Rinuncia all’eredità: Guida completa, tempi e costi

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SCRITTO DA NOTAI DI TORINO

Notaio Lorenzo Bigiotto e Notaio Marina Strippoli. Nella loro attività professionale si occupano di successioni e famiglia, del settore immobiliare, e di quello commerciale.

La rinuncia all’eredità è un’opzione importante per i potenziali eredi che desiderano evitare l’acquisizione del patrimonio ereditario e dei relativi debiti. Tuttavia, è fondamentale comprendere le procedure e le implicazioni di questa scelta. 

Questo articolo fornirà una guida dettagliata sulla rinuncia all’eredità, illustrando i requisiti legali, i tempi e le conseguenze della stessa. Dalla dichiarazione formale da effettuare davanti a un Notaio o al Cancelliere del Tribunale competente, ai limiti temporali da rispettare, esploreremo inoltre la possibilità di revocare la rinuncia e gli eventuali diritti dei creditori del rinunciante. 

Se stai considerando di procedere alla rinuncia ad una eredità, continua a leggere per ottenere tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione consapevole e ben ponderata.

Punti chiave

  • La rinuncia all’eredità permette ad un soggetto chiamato all’eredità di evitare l’acquisto del patrimonio ereditario ed i debiti ad esso associati. 
  • La rinuncia all’eredità richiede una dichiarazione formale sottoscritta davanti ad un Notaio o al Cancelliere del Tribunale competente.
  • La rinuncia all’eredità deve essere perfezionata entro tre mesi dall’apertura della successione se il chiamato è nel possesso dei beni ereditari, in caso contrario opera la prescrizione decennale.
  • La rinuncia all’eredità è valida solo per l’intero patrimonio ereditario e non ammette condizioni o termini.
  • È possibile revocare la rinuncia all’eredità ed accettare quest’ultima, a condizione che il diritto di accettazione non sia già prescritto. Tuttavia, la revoca non è possibile se altri beneficiari hanno già acquisito l’eredità o se si pregiudicano i diritti di terzi sui beni ereditari.
  • I creditori del rinunciante possono impugnare la rinuncia all’eredità entro cinque anni se subiscono un pregiudizio dalla stessa e farsi autorizzare ad accettare l’eredità soddisfacendo i propri crediti.
Rinuncia eredità - Guida completa

La rinuncia all’eredita’: funzionamento, tempistiche e costi

La rinuncia all’eredità consente al soggetto, chiamato all’eredità del de cuius, di evitare l’acquisto del patrimonio ereditario, al quale pertanto rimane completamente estraneo. 

Conseguentemente, nel caso in cui vi siano debiti ereditari, i creditori nulla potranno pretendere dal rinunciante. 

La presenza di passività ereditarie è il motivo per cui normalmente si procede a rinunciare ad una eredità cui si è chiamati. Altre volte, però, si rinuncia ad un’eredità anche per motivi personali o di convenienza.

Gli effetti della rinuncia all’eredita’

Come si è detto, l’effetto principale della rinuncia all’eredità è quello di impedire l’acquisto di un patrimonio ereditario, o della quota dello stesso cui si sia chiamati per legge o per testamento.

Inoltre, la rinuncia all’eredità determina la devoluzione di quest’ultima a favore dei propri figli e nipoti in linea retta, ove sussistano i presupposti della rappresentazione. Altrimenti, l’eredità si accresce agli altri eredi, oppure, ove questi ultimi non sussistano, ai parenti più prossimi del defunto. 

Soprattutto in caso di eredità passiva, ossia gravata da debiti, è importante conoscere le sorti dell’eredità in caso di propria rinuncia alla stessa, in quanto, ove si abbiano figli, come si è detto, anche questi dovranno rinunciare all’eredità, e con loro i figli dei figli e così in linea retta all’infinito.

Ove detti figli o nipoti, chiamati per rappresentazione, siano minorenni o incapaci, sarà necessaria un’apposita autorizzazione giudiziale affinché gli stessi possano rinunciare all’eredità, ciò che talvolta richiede tempo, spesso non compatibile con i termini stabiliti dalla legge per rinunciare all’eredità, come si dirà infra, e determina un ulteriore aggravio di costi.

È bene, pertanto, rivolgersi ad un Notaio che analizzi la situazione dei chiamati all’eredità, indicando da subito la necessità o meno di ricorrere al giudice competente nel caso ciò sia necessario.

Infine, deve darsi conto della circostanza per cui, ove la successione sia regolata da testamento e l’erede sia anche beneficiario di un legato, detto erede potrà rinunciare all’eredità ma conseguire il legato; in altri termini, la rinuncia all’eredità non comporta rinuncia ai legati.

Aspetti formali della rinuncia all’eredita’

La rinuncia all’eredità deve essere fatta con dichiarazione ricevuta da un Notaio o dal cancelliere del Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione.

Vi è una competenza concorrente di Notaio e Tribunale, tuttavia tra questi vi è una differenza sostanziale in termini di competenza territoriale: se si vuole rinunciare in Tribunale ci si dovrà recare necessariamente presso il Tribunale del circondario in cui si è aperta la successione; invece, se si vuole rinunciare per atto notarile, ci si potrà recare da un qualunque notaio in qualunque parte d’Italia.

In ogni caso la dichiarazione di rinuncia all’eredità sarà inserita nel Registro delle Successioni. 

Ove la rinuncia non venga fatta con le formalità previste dalla legge, di cui si è detto, essa non avrà effetto ed il chiamato all’eredità rimarrà tale, a meno che quest’ultimo non abbia nel frattempo compiuto un atto che comporti accettazione tacita dell’eredità, come, ad esempio, vendere un immobile facente parte del patrimonio ereditario.

Entro quali termini si puo’ rinunciare all’eredita’?

Quanto ai termini entro i quali si può procedere alla rinuncia all’eredità, bisogna distinguere a seconda che il chiamato alla stessa sia o meno nel possesso dei beni ereditari:

  1. ove il chiamato all’eredità sia nel possesso dei beni ereditari, la legge stabilisce un termine di decadenza di tre mesi dal decesso della persona del cui patrimonio ereditario si tratta, trascorso il quale, in caso di inerzia, egli sarà considerato erede puro e semplice;
  2. ove il chiamato all’eredità non sia nel possesso dei beni ereditari, opera la prescrizione ordinaria decennale; pertanto, il chiamato all’eredità potrà decidere se rinunciare o meno all’eredità entro dieci anni dalla morte del de cuius. Tale possibilità viene meno ove, nel frattempo, il chiamato abbia compiuto atti che comportino accettazione tacita dell’eredità, come si è accennato sopra. 

Documenti necessari per procedere alla rinuncia all’eredita’

Il Notaio richiede i seguenti documenti:

  1. documento di identità e codice fiscale del de cuius e di chi intende rinunciare all’eredità;
  2. certificato di morte del de cuius, che comprenderà anche l’attestazione dell’ultima residenza del de cuius;
  3. certificato di stato di famiglia. 

Inammissibilita’ della rinuncia all’eredita’ parziale o condizionata

La legge stabilisce la nullità della rinuncia fatta sotto condizione o a termine o solo per parte dell’eredità.

In altri termini, chi rinuncia all’eredità, rinuncia all’intero patrimonio ereditario allo stesso devoluto, sia esso attivo o passivo, non potendo scegliere se conseguire o meno alcuni soltanto dei beni che lo compongono.

Nemmeno è possibile che si rinunci all’eredità a condizione che si verifichi un determinato evento oppure a termine iniziale o finale. 

