrebbe rinunciare all’eredita, è possibile.
    grazie

    Rispondi
  10. il mio papa’ morto quasi 1 anno fa’ non ha lasciato testamento ma voleva lasciare immobile a mia sorella. Noi eredi siamo tutti d’accordo a rinunciare ma tra di noi c’è un minore. ci conviene aspettare che anche lui compia 18 anni e fare la dichiarazione tardiva di successione rinunciando tutti prima prima di farla ? o meglio fare intanto dichiarazione entro l’anno per non pagare sanzione e poi rinunciare all’eredità tutti in una seconda fase ? in questo caso dovremo rifare dichiarazione di successione e ripagare tasse etc..?

    Rispondi
  11. Buongiorno
    anche io ho delle domande alle quali per ora nessuno mi ha saputo dare una risposta precisa.
    Ho rinunciato all’eredità dei miei genitori defunti perché vivo all’estero (premetto che non posseggo i beni e non ho mai accettato, ma ho fatto ugualmente la rinuncia). Ho due figli (18 e 15 anni) devono fare la rinuncia anche loro, anche se non accettano e non posseggono i beni? Quanto tempo hanno? I beni sono due appartamenti nei quali vivono (e hanno sempre vissuto) i miei fratelli sui quali inotre gravano delle sanzioni causa condoni edilizi.
    Se non fanno la rinuncia va in prescrizione perché non accettano o sono comunque eredi?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera Sig.ra Barbara,
      a seguito della Sua rinuncia sono chiamati all’eredità per rappresentazione i suoi figli. Il figlio maggiorenne può rinunciare senza problemi mentre per quello minorenne è necessaria una autorizzazione del Tribunale. Tuttavia il Giudice, se l’eredità non è passiva, non lo autorizzerà a rinunciare perchè sarebbe un atto contro il suo interesse. Quindi dovreste attendere il raggiungimento della maggiore età. Tenga conto però che la dichiarazione di successione va presentata entro un anno dalla morte a pena di sanzioni amministrative pecuniarie. Quanto all’ultima domanda che mi ha posto, il diritto di accettare l’eredità si prescrive in dieci anni dal giorno dell’apertura della successione. Cordiali saluti.

      Rispondi
      • Quindi mio figlio minore viene costretto ad accettare qualcosa che non vuole? In aprile 2024 saranno 10 anni dalla morte di mia madre e ott. 2027, 10 anni dalla morte di mio padre.
        Il minore non può rinunciare perché minorenne. E come scrive lei il giudice non mi darà l’autorizzazione. Nel 2027 anche il piccolo sarà maggiorenne. Sarà poi troppo tardi per rinunciare?
        Io nella nuova successione farei mettere solo i miei fratelli, posso o è contro la legge?
        Se si prescrive il diritto di accettare allora non faccio nulla e mio figlio non sarà erede. O sbaglio? Purtroppo io vedo solo delle incongruenze.
        Grazie
        Barbara

        Rispondi
        • Buongiorno Sig.ra Barbara,
          Nel Suo precedente messaggio non ha precisato che che i decessi dei Suoi genitori sono così datati. Stante la situazione di non possesso dei beni ereditari può lasciare prescrivere il diritto di accettare l’eredità (dieci anni dalla morte) oppure, a fini prudenziali, può comunque far rinunciare immediatamente il figlio maggiorenne e per il minore attendere il raggiungimento della maggiore età. Nella dichiarazione di successione non è possibile inserire solo i Suoi fratelli perche i Suoi figli al momento non avendo ancora rinunciato risultano chiamati all’eredità.
          Cordiali saluti,

          Rispondi
          • Grazie
            questa informazione mi aiuta.
            Quindi per non pagare sanzioni io e i miei fratelli dovremo fare una nuova dichiarazione di successione (600 Euro) quest’anno, dove saranno presenti i miei fratelli e mio figlio minore. E una nuova (altri 600) tra tre anni quando poi saranno passati 10 anni dalla morte dei miei genitori e mio figlio sarà maggiorenne?
            Facendo due conti non è economico non voler niente. 1500 per 3 rinunce e 1200 per due successioni!
            Ecco perché volevo fare la successione solo con i nomi dei miei fratelli. Per evitare altri costi e altri viaggi!
            Comunque il mio rispetto. Lei mi ha saputo sempre rispondere, Grazie mille 🙂

