Accettazione tacita di eredità: come funziona e quali sono i costi

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SCRITTO DA NOTAI DI TORINO

Notaio Lorenzo Bigiotto e Notaio Marina Strippoli. Nella loro attività professionale si occupano di successioni e famiglia, del settore immobiliare, e di quello commerciale.

L’accettazione tacita dell’eredità si verifica quando il chiamato compie degli atti che non avrebbe il diritto di compiere se non in qualità di erede e che, quindi, presuppongono la sua volontà di accettazione dell’eredità.

Punti chiave

Cos’è l’accettazione tacita dell’eredità? E’ una forma di accettazione ereditaria che si verifica quando il chiamato compie atti che presuppongono la volontà di accettare l’eredità, pur mancando una dichiarazione formale in tal senso.

Trascrizione dell’accettazione tacita – L’accettazione tacita deve essere trascritta nei Registri Immobiliari per garantire la continuità delle trascrizioni e tutelare gli acquirenti dei beni ereditari.

Differenza tra accettazione espressa o tacita – L’accettazione espressa avviene attraverso l’atto di accettazione dell’eredità ricevuto da un notaio o dal cancelliere del tribunale mentre quella tacita avviene attraverso comportamenti concludenti.

Responsabilità in caso di accettazione tacita – L’erede che accetta tacitamente l’eredità risponde dei debiti ereditari con il proprio patrimonio personale se quello ereditario non è sufficiente.

Differenza tra accettazione tacita e con beneficio di inventario – L’accettazione tacita comporta una responsabilità illimitata sui debiti ereditari, mentre l’accettazione con beneficio di inventario limita tale responsabilità ai beni ereditati.

Accettazione tacita e amministrazione di sostegno – Il beneficiario di amministrazione di sostegno può accettare tacitamente l’eredità, salvo disposizioni contrarie risultanti dal decreto di nomina.

Costi della trascrizione – I costi fissi per la trascrizione includono imposte e tasse, oltre all’onorario del notaio.

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Cos’è l’accettazione tacita dell’eredità?

Il nostro diritto successorio prevede due principali modalità di accettazione dell’eredità: la accettazione pura e semplice, che può essere espressa o tacita, e la accettazione con il beneficio di inventario.

La accettazione tacita si distingue dalla accettazione espressa, che richiede una dichiarazione formale attraverso un atto pubblico o una scrittura privata autenticata.

L’accettazione tacita dell’eredità si ha quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone la sua volontà di accettare l’eredità stessa, e che non avrebbe diritto di fare se non in qualità di erede.

Questo principio è espressamente stabilito ex art. 476 del Codice civile, che offre la definizione di accettazione tacita dell’eredità. 

Quindi, è il comportamento tenuto dal chiamato a determinare l’accettazione, da parte dello stesso, dell’eredità.

Un esempio di atto idoneo a determinare l’accettazione tacita dell’eredità è la vendita di un bene acquistato per successione mortis causa: se il venditore non fosse erede, non potrebbe certo disporre di quel bene immobile, in quanto non ne avrebbe alcun diritto.

Al contrario non costituiscono accettazione tacita tutti quegli atti che il chiamato compie in ordine ai beni ereditari per scopi conservativi.

Perché l’accettazione tacita di eredità deve essere trascritta nei Registri Immobiliari?

In base a quanto sopra illustrato, possiamo affermare che l’accettazione tacita dell’eredità è uno dei modi in cui la proprietà del bene ereditato si consolida in capo al soggetto chiamato all’eredità, che diviene, per l’effetto, erede.

Il principio di continuità delle trascrizioni

Uno dei motivi per i quali l’accettazione tacita dell’eredità deve essere trascritta è quello del rispetto del c.d. principio di continuità delle trascrizioni, e ciò in base al combinato disposto degli articoli 2648, comma 3 e 2650 del Codice civile.

Ove non venisse trascritto l’atto di acquisto ereditario, ossia la stessa accettazione tacita dell’eredità, le successive trascrizioni o iscrizioni a carico dell’acquirente non produrrebbero effetto. 