Pertanto, è importante che chi intende rinunciare all’eredità abbia la possibilità di riflettere in maniera ponderata su una scelta siffatta, ed a tal fine la consulenza con un Notaio è, il più delle volte, di grandissimo aiuto. 

Revocabilita’ della rinuncia all’eredita’

La rinuncia all’eredità può essere revocata, e pertanto l’eredità può essere accettata, purché non si sia ancora prescritto, per il chiamato rinunciante, il diritto di accettare l’eredità. La revoca della rinuncia è però possibile solo e soltanto se, nel frattempo, l’eredità non sia stata già acquistata dagli altri chiamati all’eredità e senza che si possano in alcun modo pregiudicare le ragioni acquistate da terzi sui beni ereditari.

Impugnazione della rinuncia all’eredita’ da parte dei creditori

I creditori del rinunciante possono impugnare la rinuncia all’eredità effettuata da quest’ultimo entro cinque anni dalla stessa, ove essa li danneggi; la legge attribuisce ai predetti creditori la possibilità di farsi autorizzare ad accettare l’eredità in nome ed in luogo del rinunciante, al solo scopo di soddisfarsi sui beni ereditari e fino alla concorrenza dei loro crediti.

Costi della rinuncia all’eredita’ per atto notarile

I costi “fissi” di una rinuncia all’eredità effettuata per atto notarile sono i seguenti:

  • imposta di registro in misura fissa pari a 200 euro;
  • imposta di bollo pari a 45 euro;
  • marche da bollo per euro 48 per l’inserimento della rinuncia all’interno del registro delle successioni del Tribunale competente;
  • spese postali.

L’onorario del Notaio resta variabile, essendo definito in base al tipo di prestazione, anche in termini di consulenza, resa al cliente. 

Sintesi – Infografica sulla rinuncia all’eredità

Infografica rinuncia eredità

Domande frequenti

Quali sono gli effetti della rinuncia all’eredità?

La rinuncia all’eredità permette ai chiamati all’eredità di evitare l’acquisto del patrimonio ereditario e dei relativi debiti. In conseguenza della rinuncia all’eredità da parte dei primi chiamati, la stessa passa ai figli e ai nipoti in linea retta, a condizione che sussistano i requisiti per la rappresentazione. In caso contrario, l’eredità si accresce agli altri eredi, oppure, se questi non esistono, ai parenti più prossimi del defunto.

Chi può effettuare la rinuncia all’eredità?

Il diritto di rinunciare all’eredità può essere esercitato dalla persona chiamata all’eredità per legge o designata come erede nel testamento e che desidera evitare l’acquisto del patrimonio ereditario.

Quali sono i termini per manifestare la rinuncia all’eredità?

Se il chiamato all’eredità è nel possesso dei beni ereditari, la rinuncia deve essere formalizzata entro tre mesi dall’apertura della successione. In caso contrario, scatta la prescrizione decennale.

È possibile revocare la rinuncia all’eredità?

Sì, la rinuncia all’eredità può essere revocata a meno che il diritto di accettazione del rinunciante non sia già prescritto e a condizione che altri beneficiari non abbiano già acquisito l’eredità o che non si pregiudichino i diritti di terzi sui beni ereditari.

Quanto costa fare la rinuncia all’eredità?

I costi fissi per una rinuncia all’eredità effettuata tramite atto notarile includono un’imposta di registro fissa di 200 euro, un’imposta di bollo di 45 euro e marche da bollo per 48 euro dovute per l’inserimento della rinuncia nel registro delle successioni tenuto presso il Tribunale competente. Inoltre, sono previste spese postali. L’onorario del Notaio può variare a seconda del tipo di servizio e della consulenza fornita al cliente. Si consiglia di contattare direttamente un Notaio per ottenere informazioni precise sui costi relativi alla rinuncia all’eredità.


Il ruolo del Notaio 

Il Notaio ha un ruolo cruciale nella rinuncia all’eredità.

Rivolgersi a un Notaio è essenziale per comprendere appieno le implicazioni e gli effetti dell’atto di rinuncia, quando è possibile revocarlo e quali sono i limiti temporali per effettuarlo. Inoltre, il Notaio fornisce consulenza su quali comportamenti tenere per evitare di accettare tacitamente l’eredità, offrendo una chiara panoramica delle opzioni disponibili.

Affidarsi alla competenza del Notaio garantisce una gestione corretta e informata del processo di rinuncia all’eredità.

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85 commenti su “Rinuncia all’eredità: Guida completa, tempi e costi”

  1. Buon giorno.Sorella morta il 09/11/23 a Torino ha lasciato tutto con testamento olografo a una signora.Ha pagato spese funerale con copia fattura.Fara’registrare da notaio,non so quale,non ha voluto dirmelo.Personalmente quello che mi interessa, se viene fatto tutto legalmente,se ci sono dei debiti di mia sorella andranno a carico del beneficiario? Se volessi rinunciare eredita’posso farlo con delega dato che abito a Belluno con 2 figli maggiorenni? Grazie
    Lodovico Nosengo

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Lodovico,
      Le consiglierei di contattare il Consiglio Notarile di Torino al fine di verificare quale notaio abbia pubblicato il testamento di Sua sorella e di farsene rilasciare copia per verificare il contenuto del medesimo.
      Ove i chiamati all’eredità abbiano accettato la stessa, Voi chiamati in subordine non siete in alcun modo responsabili per eventuali debiti ereditari. Tuttavia se a fini prudenziali desiderate ugualmente rinunciare all’eredità potete farlo presso un notaio della Vostra città. I suoi due figli maggiorenni hanno figli a loro volta?

      Rispondi
    • Buongiorno mio zio primo in linea di sangue (fratello di mia mamma) è morto lasciando debiti . Era separato e il figlio dice che farà la rinuncia dell eredità così come ex moglie e tutte le sorelle . Come faccio io a sapere a cosa rinuncio ? Mi arriva un avviso ? Ovviamente la strada più semplice sarebbe chiedere al figlio ma non abbiamo contatti . Grazie a chi risponde

      Rispondi
      • Buonasera Sig.ra Laura,
        A seguito della rinuncia dei primi chiamati all’eredità non Le arriverà alcun avviso in quanto la Sua chiamata ereditaria, oggi solo potenziale, diventerà attuale solo a seguito della suddetta rinuncia.
        Ricostruire la consistenza di un patrimonio ereditario può essere alquanto complesso e dispendioso.
        Potrebbe partire dalle visure ipo-catastali per verificare se il de cuius fosse titolare di beni immobili e se sugli stessi siano presenti trascrizioni ed iscrizioni pregiuzievoli.
        Inoltre potrebbe fare richiesta alla Agenzia delle Entrate e verificare l’esistenza di conti correnti nonché di eventuali pendenze erariali.
        Per svolgere tutte queste attività le consiglierei di rivolgersi ad un avvocato che possa seguirla evitandole di compiere degli atti di “accettazione tacita dell’eredità” che farebbero venir meno il suo diritto di rinunciare.
        Cordiali saluti,

        Rispondi
  2. In merito all’impugnazione della rinuncia all’eredita’ da parte dei creditori, gradirei mi venisse meglio precisato questo punto:
    Da poco e’ deceduta mia sorella la cui situazione economica e quella del marito (vivente) era piuttosto precaria.
    Io sono il fratello della deceduta e insieme ad altri parenti coinvolti nell’eredita’ saremmo dell’idea di attivare la procedura di rinuncia all’eredita’ ed in relazione a cio’ gradirei mi venisse meglio precisato il punto relativo alla impugnazione dei creditori del rinunciante. Grazie e cordiali saluti

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Negro,
      I creditori del rinunciante, ai sensi dell’articolo 524 del codice civile, possono impugnare la rinuncia quando la stessa sia pregiudizievole per il soddisfacimento delle loro pretese.
      Nel vostro caso specifico però, era la de cuius ad avere delle pendenze e non voi chiamati all’eredità.
      I creditori di Sua sorella non possono in alcun modo impugnare la Vostra rinuncia in quanto il vostro diritto di rinunciare all’eredità è intangibile.

