Quanto costa un notaio? – Calcolo delle Spese Notarili

Capire come si calcolano le spese notarili può sembrare un compito arduo, ma è fondamentale per avere un quadro chiaro delle spese associate a una transazione legale. 

La parcella notarile, infatti, include diverse voci come oneri fiscali, spese anticipate e onorari. 

In questo articolo, spiegheremo in dettaglio ciascuna di queste voci, insieme alle informazioni relative ai contributi dovuti da parte del notaio e l’applicazione dell’IVA.

Forniremo, in sostanza, tutti gli elementi necessari a comprendere quanto costa un notaio.

Concetti chiave

  • La parcella notarile include oneri fiscali, spese anticipate e onorari del notaio; il valore dell’atto influisce sul costo totale.
  • L’IVA si applica solo agli oneri notarili, mentre le imposte sono esenti; l’IVA è del 22% sulle voci imponibili.
  • Il notaio deve essere pagato prima dell’atto notarile per garantire il versamento delle imposte dovute allo Stato.
Quanto costa un notaio - Copertina

Come si calcolano le spese notarili?

La parcella del notaio rappresenta l’importo delle imposte, delle tasse e delle spese dovute per l’atto notarile nonché per l’attività che, secondo la legge, il notaio deve svolgere prima e dopo la stipulazione dell’atto notarile.

L’importo del compenso per l’attività notarile varia in base alla tipologia di atto, al suo valore e alla complessità delle attività svolte. 

Le voci di spesa della parcella notarile

Le parcelle notarili, e quindi le spese degli atti notarili, si suddividono in due macro categorie:

  • oneri fiscali, a carico del cliente;
  • oneri notarili, che a loro volta si distinguono in spese anticipate, onorario del notaio e contributi notarili.

Le imposte da versare allo Stato

La parte più rilevante della parcella notarile è rappresentata dalle tasse e dalle imposte da versare all’Erario.

Negli atti immobiliari la prima voce da considerare è l’imposta di registro. Si tratta del principale onere fiscale richiesto per la registrazione dell’atto presso l’Agenzia delle Entrate, la quale varia a seconda del tipo di atto o dei diritti oggetto di tale atto: può essere una cifra fissa di 200 euro o una percentuale proporzionale del 2%, 4%, 9% o 15%. 

Oltre all’imposta di registro, vi sono altre imposte da pagare (tutte o solo alcune a seconda della tipologia di atto) all’Agenzia delle Entrate, all’Agenzia del Territorio (ex Conservatoria), al Catasto e all’Archivio Notarile. Queste imposte includono:

  • l’imposta ipotecaria, che può essere una cifra fissa di 200 euro o una percentuale del 2% o 3%;
  • l’imposta catastale, che può essere una cifra fissa di 200 euro o una percentuale dell’1%;
  • l’imposta di bollo, che è sempre una cifra fissa con importi diversi a seconda del tipo di operazione da effettuare;
  • le tasse ipotecarie per un totale di 90 euro (35 + 55);
  • la tassa dell’archivio notarile, che varia in base al valore dell’atto.

Per quanto riguarda le imposte proporzionali, la base imponibile, a seconda del tipo di atto, è rappresentata dal prezzo indicato nell’atto o dal valore catastale dell’immobile.

Le spese anticipate

Le spese anticipate sono gli importi che il notaio deve sostenere per l’espletamento dell’incarico professionale. Al fine di garantire che i dati indicati negli atti notarili siano aggiornati, veritieri e che le aziende, le quote societarie o gli immobili venduti siano privi di vincoli, è necessario effettuare un’istruttoria completa per fotografare correttamente lo status giuridico di tali beni.

Le principali spese anticipate dal notaio per l’istruttoria della pratica sono:

  1. le visure catastali 
  2. le ispezioni ipotecarie 
  3. le visure camerali

Le ricerche catastali

Le ricerche catastali e nei registri immobiliari sono una voce di spesa comune nella parcella notarile, specialmente in questioni legate alle transazioni immobiliari. Il notaio potrebbe dover effettuare ricerche presso gli uffici del catasto o dei registri immobiliari per ottenere informazioni dettagliate sulla proprietà in questione. 

Questo servizio ha un costo, poiché richiede tempo e risorse per ottenere i documenti richiesti. Il costo delle ricerche varia a seconda della complessità e del numero di documenti richiesti. 

A volte, queste ispezioni richiedono anche importi considerevoli, quindi è opportuno diffidare dei preventivi troppo bassi, poiché ciò potrebbe indicare che tale attività ispettiva non sia stata svolta in modo adeguato.

Le visure camerali

Le visure camerali certificano l’effettiva iscrizione di una società o di una ditta individuale presso il Registro delle Imprese e, di conseguenza, garantiscono la pubblicità legale dei relativi documenti. Attraverso una visura camerale è possibile ottenere informazioni sui soci di una società, sugli amministratori e sulle altre cariche sociali. 