Questo significa che se, ad esempio, l’acquirente contraesse un mutuo per finanziare l’acquisto dell’immobile ereditato dal venditore, in caso di mancata trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità a favore di quest’ultimo, l’iscrizione ipotecaria a favore della Banca mutuante non avrebbe effetto.

Ecco perché una Banca non concederebbe mai un mutuo garantito da ipoteca per l’acquisto di un bene ereditato ove a monte non fosse curata la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità in capo al venditore. 

Tutela nei confronti dell’erede apparente

Un altro importante motivo per cui si deve procedere alla trascrizione dell’accettazione tacita di eredità è quello di tutelare l’acquirente di fronte alla fattispecie c.d. dell’erede apparente: ovvero quel soggetto che, pur non essendo erede, agisce come tale perché, ad esempio, ha accettato l’eredità in base ad un testamento successivamente dichiarato nullo.

Ove questo erede apparente dovesse vendere un immobile in tal modo ereditato ad un terzo, ai sensi dell’art. 534 del Codice civile, il vero erede potrebbe agire contro l’acquirente dell’erede apparente.

A questo punto entra in gioco la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità: la sentenza che dovesse accogliere la domanda giudiziale dell’erede vero non pregiudica l’acquirente di buona fede che abbia acquistato, a qualunque titolo, dall’erede apparente, in base ad un atto trascritto anteriormente alla trascrizione della domanda giudiziale, purché sia stata curata altresì la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità, e siano trascorsi cinque anni da quest’ultima.

Questo è il motivo per cui è così importante procedere alla trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità. 

E’ sempre necessario trascrivere l’accettazione tacita dell’eredità?

Normalmente l’accettazione tacita dell’eredità viene trascritta nei Registri Immobiliari, con spese ed oneri a carico dell’erede, se non sono passati vent’anni dall’apertura della successione.

Questo perché, decorsi i vent’anni, si può far valere l’acquisto della proprietà del bene per usucapione anche in assenza della trascrizione del proprio acquisto.

Vi è comunque chi ritiene opportuno trascrivere anche ove siano decorsi vent’anni dall’apertura della successione, questo perché l’azione di petizione di eredità è imprescrittibile, sebbene l’art. 533 del Codice Civile faccia salvi gli effetti dell’usucapione rispetto ai singoli beni.

Per le cose dette, è sicuramente non condivisibile la prassi di trascrivere l’accettazione tacita dell’eredità solo entro i dieci anni dall’apertura della successione.

La nota di trascrizione della accettazione espressa o tacita

Per procedere alla trascrizione dell’accettazione tacita di eredità (espressa o tacita), non è obbligatorio che i dati identificativi degli immobili siano inclusi nel titolo presentato per richiedere la trascrizione stessa.

Tuttavia, è essenziale che tali informazioni siano specificate nella nota di trascrizione.

Questo principio è evidenziato dal confronto tra due articoli del Codice civile: l’articolo 2659 n. 4, che riguarda la trascrizione degli atti tra vivi e menziona i “beni cui si riferisce il titolo”, e l’articolo 2660 n. 5, relativo alla trascrizione degli acquisti a causa di morte, il quale non fa alcun riferimento al titolo.

Di conseguenza, è possibile richiedere la trascrizione dell’accettazione tacita di eredità, includendo nella nota tutti gli immobili situati nella Circoscrizione della Conservatoria dei Registri Immobiliari competente, anche se il titolo presentato riguarda solo una parte degli immobili ereditati.

È importante notare che è compito del Notaio gestire la trascrizione dell’accettazione tacita di eredità solo per i beni indicati nell’atto che ha ricevuto.

Tuttavia, se espressamente incaricato dall’interessato, e a fronte di un compenso ulteriore rispetto a quello standard, il Notaio può integrare la nota di trascrizione con i dati relativi agli altri immobili non oggetto dell’atto. È responsabilità dell’erede interessato fornire tutte le informazioni necessarie a tal fine.