      Rispondi
  3. Salve fatto rinuncia tramite avvocato tempo fa all’epoca avevo un figlio minorenne mi disse l avvocato che quando mio figlio compiva l età 18 anni di fare anche per lui rinuncia eredità che io non ho fatto perché mi sono dimenticato ora e’ passato più di 10 anni e mio figlio già maggiorenne da tanto tempo io chiedo non devo fare più niente?

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    • Buonasera Sig. Stefano,
      Non conosco il Suo caso nel dettaglio e le ragioni che possono averla spinta a rinunciare all’eredità ma, astrattamente, una volta decorsi dieci anni, opera la prescrizione ordinaria dei crediti che diventano non più esigibili da parte del creditore.
      Tuttavia la questione della rinuncia effettuata dopo il termine decennale, nota come rinuncia tardiva, è stata oggetto di analisi da parte della Corte di Cassazione. In particolare, la sentenza n. 8053 del 23 marzo 2017 ha chiarito che tale rinuncia tardiva è ammissibile e produce effetti giuridici, in quanto serve a confermare l’intenzione del rinunciante di non voler essere erede.

      Rispondi
  4. Buongiorno, un cugino di mia mamma, senza figli ne fratelli è deceduto lasciando debiti. I suoi debitori hanno richiesto il pagamento di alcuni debiti a 2 fratelli e diversi cucgini di mia mamma, ma non a mia mamma e ad altri cugini.
    I fratelli e cugini coinvolti dai debitori, faranno rinuncia all’eredità, vorrei sapere se conviene fare rinuncia all’eredità anche per mia mamma e noi suoi figli e nipoti maggiorenni oppure conviene attendere e farla solo nel caso venga direttamente richiesto un saldo dei debiti? Se capisco bene passati 10 anni comunque i debiti andranno prescritti.

    I nopoti minorenni rimarranno comunque obbiligati nonostante la rinucia dei genitori?

    grazie

    Rispondi
    • Buonasera Sig.ra Caselli,
      Consideri che la successione non può aver luogo tra parenti oltre il sesto grado (esempio: i figli di cugini sono parenti di sesto grado tra loro). Quindi tutti i soggetti che superano questo grado di parentela non sono chiamati all’eredità e non possono essere attaccati dai creditori del de cuius. Ciò premesso, ritengo che potrebbe essere utile unirvi ai vostri cugini nell’atto di rinuncia, anche in ottica di risparmio dei costi d’atto.

      Rispondi
  5. Buongiorno. Abbiamo ricevuto questa notifica dal comune :Avvio del procedimento tendente all’esecuzione dell’ingiunzione di demolizione di un garage costruito illegalmente .Ora la soluzione sarebbe quella di chiedere la rinuncia all’eredità o trovare un accordo dal comune . Vi ringrazio

    Rispondi
  6. Buongiorno,

    con atto n.12588 di repertorio, presso il notaio GILI Gustavo di Torino, nel 2016 mio suocero ha rinunciato all’eredità della mamma, insieme ad altri componenti la famiglia.
    Ad oggi però risulta ancora proprietario della quota ereditaria dell’ unico immobile e box, il che comporta che ogni anno il comune chiede il pagamento dell’IMU.
    E’ possibile cancellare dal catasto la proprietà ?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Riccardo,
      solo l’erede ha diritto di volturare a proprio favore l’immobile in Catasto. Se ad oggi nessuno ha accettato l’eredità è corretto che l’immobile sia ancora intestato al de cuius. Avete già provato ad inviare al Comune copia dell’atto notarile chiedendo di non essere più contatti avendo rinunciato all’eredità?

      Rispondi
  7. Buongiorno, siamo 5 fratelli e tutti dobbiamo presentare rinuncia per nostra madre. I 200 euro vanno pagati cadauno oppure 200 euro totali per tutti i figli che rinunciano? Grazie

    Rispondi
  8. Buonasera
    Mio padre aveva solo debiti con il fisco e con Equitalia per 3 milioni di euro circa. Immediatamente io e mio fratello (ambedue con un figlio minore) ci siamo attivati per la rinuncia all’asse ereditario coinvolgendo anche nostra madre, ancorchè moglie, nello stesso atto.
    Il cancelliere ci ha contestato la demenza senile della mamma, quindi abbiamo proceduto solo noi due con la rinuncia. Oggi mamma è ricoverata in RSA per la demenza senile con riconoscimento di invalidità ed accompagnamento.
    Mamma a sua volta ha un fratello e due sorelle, di cui una totalmente incapace di intendere e di volere, anche se non dichiarata tale e di cui i figli non hanno richiesto la nomina di un amministratore di sostegno o di un tutore legale.
    Per i minori siamo indecisi se procedere subito alla rinuncia all’asse ereditario o attendere la maggiore età.
    Cosa possiamo fare per bloccare definitivamente la posizione debitoria con il fisco e con Equitalia di mio padre?
    Grazie
    Giulio

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Vecchione,
      Per bloccare le pretese creditorie di Equitalia, quantomeno nel Vostro ramo familiare, conviene far rinunciare i minori e, a catena, il ramo collaterale di Vostro padre. Per la sorella incapace non dichiarata occorre procedere con la nomina di un Amministratore di Sostegno. Cordiali saluti,

      Rispondi
  9. buongiorno, io e 5 miei cugini abbiamo ricevuto da un nostro zio un appartamento, un mio cugino ha parecchi debiti e vorrebbe rinunciare all’eredita, è possibile.
    grazie

    Rispondi
  10. il mio papa’ morto quasi 1 anno fa’ non ha lasciato testamento ma voleva lasciare immobile a mia sorella. Noi eredi siamo tutti d’accordo a rinunciare ma tra di noi c’è un minore. ci conviene aspettare che anche lui compia 18 anni e fare la dichiarazione tardiva di successione rinunciando tutti prima prima di farla ? o meglio fare intanto dichiarazione entro l’anno per non pagare sanzione e poi rinunciare all’eredità tutti in una seconda fase ? in questo caso dovremo rifare dichiarazione di successione e ripagare tasse etc..?

    Rispondi
  11. Buongiorno
    anche io ho delle domande alle quali per ora nessuno mi ha saputo dare una risposta precisa.
    Ho rinunciato all’eredità dei miei genitori defunti perché vivo all’estero (premetto che non posseggo i beni e non ho mai accettato, ma ho fatto ugualmente la rinuncia). Ho due figli (18 e 15 anni) devono fare la rinuncia anche loro, anche se non accettano e non posseggono i beni? Quanto tempo hanno? I beni sono due appartamenti nei quali vivono (e hanno sempre vissuto) i miei fratelli sui quali inotre gravano delle sanzioni causa condoni edilizi.
    Se non fanno la rinuncia va in prescrizione perché non accettano o sono comunque eredi?
    Grazie

    Rispondi
    • Buonasera Sig.ra Barbara,
      a seguito della Sua rinuncia sono chiamati all’eredità per rappresentazione i suoi figli. Il figlio maggiorenne può rinunciare senza problemi mentre per quello minorenne è necessaria una autorizzazione del Tribunale. Tuttavia il Giudice, se l’eredità non è passiva, non lo autorizzerà a rinunciare perchè sarebbe un atto contro il suo interesse. Quindi dovreste attendere il raggiungimento della maggiore età. Tenga conto però che la dichiarazione di successione va presentata entro un anno dalla morte a pena di sanzioni amministrative pecuniarie. Quanto all’ultima domanda che mi ha posto, il diritto di accettare l’eredità si prescrive in dieci anni dal giorno dell’apertura della successione. Cordiali saluti.