  12. Buongiorno, sottopongo alla vostra cortese attenzione il mio caso.
    Nel 2007 è deceduta mia Madre senza lasciare disposizioni testamentarie. Entro l’anno dal decesso mi sono attivato per aprire la successione. I beni intestati a mia Madre sono stati trasferiti, per quote, al marito ed ai tre figli. Dopo qualche mese Equitalia, ora Agenzia delle Entrate, ha iscritto un’ipoteca su alcuni beni per debiti maturati da uno dei miei fratelli. A seguito di ciò mio fratello ha provveduto a rinunciare all’eredità nell’anno 2009. Ora vorremmo procedere alla divisione dei beni, La domanda è questa: Considerato che secondo il Codice Civile, l’azione revocatoria della rinuncia all’eredità deve essere esperita entro i cinque anni dalla successione, possiamo ritenere ancora valida l’ipoteca iscritta dall’allora Equitalia?
    Grazie per la risposta

    Rispondi
    • Buongiorno Sig. Antonio,
      per poter cancellare l’ipoteca occorre fare una istanza al Giudice chiedendo che ne ordini la cancellazione, previa verifica dei presupposti per poter emettere il relativo provvedimento.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  13. Buonasera
    cosa accade se nell’atto di rinuncia all’eredità il cancelliere ha sbagliato a riportare il codice fiscale di uno dei tre rinunciatari?
    Lo si deve rifare per tutti o solo per la persona interessata?
    Si puo apportare una correzione?

    Rispondi
    • Buongiorno Sig.ra Clara,
      Ritengo che nel caso specifico non si possa apportare una correzione postuma all’atto (che non è una sentenza) ma si debba procedere con un atto di rettifica (che è quello che succederebbe in ambito notarile). L’errore nel codice fiscale, se non è tale da determinare incertezza sulla persona del rinunciante, non inficia la validità dell’atto ma ritengo comunque opportuno che venga corretto. Consiglio di recarvi alla Cancelleria del Tribunale e formulare una apposita istanza in tal senso.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  14. Buonasera Notaio,
    in quanto tempo si può fare la revoca della rinuncia all’eredità?
    Come vine gestita in caso di separazione tra coniugi?
    Nel concreto una donna separata dal marito inizialmente rinuncia per ovvi motivi, poi ne chiede la revoca e impugna un giudizio per ottenere un terreno del de cuius, vince la causa ma non deposita la successione fino a dopo il giudizio. Ma se non ha depositato la successione con quale titolo ha impostato il giudizio civile di proprietà?

    Rispondi
    • Buongiorno Sig.ra Pat,
      Il titolo in base al quale la signora ha potuto proseguire una azione giudiziaria del de cuius è l’atto di revoca della rinuncia all’eredità che determina, di fatto, accettazione della stessa. La dichiarazione di successione è un documento che ha rilevanza meramente fiscale.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  15. Buongiorno, mia madre è deceduta da più di quindici anni, mio fratello, che abita l appartamento soprastante con il beneplacito di noi fratelli si è sistemato l’ appartamento dei genitori senza aver fatto né la successione né messo a suo nome il bene. Ci sono pervenute le cartelle per il pagamento IMU dal 1917. Ovviamente le abbiamo fatte pagare a mio fratello però io ho una certa età, vivo lontano, ho due figli, in quello stesso paese vi è una casa dei nonni ormai disabitata da oltre cinquant’anni per la quale non è mai stata fatta alcuna successione, i figli dei nonni, due da ragazzi vivevano in america, ignoro se abbiano avuto figli, il comune a cui era stata offerta gratis si è rifiutato, conclusione siamo stati costretti, solo noi fessi, a metterla in sicurezza spendendo un mucchio di soldi. Come se non bastasse ho scoperto un mese fa di possedere, al mio comune di nascita dal quale manco do oltre cinquant’anni, di essere proprietaria di un magazzino di 20 metri in un vicolo che a quanto mi dicono non esiste. Io credetemi sono proprio avvilita non so come uscirne da quest’ incubo, potete aiutarmi? Grazie

    Rispondi
    • Buonasera Sig.ra Parrilla,
      Senza poter analizzare dei documenti mi riesce difficile riuscire a forinire una riposta esaustiva alle Sue domande.
      In base a quale titolo risulterebbe proprietaria del magazzino?

      Rispondi
  16. Salve Notaio, io, mio fratello e i suoi figli abbiamo ereditato un appartamento, i figli di mio fratello hanno a detta loro rinunciato all’eredità tramite notaio. Come faccio a sapere se effettivamente hanno rinunciato e sapendo in linea di massima quando presumibilmente sono andati dal notaio, quando tempo passa per concludersi l’iter fi cancellazione dell’eredità? Grazie in anticipo

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Max,
      Il notaio deve, entro dieci giorni dalla stipula dell’atto di rinuncia, depositare nella cancelleria del Tribunale una copia autentica dello stesso affinchè venga inserito nel Registro delle Successioni. In detto registro vengono annotati gli atti e le dichiarazioni riguardanti le successioni aperte in un determinato circondario. Le consiglio quindi di contattare la cancelleria del Tribunale competente in base al luogo di decesso del de cuius per espletare le opportune verifiche.
      Cordiali saluti,

      Rispondi

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