Il beneficiario dell’amministrazione di sostegno può accettare tacitamente l’eredità?

L’amministrazione di sostegno è un istituto giuridico introdotto con la legge n. 6 del 9 gennaio 2004 a tutela delle persone che, pur non essendo interdette o inabilitate, si trovano in una situazione di temporanea o permanente difficoltà nel gestire autonomamente il proprio patrimonio.

Il beneficiario di amministrazione di sostegno è considerato un soggetto capace di agire, pur con alcune limitazioni stabilite dal giudice tutelare nel decreto di nomina dell’amministratore di sostegno.

In linea generale, il beneficiario di amministrazione di sostegno può accettare l’eredità tacitamente, come qualsiasi altro soggetto capace di agire salvo che non sia altrimenti disposto nel decreto di nomina.

Quali sono le differenze tra accettazione tacita di eredità e accettazione espressa?

Le differenze tra accettazione tacita e accettazione espressa di un’eredità riguardano principalmente la modalità con cui l’erede manifesta la propria volontà di accettare l’eredità e le implicazioni legali che ne derivano.

La differenza basilare tra accettazione tacita di eredità ed accettazione espressa risiede nella presenza o nella assenza di un atto di accettazione che sancisca l’accettazione dell’eredità. Può essere un atto pubblico o una scrittura privata autenticata dal Notaio o dal Cancelliere del Tribunale.

Quali sono le differenze tra accettazione tacita di eredità e accettazione con beneficio d’inventario?

Le differenze tra l’accettazione tacita e l’accettazione con beneficio d’inventario sono sostanziali e riguardano principalmente la modalità di accettazione dell’eredità e le conseguenze giuridiche e patrimoniali per l’erede.

Accettazione tacita

  • Modalità: L’accettazione tacita si verifica quando l’erede compie atti che presuppongono la volontà di accettare l’eredità, senza una dichiarazione formale. Questi atti devono essere tali che non avrebbero senso se non fossero compiuti da chi si considera erede;
  • Responsabilità: L’erede che accetta tacitamente l’eredità risponde dei debiti ereditari ultra vires, ovvero con il proprio patrimonio personale, oltre che con quello ereditario;
  • Inventario: Non è necessario redigere un inventario dei beni ereditari.

Accettazione dell’eredità con beneficio di inventario

  • Modalità: L’accettazione con beneficio d’inventario deve essere espressa e richiede la redazione di un inventario dei beni ereditari entro un termine stabilito dalla legge. L’erede deve dichiarare al notaio o al cancelliere del Tribunale la sua intenzione di accettare l’eredità con beneficio di inventario.
  • Responsabilità: L’erede che accetta con beneficio di inventario risponde dei debiti ereditari solo fino a concorrenza del valore dei beni ereditati, proteggendo così il proprio patrimonio personale da eventuali debiti del defunto.
  • Inventario: È obbligatorio redigere un inventario accurato dei beni ereditari, che serve a separare il patrimonio dell’erede da quello del defunto.

In sintesi, l’accettazione tacita comporta una piena responsabilità sui debiti ereditari, mentre la dichiarazione di accettazione beneficiata limita tale responsabilità ai soli beni ereditati, offrendo protezione al patrimonio personale dell’erede.

Quali sono le differenze tra accettazione tacita di eredità e accettazione presunta?

L’accettazione presunta (o accettazione ex lege) si verifica automaticamente quando il chiamato è nel possesso dei beni ereditari ma non redige l’inventario dell’eredità entro tre mesi dal giorno dell’apertura della successione o dalla notizia della sua devoluzione.

Anche il chiamato che, dopo aver redatto l’inventario, non dichiari di accettare l’eredità con beneficio d’inventario entro quaranta giorni, diventa erede puro e semplice (articolo 485 del Codice civile).

L’accettazione presunta opera quindi come una sorta di “sanzione” per l’inattività del chiamato, attribuendogli automaticamente la qualifica di erede.