      Rispondi
      • Quindi mio figlio minore viene costretto ad accettare qualcosa che non vuole? In aprile 2024 saranno 10 anni dalla morte di mia madre e ott. 2027, 10 anni dalla morte di mio padre.
        Il minore non può rinunciare perché minorenne. E come scrive lei il giudice non mi darà l’autorizzazione. Nel 2027 anche il piccolo sarà maggiorenne. Sarà poi troppo tardi per rinunciare?
        Io nella nuova successione farei mettere solo i miei fratelli, posso o è contro la legge?
        Se si prescrive il diritto di accettare allora non faccio nulla e mio figlio non sarà erede. O sbaglio? Purtroppo io vedo solo delle incongruenze.
        Grazie
        Barbara

        Rispondi
        • Buongiorno Sig.ra Barbara,
          Nel Suo precedente messaggio non ha precisato che che i decessi dei Suoi genitori sono così datati. Stante la situazione di non possesso dei beni ereditari può lasciare prescrivere il diritto di accettare l’eredità (dieci anni dalla morte) oppure, a fini prudenziali, può comunque far rinunciare immediatamente il figlio maggiorenne e per il minore attendere il raggiungimento della maggiore età. Nella dichiarazione di successione non è possibile inserire solo i Suoi fratelli perche i Suoi figli al momento non avendo ancora rinunciato risultano chiamati all’eredità.
          Cordiali saluti,

          Rispondi
          • Grazie
            questa informazione mi aiuta.
            Quindi per non pagare sanzioni io e i miei fratelli dovremo fare una nuova dichiarazione di successione (600 Euro) quest’anno, dove saranno presenti i miei fratelli e mio figlio minore. E una nuova (altri 600) tra tre anni quando poi saranno passati 10 anni dalla morte dei miei genitori e mio figlio sarà maggiorenne?
            Facendo due conti non è economico non voler niente. 1500 per 3 rinunce e 1200 per due successioni!
            Ecco perché volevo fare la successione solo con i nomi dei miei fratelli. Per evitare altri costi e altri viaggi!
            Comunque il mio rispetto. Lei mi ha saputo sempre rispondere, Grazie mille 🙂

  12. Buongiorno, sottopongo alla vostra cortese attenzione il mio caso.
    Nel 2007 è deceduta mia Madre senza lasciare disposizioni testamentarie. Entro l’anno dal decesso mi sono attivato per aprire la successione. I beni intestati a mia Madre sono stati trasferiti, per quote, al marito ed ai tre figli. Dopo qualche mese Equitalia, ora Agenzia delle Entrate, ha iscritto un’ipoteca su alcuni beni per debiti maturati da uno dei miei fratelli. A seguito di ciò mio fratello ha provveduto a rinunciare all’eredità nell’anno 2009. Ora vorremmo procedere alla divisione dei beni, La domanda è questa: Considerato che secondo il Codice Civile, l’azione revocatoria della rinuncia all’eredità deve essere esperita entro i cinque anni dalla successione, possiamo ritenere ancora valida l’ipoteca iscritta dall’allora Equitalia?
    Grazie per la risposta

    Rispondi
    • Buongiorno Sig. Antonio,
      per poter cancellare l’ipoteca occorre fare una istanza al Giudice chiedendo che ne ordini la cancellazione, previa verifica dei presupposti per poter emettere il relativo provvedimento.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  13. Buonasera
    cosa accade se nell’atto di rinuncia all’eredità il cancelliere ha sbagliato a riportare il codice fiscale di uno dei tre rinunciatari?
    Lo si deve rifare per tutti o solo per la persona interessata?
    Si puo apportare una correzione?

    Rispondi
    • Buongiorno Sig.ra Clara,
      Ritengo che nel caso specifico non si possa apportare una correzione postuma all’atto (che non è una sentenza) ma si debba procedere con un atto di rettifica (che è quello che succederebbe in ambito notarile). L’errore nel codice fiscale, se non è tale da determinare incertezza sulla persona del rinunciante, non inficia la validità dell’atto ma ritengo comunque opportuno che venga corretto. Consiglio di recarvi alla Cancelleria del Tribunale e formulare una apposita istanza in tal senso.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  14. Buonasera Notaio,
    in quanto tempo si può fare la revoca della rinuncia all’eredità?
    Come vine gestita in caso di separazione tra coniugi?
    Nel concreto una donna separata dal marito inizialmente rinuncia per ovvi motivi, poi ne chiede la revoca e impugna un giudizio per ottenere un terreno del de cuius, vince la causa ma non deposita la successione fino a dopo il giudizio. Ma se non ha depositato la successione con quale titolo ha impostato il giudizio civile di proprietà?

    Rispondi
    • Buongiorno Sig.ra Pat,
      Il titolo in base al quale la signora ha potuto proseguire una azione giudiziaria del de cuius è l’atto di revoca della rinuncia all’eredità che determina, di fatto, accettazione della stessa. La dichiarazione di successione è un documento che ha rilevanza meramente fiscale.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  15. Buongiorno, mia madre è deceduta da più di quindici anni, mio fratello, che abita l appartamento soprastante con il beneplacito di noi fratelli si è sistemato l’ appartamento dei genitori senza aver fatto né la successione né messo a suo nome il bene. Ci sono pervenute le cartelle per il pagamento IMU dal 1917. Ovviamente le abbiamo fatte pagare a mio fratello però io ho una certa età, vivo lontano, ho due figli, in quello stesso paese vi è una casa dei nonni ormai disabitata da oltre cinquant’anni per la quale non è mai stata fatta alcuna successione, i figli dei nonni, due da ragazzi vivevano in america, ignoro se abbiano avuto figli, il comune a cui era stata offerta gratis si è rifiutato, conclusione siamo stati costretti, solo noi fessi, a metterla in sicurezza spendendo un mucchio di soldi. Come se non bastasse ho scoperto un mese fa di possedere, al mio comune di nascita dal quale manco do oltre cinquant’anni, di essere proprietaria di un magazzino di 20 metri in un vicolo che a quanto mi dicono non esiste. Io credetemi sono proprio avvilita non so come uscirne da quest’ incubo, potete aiutarmi? Grazie

    Rispondi
    • Buonasera Sig.ra Parrilla,
      Senza poter analizzare dei documenti mi riesce difficile riuscire a forinire una riposta esaustiva alle Sue domande.
      In base a quale titolo risulterebbe proprietaria del magazzino?

      Rispondi
  16. Salve Notaio, io, mio fratello e i suoi figli abbiamo ereditato un appartamento, i figli di mio fratello hanno a detta loro rinunciato all’eredità tramite notaio. Come faccio a sapere se effettivamente hanno rinunciato e sapendo in linea di massima quando presumibilmente sono andati dal notaio, quando tempo passa per concludersi l’iter fi cancellazione dell’eredità? Grazie in anticipo

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Max,
      Il notaio deve, entro dieci giorni dalla stipula dell’atto di rinuncia, depositare nella cancelleria del Tribunale una copia autentica dello stesso affinchè venga inserito nel Registro delle Successioni. In detto registro vengono annotati gli atti e le dichiarazioni riguardanti le successioni aperte in un determinato circondario. Le consiglio quindi di contattare la cancelleria del Tribunale competente in base al luogo di decesso del de cuius per espletare le opportune verifiche.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  17. Buongiorno, mio padre è appena deceduto e aveva la residenza presso la casa intestata a mia madre, che rinuncerà all’eredità. Mia madre è obbligata a fare l’inventario dei beni mobili presenti in casa?
    Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno Sig. Virginio,
      Anche se non è espressamente previsto nel codice civile ritengo altamente opportuno redigere l’inventario in quanto Con l’ordinanza n. 36080/2021, la Cassazione, ha affermato che il chiamato all’eredità che sia nel possesso dei beni ereditari, non può validamente rinunciare all’eredità se non compie l’inventario entro tre mesi dal giorno di apertura della successione o dal giorno del ricevimento della notizia della morte del de cuius.
      Cordiali saluti

      Rispondi
  18. Egregio Notaio,
    Le mie domande sono relative alle successioni internazionali extra UE.
    Il caso vede la morte di una persona residente in Italia, la quale stava facendo successione in SudAmerica per morte del genitore. In Italia gli eredi sono la moglie separata legalmente e due figli.
    1) Una successione in Italia è separata da una successione in rappresentanza del de cuius per beni all’estero?
    2) Se si rinuncia all’eredità in Italia per debiti e un immobile su cui grava un’ipoteca, difficilmente vendibile e che possa coprire le pendenze, si può portare avanti la successione in rappresentanza all’estero?
    3) Se moglie e figli (senza figli) rinunciano all’eredità in Italia a chi passa? Dovrebbero fare rinuncia anche i fratelli e nipoti sia in Italia che all’estero?
    4) Quali sono le incombenze obbligatorie da affrontare entro un anno dalla morte?
    Ringrazio per la gentile risposta che potrà dare.
    Se viene fatta rinuncia all’eredità in Italia, può essere revocata nel caso si presentasse opportunità di vendita dell’immobile suddetto?

    Rispondi
    • Buongiorno Sig.ra Zoppellaro,
      La successione è un fenomeno unitario, quindi la rinuncia perfezionata in Italia dovrebbe valere astrattamente anche per l’estero.
      In caso di rinuncia dei primi chiamati il diritto di accettare l’eredità si trasmette ai parenti di grado successivo fino al sesto grado.
      La dichiarazione di successione va presentata entro un anno dall’apertura della successione.
      La rinuncia è sempre revocabile a patto che altri chiamati non abbiano, medio tempore, accettato l’eredità.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  19. Egregio avvocato,
    quattro anni fa è venuto a mancare mio suocero e mio marito avendo debiti con l’agenzia delle entrate di comune accordo con i suoi fratelli ha rinunciato all’eredità che pur avendo noi un foglio minore non avendone dato volutamente informazione in tribunale al momento della firma per la rinuncia, è passata ai suoi fratelli questo perché i fratelli avevano promesso che avrebbero dato a mio figlio quanto spettante con donazione.
    A tutt’oggi accampano mille scuse per rimandare la donazione e atteggiarsi a proprietari negando ogni decisione a mio marito sui beni. Io in qualità di madre del minore posso chiedere che venga assegnata come prevede la legge la quota di rinuncia di mio marito a mio figlio in qualità di discendente diretto anziché come è avvenuto erroneamente agli zii in quanto è stato leso il diritto del minore non considerato?

    Rispondi
    • Buongiorno Sig.ra Simona,
      Suo figlio, a seguito della rinuncia di Suo marito, è divenuto un chiamato all’eredità di Suo suocero in virtù dell’istituto della rappresentazione che prevale su quello dell’accrescimento (ovvero l’espansione della quota di Suo marito a favore dei suoi cognati). La successione presentata unicamente a favore dei suoi cognati andrebbe quindi rettificata previa accettazione di eredità (con beneficio di inventario) che suo figlio minore ha tutto il diritto di fare.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  20. Buongiorno,

    se sono residente insieme a madre e fratelli nell’immobile ereditato significa che ne sono in possesso? Nessuna utenza è a mio carico, neppure tari o imu. Vorrei rinunciare all’eredità, seppur siano già decorsi i 3 mesi. Grazie

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Alex,
      Secondo un recente orientamento giurisprudenziale il compossesso di beni ereditari pro indiviso non esonererebbe il chiamato all’eredità dall’osservanza delle norme sul beneficio di inventario (art. 485 c.c.) ove voglia evitare d’essere considerato erede puro e semplice. A fini prudenziali suggerisco comunque di procedere alla rinuncia all’eredità anche se sono già decorsi i tre mesi dall’apertura della successione.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  21. Buonasera Avvocato, tre anni fa e’ venuto a mancare mio suocero. In via precauzionale, mia suocera mio marito e sua sorella e vorrebbero procedere alla rinuncia all’ eredità. Sia io, che mia cognata abbiamo figli minori, è il caso di aggiungere anche loro alla rinuncia? serve autorizzazione da parte del giudice tutelare? È possibile fare un unico atto e pagare le imposte una volta sola?
    Grazie
    Emanuela

    Rispondi
    • Buonasera Sig.ra Emanuela,
      Se l’eredità è passiva è opportuno che anche i minori rinuncino alla stessa previo rilascio dell’autorizzazione giudiziale da parte della autorità competente. Astrattamente il giudice può autorizzare la rinuncia del minore solo dopo la rinuncia del genitore in quanto prima di tale atto il minore non è tecnicamente chiamato all’eredità. Tuttavia in alcuni Tribunali è prassi rilasciare l’autorizzazione anche in vista della stipula di un unico atto contenente la rinuncia di genitore e figlio minore insieme. Le consiglio di confrontarsi con il Suo avvocato in merito alle modalità operative di presentazione del ricorso.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  22. Buongiorno avvocato, ho mia madre che non sta molto bene e per motivi lavorativi dovrò allontanarmi e con molta probabilità avrò impedimenti di natura tecnica e logistica che non mi permetteranno di prendere alcun mezzo per raggiungere un notaio prima di almeno sei mesi. Mia madre ha una situazione debitoria con lo stato spaventosa ed è mia intenzione e dei miei fratelli rinunciare all’eredità. È possibile procedere con una procura autorizzando i miei fratelli ad agire per mio conto in tal senso in caso di decesso di mia madre? Per i debiti col fisco quanto tempo ho per rinunciare all’eredità? Non vi sono presenti beni materiali al momento

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Alessandro,
      Tecnicamente, prima del decesso, non esiste alcuna eredità alla quale poter rinunciare.
      A mio parere non è quindi possibile ricevere una procura speciale per poter rinuciare all’eredità se Sua mamma è ancora in vita.
      Se non si trova nel possesso dei beni, ha tempo dieci anni dall’apertura della successione per poter rinunciare.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  23. Salve,
    mia zia è morta nel 2021, lascia in vita marito e due figli maggiorenni (che a sua volta hanno figli minori) che ad oggi non hanno ancora fatto né accettazione né rinuncia all’eredità. Se non dovessero fare nulla per oltre 10 anni, i nuovi chiamati all’eredità sarebbero i fratelli della defunta tra cui mia madre? Se sì, mia madre avrà ulteriori 10 anni per accettare o meno l’eredità oppure no? Glielo chiedo perché, se dovesse succedere mia madre a mia zia perché marito e figli rinunciano, mia madre e poi anche le sue figlie (tra cui io) e i suoi nipoti (tra cui mio figlio minorenne) vogliamo assolutamente rinunciare all’eredità…Pertanto la domanda è quanto tempo abbiamo per fare la rinuncia e se veniamo informati che diventiamo i nuovi chiamati all’eredità. Grazie.