In sintesi, la principale differenza tra l’accettazione tacita e quella presunta risiede nella modalità di manifestazione della volontà di accettare l’eredità: l’accettazione tacita si basa su comportamenti concludenti che presuppongono la volontà di accettare, mentre l’accettazione presunta si verifica per effetto della legge, indipendentemente dalla volontà del chiamato.

Perché non è sufficiente la trascrizione della dichiarazione di successione?

Secondo l’art. 5, comma 2 delle Disposizioni concernenti le imposte ipotecarie e catastali (D.Lgs. 347/1990), la trascrizione della dichiarazione di successione ha effetti meramente fiscali e non costituisce trascrizione degli acquisti mortis causa degli immobili inclusi nel patrimonio ereditario.

Inoltre, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5135/1987, ha chiarito che la trascrizione della denuncia di successione e le successive volture catastali non rappresentano un titolo idoneo per il trasferimento della proprietà dei beni ereditari.

Questo principio è stato ribadito dall’Amministrazione finanziaria con due documenti di prassi, la circolare ministeriale n. 37/1991 e la Risoluzione dell’Agenzia dell’Entrate n. 52/2009, nei quali viene sottolineato che la trascrizione della dichiarazione di successione non costituisce titolo pubblicitario per gli acquisti a causa di morte né garantisce la continuità delle trascrizioni.

Quanto costa la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità dal notaio?

I costi fissi previsti per la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità, per ciascuna conservatoria nel cui circondario sono ubicati i beni immobili ereditari di cui si dispone, sono i seguenti:

  • Euro 200,00 di imposta ipotecaria;
  • Euro 59,00 di imposta di bollo;
  • Euro 35,00 di tassa ipotecaria.

Deve aggiungersi a tali costi fissi l’onorario del notaio.

Infografica

Infografica sull'accettazione tacita di eredità

Domande frequenti

Come funziona e a cosa serve l’accettazione tacita dell’eredità?

L’accettazione tacita dell’eredità avviene quando il chiamato all’eredità compie un atto che presuppone inequivocabilmente la sua volontà di accettare l’eredità, senza la necessità di una dichiarazione di accettazione formale. 

Dove viene trascritta l’accettazione tacita di eredità?

Gli atti compiuti dall’erede, come la vendita o la concessione di ipoteca su beni immobili ereditari, devono essere trascritti presso l’Agenzia delle Entrate – Ufficio del Territorio (ex Conservatoria dei Registri Immobiliari) competente per territorio.

Chi procede alla trascrizione della accettazione tacita di eredità?

La trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità è normalmente curata dal notaio che riceve (e conseguentemente trascrive) l’atto di disposizione del bene immobile ereditario.

Quali documenti servono per procedere alla trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità?

Per trascrivere l’accettazione tacita dell’eredità, il notaio avrà bisogno di:
1. Documenti del chiamato accettante:
– Documento di identità in corso di validità (carta d’identità, passaporto, patente di guida);
– Codice fiscale.
2. Documenti del defunto:
– Certificato di morte in carta libera.

Perché sostenere ulteriori costi per la trascrizione dell’accettazione tacita dell’eredità dopo aver sostenuto quelli relativi alla dichiarazione di successione?

La dichiarazione o denuncia di successione è un mero adempimento fiscale da presentarsi presso l’Agenzia delle Entrate competente che non produce alcun effetto civilistico. Ecco perché va sempre trascritta, quando necessario, l’accettazione tacita dell’eredità.

Il Ruolo del Notaio

Quando si verifica un acquisto di diritti immobiliari a causa di morte e l’erede procede alla alienazione degli stessi senza aver accettato espressamente l’eredità, è necessario trascrivere l’accettazione tacita.

Questo passaggio è fondamentale per garantire la certezza dell’acquisto e per proteggere l’acquirente e l’eventuale banca mutuante dall’azione di petizione di eredità da parte dell’erede vero, che potrebbe rivendicare il bene venduto.

La trascrizione dell’accettazione tacita, effettuata dal notaio, assicura quindi la sicurezza giuridica delle transazioni immobiliari che coinvolgono beni ereditari.

Riferimenti

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