    Rispondi
    • Buonasera Sig.ra Marinelli,
      L’art. 480, comma 3°, del Codice Civile introduce “a contrario” una specifica deroga al principio generale in materia di decorrenza della prescrizione: per i chiamati ulteriori infatti, il termine prescrizionale inizia a decorrere immediatamente dall’apertura della successione. Ciò significa che se i primi chiamati rimangono inerti per dieci anni anche i chiamati ulteriori perdono il diritto di accettare l’eredità.
      Quindi, nel vostro caso, se si prescrive il diritto per il marito e per i figli di Sua zia, si prescrive anche per voi chiamati ulteriori.
      Purtroppo, a meno che non veniaTe informati dai primi chiamati direttamente, non vi verrà notificato alcunchè in caso di loro rinuncia.
      Tuttavia, per poter sapere se hanno rinunciato all’eredità potresTe consultare il consultare il Registro delle Successioni. Si tratta di un registro pubblico, accessibile a chiunque, tenuto presso il Tribunale Civile competente in base al luogo di apertura della successione.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
      • Grazie! Avrei un’ulteriore domanda: i primi chiamati all’eredità (marito, figli e nipoti della zia defunta) faranno la rinuncia all’eredità…a questo punto mia madre (sorella della defunta) e le figlie e i nipoti di mia madre, per rinunciare, basta che aspettano la prescrizione (10 anni dalla morte di zia) oppure è meglio fare rinuncia effettiva davanti al notaio? Nel frattempo, dalla morta di zia, la commercialista, per calcolare l’Imu, ha diviso la quota della casa, che zia aveva cointestata insieme alle sorelle, tra le altre sorelle viventi che quindi hanno visto la loro Imu salire, non ha invece (per errore) calcolato l’Imu ai figli e marito della zia defunta: questo è errato anche se, soltanto ora, figli e marito hanno rinunciato? Per mia madre questo pagamento di Imu, che comprende una percentuale della vecchia quota di zia, non si configura come accettazione tacita di eredità spero? Consideri che tale casa è disabitata, mia madre ci paga solo l’Imu. Grazie di nuovo per la chiarezza e l’aiuto!

        Rispondi
        • Buongiorno Sig.ra Paola,
          Il pagamento dell’IMU relativa alla quota di comproprietà già di titolarità di Sua mamma prima della successione non comporta sicuramente accettazione tacita dell’eredità. Sarei più prudente sul pagamento dell’IMU relativo alla quota caduta in eredità. In dottrina e giurisprudenza, infatti, alcuni sostengono che sia un atto conservativo compiuto dal chiamato, altri lo configurano quale atto di accettazione tacita dell’eredità.
          Cordiali saluti,

          Rispondi
  24. Buongiorno Notaio,
    Mi chiamo Angela. Mia mamma e’ deceduta recentemente senza testamento o ultime volonta’ conosciute. Mia mamma e papa’ hanno avuto solo due figlie, mia sorella, Anna, ed io. Mia mamma’ aveva solo un fratello che e’ deceduto da anni (il fratello di mia mamma ha avuto figli e nipoti, ma non penso sia importante in questo contesto). Mi sembra che in questo caso i chiamati all’eredita siano mio papa’, mia sorella, ed io. io non sono sposata e non ho figli. Mia sorella ha due figlie maggiorenni ed e’ divorziata da anni. Per facilitare nostro papa’, io ho fatto rinuncia all’eredita’. Se per facilitare nostro papa’ facessero rinuncia contemporaneamente anche mia sorella e le sue due figlie, potrebbe confermare che nostro papa’ sarebbe unico erede di nostra mamma? E potrebbe anche dirmi se la rinuncia mia sorella e di entrambe le sue figlie non renderebbe erede in qualche modo il suo ex marito (padre delle figlie di mia sorella)? Ringraziandola per la sua gentile attenzione, le porgo cordiali saluti.

    Rispondi
    • Buonasera Sig.ra Angela,
      Nel caso da Lei prospettato diritto di accettare l’eredità, a seguito della rinuncia dei primi chiamati, si estende in linea discendente all’infinito e mai a favore del coniuge.
      Inoltre il coniuge divorziato di Sua sorella è di fatto un estraneo e, di conseguenza, non potrebbe vantare alcun diritto successorio nei suoi confronti.
      Fatta questa premessa, se Lei riuncia e rinunciano anche Sua sorella e le di lei figlie maggiorenni, a patto che queste ultime non abbiano a loro volta figli, l’eredità si consoliderà nei confronti di Suo papà che sarà, pertanto, unico erede di Sua mamma.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  25. Salve..
    È arrivato imu su 2 case che abbiamo in campagna che noi figli non usiamo dalla morte di mia madre
    Mia mamma è deceduta da 4 anni, la raccomandata è arrivata a nome suo ed ho firmato io come figlia..
    Nn abbiamo fatto successione..siamo 5 figli
    Adesso io e uno dei miei fratelli vorremmo fare rinuncia eredità..
    Io però ho prelevato dal conto corrente cointestato a firma disgiunta per il funerale, e poi ho fatto dichiarazione dei redditi a mio nome.. è accettazione tacita eredità? So che alcuni tribunali sono discordanti a riguardo..
    Vorrei andare al più presto al tribunale a fare rinuncia eredità..
    Posso farla?
    Grazie ❤️

    Rispondi
    • Buonasera Sig.ra Alessandra,
      In teoria il prelievo di somme dal conto cointestato con il defunto, nei limiti della propria quota, non configurerebbe accettazione tacita dell’eredità, a meno che il soggetto controinteressato non dimostri che le somme presenti sul conto corrente fossero di fatto di pertinenza del defunto, ossia facenti parte dell’asse ereditario.
      Nulla vieta che Lei possa comunque rinunciare all’eredità. Sarà poi onere dei creditori dimostrare che i Suoi comportamenti configurano atti di accettazione tacita.
      Cordiali saluti,

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  26. Buonasera sig.notaio, volevo avere un informazione se possibile, e cioè, sapere se in seguito alla morte di mia madre avvenuta nel 2011, la cui successione è stata riaperta da poco perché fatta con errori materiali ,data nascita sbagliata, errore c.f., elencate le particelle di alcuni terreni,quindi integrata di questi terreni mancanti io posso fare la rinuncia all’eredità, premetto che ho fatto la rinuncia a quella di mio padre deceduto nel 2022 quindi entro i dieci anni. Ho forse bisogno di una procura da parte delle tre sorelle,che mi danno il consenso a rinunciare?e se faccio la rinuncia al tribunale devo presentare questa documentazione cioè la successione con integrazione della mia quota di terreni ,e ovviamente i certificati che occorrono cioè di morte ecc, posso fare quindi questa rinuncia?o è meglio rivolgermi a un notaio?grazie mille

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  27. Buongiorno, un anno fa è deceduto il fratello di mia madre.
    Oltre a un testamento lasciato a favore di una sorella, ha lasciato dei terreni agricoli che sarebbero da dividere fra tre sorelle e un nipote (figlio del fratello defunto). Questo nipote ha citato in giudizio mia madre e le mie zie per vedersi riconosciuto il diritto di usucapione.
    Mia madre non vuole entrare in causa, ma non vorrebbe rinunciare. Considerato che non ha risposto alla prima udienza (che non si è più fatta ed é stata rimandata ad ottobre), e che ha ricevuto un invito per una mediazione obbligatoria per giugno, vorrei chiedere se mia madre rischia a questo punto non presentandosi delle sanzioni, o addirittura nell’eventualità di perdere la causa di pagare le spese processuali. Per evitare tutto ciò è consigliabile rinunciare all’eredità? Grazie mille

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    • Buongiorno Sig.ra Rosaria,
      In ambito contenzioso civile e commerciale, la mediazione assolve il ruolo di preliminare imprescindibile all’avvio della causa dinanzi al giudice. La mancata partecipazione di una parte regolarmente convocata all’incontro di mediazione, priva di giustificato motivo, comporta una serie di conseguenze pregiudizievoli per la stessa.
      Ai sensi dell’articolo 116, comma 2, del Codice di procedura civile, il giudice può desumere argomenti di prova dalla mancata partecipazione alla mediazione. Tale condotta processuale, infatti, integra un sintomo negativo che il giudice può valutare ai fini della formazione del proprio convincimento in ordine all’accertamento dei fatti e delle relative responsabilità. In concreto, la mancata partecipazione può essere interpretata come un indice di non collaborazione e di scarsa propensione alla risoluzione bonaria della controversia, fattori che possono assumere una rilevanza significativa nel giudizio.
      Oltre al rilievo probatorio, la mancata partecipazione alla mediazione può comportare l’applicazione di sanzioni pecuniarie a carico della parte assente. In particolare, l’articolo 12-bis, comma 2, del Decreto Legislativo n. 28/2010 prevede che il giudice condanni la parte che non ha partecipato al primo incontro di mediazione, senza giustificato motivo, al versamento di una somma pari al doppio del contributo unificato dovuto per il giudizio.
      Ciò premesso, prima di rinunciare all’eredità, consiglio di fare una valutazione dei costi e dei benefici legati alla stessa.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  28. Buongiorno Avvocato. 
Mio papà è da poco deceduto senza lasciare testamento. I chiamati all’eredità sono mia mamma, mio fratello (Carlo) ed io (Francesco). Per facilitare mia mamma io vorrei fare rinuncia all’eredità di 
mio papà. Io non sono sposato e non ho figli. Potrebbe cortesemente confermare come verrebbe ripartita la mia quota? Sarebbe corretto pensare che mia mamma e mio fratello subentrerebbero nella mia quota per accrescimento in parti uguali, e pertanto che mia mamma e mio fratello sarebbero eredi leggittimi nella quota di metà ciascuno e pertanto riceverebbero ciascuno metà dell’eredità di 
mio papà? Oppure la mia quota andrebbe interamente alla mia mamma inquanto mia ascendente? La ringrazio per la sua cortese attenzione e le porgo cordiali saluti. Francesco

    Rispondi
    • Buongiorno Sig. Francesco,
      A seguito della Sua rinuncia all’eredità, la Sua quota si accresce in parti uguali tra Sua mamma e Suo fratello che quindi vengono chiamati per un mezzo ciascuno.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  29. Gentile Notaio,
    Cosa succede se al momento dell’atto di rinuncia una nonna viene dichiarata incapace di intendere e di volere?
    La stessa nonna deve comunque fare la rinuncia ad ogni costo per i debiti lasciati dal figlio. (I figli del figlio e i nipoti hanno già proceduto alla rinuncia). Come funziona anche con la questione delle tempistiche?
    Grazie mille della disponibilità.

    Rispondi
    • Buongiorno Sig. Luigi,
      Se la signora è incapace di intendere e volere dovrà essere nominato dal Giudice Tutelare un amministratore di sostegno (o, in cado di incapacità più grave, un tutote) e dovrà essere richiesta l’autorizzazione giudiziale per rinunciare all’eredità dando evidenza documentale dei debiti.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  30. Buongiorno Notaio. 
Vorrei ringraziarla per il servizio che gentilmente offre. Leggere le varie domande e le Sue risposte e’ molto istruttivo ed avere la possibilita’ di porLe delle domande e’ veramente di grande utilita’.
    Ho gia’ avuto modo di farLe una domanda qualche giorno fa’ e La ringrazio per la Sua cortesissima risposta. Mio papà è da poco deceduto senza lasciare testamento. I chiamati all’eredità sono mia mamma, mio fratello (Carlo) ed io (Francesco). La mia domanda riguarda Il regime patrimoniale di comunine dei beni. Mia mamma e mio papa’, persone fortunatamente motlo anziane, hanno sempre indicato che erano in regime di comunione dei beni, e sia io che mio fratello siamo cresciuti sempre pensando che fosse naturale poiche’ la mamma ed il papa’ hanno sempre condiviso tutto. Avendo adesso la necessita’ di avera certezza sul regime patrimoniale, e siccome non riusciamo a trovare l’atto di matrimonio, abbiamo richiesto un estratto. Purtroppo il comune di matrimonio e’ veramente distante da dove la mamma anche mio fratello ed io viviamo. Essendo la data di matrimonio molto indietro nel tempo, il comune di matrimonio non puo’ rispondere subito e la ricerca prendera’ almeno 20 giorni lavorativi. Nel frattempo che aspettiamo l’estratto, abbiamo fatto una visura catastale sulla casa della mamma e del papa’, costruita nei lontani anni sessanta. Nella parte dei dati anagrafici La visura riporta sia la mamma che il papa’ e per ciascuno dei due dice “Proprieta’ per 1/1 in regime di comunione dei beni con …”
    Mi chiedevo se questo poteva essere un indizio per sapere se allora erano in comunione dei beni, e poi volevo chiederle se il fatto che indichi 1/1 per entrambi (e non 1/2) ha qualche significato. Mi scuso per la lunga esposizione e La ringrazio nuovamente per la sua cortese attenzione e le porgo cordiali saluti. Francesco

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Francesco,
      La visura catastale purtroppo non ha valenza probatoria del regime patrimoniale dei coniugi. Sicuramente può essere un indizio ma per avere la certezza matematica occorre essere in possesso dell’estratto dell’atto di matrimonio.
      La quota 1/1 in comunione legale è corretta ma solitamente viene indicato un solo coniuge e non entrambi. Trattasi comunque di un finto problema in quanto con la voltura della successione potrete sistemare l’intestazione catastale dei beni ereditari.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
      • Gentilissimo Notaio,
        Grazie per la Sua cortesissima risposta. Il Comune di matrimonio della mamma e del papa e’ stato rapidissimo e gentilissimo nel rispondere. La mamma gia’ oggi ha ricevuto per e-mail la copia del suo ESTRATTO PER RIASSUNTO DI ATTO DI MATRIMOINO. L’Estratto di matrimonio in fondo riporta “ANNOTAZIONI MARGINALI: NESSUNA”. Nell’Estratto non c’e’ nessun riferimento al regime legale patrimoniale. Cioe’ nessun riferimento a separazione di beni o comunione di beni. Tenga presente che il matrimonio e’ avvenuto nel 1967. Per completezza aggiungo che questo ovviamente e’ stato l’unico matrimonio sia per la mamma che il papa’. Possiamo allora concludere definitivamente che la mamma ed il papa’ erano/sono in regime di comunione legale dei beni? Questo confermerebbe quanto il papa’ e la mamma hanno sempre indicato ed anche, come scritto nel mio precedente messaggio, confermerebbe quanto riportato sulla visura catastale della casa della mamma e del papa’. La ringrazio nuovamente per la Sua sempre gentile attenzione. PorgendoLe cordiali saluti, Le auguro una buona giornata. Francesco

        Rispondi
        • Buonasera Sig. Francesco,
          Alla luce di quanto da Lei esposto ritengo di poterLe confermare che il regime patrimoniale dei Suoi genitori è quello della comunione legale dei beni.
          Infatti, le famiglie costituite prima del 20 settembre 1975, in assenza di una diversa scelta espressa dai coniugi entro il termine stabilito, sono automaticamente soggette al regime di comunione legale dei beni per gli acquisti effettuati a partire dal 21 settembre 1975.
          Cordiali saluti,

          Rispondi
  31. buonasera ,io ho ereditato una parte della casa dei miei genitori vorrei fare la rinuncia ,anche miei figli vorrebbero farla ci sono anche a tavolta i figli di mia figlia . vorrei sapere se dobbiamo pagare tutti gli eredi alla rinuncia, so che la spesa e di 200euro ,poi ci sono le marche da bollo
    la ringrazio Rosalba

    Rispondi
    • Buonasera Sig.ra Rosalba,
      Fiscalmente la rinuncia all’eredità è un atto unitario e quindi, se la stipulasse da un notaio le verrebbe richiesto il versamento di una sola imposta di registro da 200 euro anche nel caso in cui l’atto venisse sottoscritto da più rinuncianti. Se desidera rinunciare in Tribunale per risparmiare i costi notarili le consiglio di sentire la cancelleria dell’ufficio successioni competente. Le segnalo però che le tempistiche non saranno così celeri come in uno studio notarile.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  32. Buonasera,

    tramite atto notarile, dopo meno di un anno dal decesso di mia madre, ho rinunciato, circa sei anni fa’, per atto notarile, all’eredita’ da lei abbandonata.
    Altro chiamato all’eredita’ era mia fratello, che successivamente alla mia rinuncia, ha effettuato un’accettazione espressa della detta eredita’ per l’intero.

    Posso ancora utilmente revocare la detta mia rinuncia, ed entro quale data?
    So che ovviamente, se mio fratello avesse nel frattempo effettuato atti di disposizione dell’eredita’, in tutto ovvero in parte, questi non possono essere revocati/invalidati, ma, a prescindere da questo caso, posso acquisire il diritto a succedere a mia madre nella misura del 50%?

    Grazie per la risposta

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Luigi,
      La revoca della rinuncia all’eredità è impedita dall’acquisto della stessa da parte degli altri chiamati. La giurisprudenza ha affermato che la rinuncia all’eredità non può essere revocata quando l’ulteriore chiamato abbia espressamente accettato l’eredità.
      Conseguentemente ritengo la Sua rinuncia all’eredità non più revocabile.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  33. Buonasera,
    Mia suocera è deceduta a novembre 2019, il figlio,mio marito , è deceduto ad aprile 2020. Nel 2022 è stata completata la successione in cui io ereditavo da mio marito anche l eredità della madre. Ora,io ho firmato tutto,quindi ho accettato, ma ho ancora la possibilità di rinunciare all eredità di mia suocera? Da mio marito ereditò solo metà della nostra casa. Ho 2 figli minorenni.
    Grazie se riuscite a spiegarmi….

    Rispondi
    • Buongiorno Sig.ra Francesca,
      Astrattamente se ha già compiuto atti di accettazione tacita dell’eredità relativamente al patrimonio di Sua suocera non potrebbe più rinunciare. Quali sono i motivi che la spingerebbero verso la rinuncia? Debiti?

      Rispondi
  34. Salve,
    In seguito a decesso di mio fratello siamo venuti a conoscenza di probabili debiti effettuati in vita. È possibile effettuare una rinuncia all’eredità per tutelarci anche in considerazione che non vi sono somme o immobili lasciati per far fronte all’estinzione dei debiti. Attualmente sono rimasti i seguenti fratelli del deceduto:
    Fratello con 2 figli maggiorenni;
    Sorella con figlia minorenne;
    Nipoti 2 di un altro fratello deceduto precedentemente.
    Chi deve eventualmente rinunciare dei predetti per tutelarsi?

    Rispondi
    • Buongiorno Sig. Aldo,
      Per tutelarvi di fronte a questa situazione dovreste rinunciare, in prima battuta, voi fratelli e, subito dopo, i vostri figli (ove questi ultimi abbiano figli anche i loro figli). Tenga in considerazione che per i minori deve essere richiesta l’autorizzazione in tribunale per poter validamente effettuare l’atto di rinuncia.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  35. Buongiorno ,
    In seguito al decesso di un mio fratello al 2019 essendo nullatenente, però siamo venuti a conoscenza di un prestito fatto con una finanziaria e non avendolo estinto (non sappiamo quanto rimaneva da pagare) siamo rimasti 5 fratelli,un altro fratello , sposato con tre figli e quattro nipoti minorenni ,che resideva in Francia, è deceduto al 2021.Chi deve fare la rinuncia all’eredità e quanto tempo abbiamo per la rinuncia o se non siamo obbligati?
    Grazie e cordiali saluti

    Rispondi
    • Buongiorno Sig. Michele,
      Se nessuno dei chiamati all’eredità è nel possesso dei beni ereditari, avete dieci anni di tempo dalla data del decesso per poter rinunciare all’eredità.
      La rinuncia andrebbe perfezionata in primo luogo da parte dei fratelli e, immediatamente dopo, da tutti i loro discendenti (compresi i nipoti minorenni).
      In alternativa, sempre se non siete nel possesso di beni ereditari, potreste anche attendere il decorso dei dieci anni senza fare nulla e lasciare prescrivere il diritto di accettare l’eredità.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
      • Grazie per il chiarimento.Per quanto riguarda la tariffa notarile per questa pratica, ho chiesto a un paio di notai del mio paese è la loro tariffa era, prima del COVID, di Circa 750 euro per persona rinunciante all’eredità.Per cui non coincide con la tariffa data nel vostro sito.
        Grazie e saluti.

        Rispondi
        • Buonasera Sig. Michele,
          Il costo della rinuncia preventivato dal collega è assolutamente in linea con quanto da noi indicato nell’articolo.
          Riassumo brevemente:
          – imposta di registro in misura fissa pari a 200 euro;
          – imposta di bollo pari a 45 euro;
          – marche da bollo per euro 48 per l’inserimento della rinuncia all’interno del registro delle successioni del Tribunale competente;
          – spese postali.
          Consideri che l’atto di rinuncia ha circa 350 euro di imposte e altri costi fissi che vengono versati allo Stato. La parte restante è l’onorario del notaio (che comprende l’IVA e sul quale il notaio dovrà ammortizzare i costi generali di studio e pagare l’IRPEF, le assicuro che rimane molto poco).
          Cordiali saluti,

          Rispondi
  36. Buongiorno ho un problema devo fare una rinuncia per una eredità di mio fratello che è deceduto altrimenti devo pagare io per lui sono un disabile grave al 100% totale sono andato a vedere da un notaio che mi chiedeva per fare il tutto 800 euro che io non ho con un assegno di invalido di 350 euro ma poi vado a vedere su internet è c’è scritto 200 euro tassa fissa 48 euro trascrizione 49 marca da bollo allora mi chiedevo ma un notaio prenderebbe 500 euro per scrivere due cose non credo c’è qualcuno che mi puo aiutare io non posso andare dove c’è la pratica del defunto che si trova in germania se qualcuno mi sa dire cosa posso fare grazie fino a 300 euro ci arrivo di piu no andare in tribunale in germania no grazie tante a tutti queli che mi rispondono.

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    • Buonasera Sig. Marco,
      Consideri che i costi vivi di un atto di rinuncia all’eredità (ovvero le tasse che vanno allo Stato) sono circa 350 euro. I 450 Euro che incassa il collega a titolo di onorario sono circa 370 euro più IVA, dai 370 euro vanno ammortizzati i costi dell’attività (affitto dello studio, dipendenti, bollette, cancelleria, software, etc…) e su quello che avanza il notaio paga oltre il 50% di imposte sui redditi. Rimangono puliti poco più di 100 euro. Per “scrivere due cose” dopo aver studiato per 30 anni credo sia anche poco.

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