Esistono due tipi di visure camerali, cioè:

  • visura ordinaria: fornisce tutte le informazioni principali su una società o una ditta individuale, come i dati di iscrizione, la denominazione o ragione sociale, la sede legale, l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), i dati anagrafici dell’imprenditore o dei soci e dei componenti degli organi sociali, i contatti, il codice fiscale e la partita IVA, la forma giuridica, la data di costituzione, l’oggetto sociale e il capitale sociale, l’attività svolta, le licenze e il numero e il tipo di dipendenti;
  • visura storica: riporta la cronologia delle modifiche iscritte nel Registro delle Imprese dalla costituzione della ditta individuale o della società fino alla data in cui viene richiesta la visura. 

L’onorario vero e proprio del notaio

L’onorario notarile viene determinato considerando diversi fattori, tra cui:

  • valore dell’atto: la parcella può variare in base al valore dell’atto che il notaio deve rogitare. In generale, maggiore è il valore dell’atto, maggiore sarà l’importo della parcella;
  • complessità dell’atto: se l’atto richiede una maggiore complessità di lavoro, ad esempio a causa di norme particolari o di procedure complesse, il notaio potrebbe richiedere una parcella più alta per coprire il lavoro aggiuntivo svolto.

L’onorario notarile comprende anche i contributi che il notaio è tenuto a versare agli uffici competenti, come previsto dalla legge. Questi contributi includono:

  • contributi dovuti al Consiglio Nazionale del Notariato (aliquota del 4% sull’onorario repertoriale);
  • contributi dovuti alla Cassa Nazionale del Notariato (aliquota del 22% o 42% sull’onorario repertoriale);
  • contributi dovuti al Consiglio Notarile Distrettuale di appartenenza (l’aliquota dipende dal singolo Consiglio Notarile Distrettuale);
  • contributi dovuti per il fondo di garanzia;
  • un contributo fisso di 2 euro per ogni singolo ricevuto dal notaio (dovuto per la repertoriazione dell’atto).

I contributi non sono a carico del cliente, ma del notaio. Di conseguenza, maggiore sarà il valore dell’atto, maggiore sarà l’onorario (poiché sui rogiti di valore significativo i contributi impattano maggiormente sulla marginalità del notaio).

Quali voci della parcella notarile sono soggette a IVA?

L’imposta sul valore aggiunto (IVA) non si applica sull’intero importo indicato nel preventivo notarile. Le imposte sono naturalmente esenti da tale imposta. Pertanto, solo gli oneri notarili (compresi le spese anticipate e i contributi menzionati in precedenza) sono soggetti a IVA. 

L’aliquota applicabile è quella ordinaria del 22%. Si precisa che nel caso in cui la prestazione sia svolta a favore di una società, il preventivo dovrà indicare anche la ritenuta d’acconto, ovvero il 20% delle voci imponibili soggette a IVA che non deve essere versato direttamente al notaio, ma all’Erario entro il 16 del mese successivo all’emissione della fattura.

La parcella notarile rappresenta il guadagno del notaio?

Le competenze spettanti al notaio sono unicamente quelle relative all’onorario, poiché tutte le altre voci, in particolare quelle relative alle tasse e imposte, devono essere tempestivamente versate dal notaio all’Erario. 

A dire il vero, anche l’onorario non spetta interamente al notaio, poiché una parte considerevole dello stesso deve essere versata all’archivio notarile per finanziare la cassa previdenziale dei notai e gli organi politici del notariato, mentre un’altra parte riguarda le spese anticipate imponibili per l’istruttoria di ogni pratica.

Esiste una tariffa notarile?

Attualmente, non esistono più una tariffa notarile imposta dal Ministero della Giustizia. Di conseguenza, gli onorari sono determinati liberamente dal mercato. 

Ciò non significa che non esistano modalità di calcolo per determinare il valore dell’onorario del notaio. I metodi di calcolo generalmente utilizzati si ispirano al principio di gradualità, secondo il quale maggiore è il valore della transazione, maggiore sarà l’onorario notarile.

Quando si paga la parcella del notaio?

Il notaio è tenuto a garantire allo Stato che le imposte dovute per gli atti svolti sotto la sua competenza siano sempre versate, e questa garanzia vale anche nel caso in cui la parcella non venga pagata. 

Questo è il motivo per cui il notaio deve essere pagato prima o contestualmente all’atto notarile.

Tuttavia, in alcuni casi, può essere richiesto un anticipo o un deposito prima dell’inizio del lavoro. È importante consultare direttamente il notaio per avere informazioni specifiche sulle modalità di pagamento accettate.

Infografica: quanto costa un notaio

Quanto costano i vari tipi di atto notarile?

I costi di un atto notarile dipendono da diversi fattori, come il tipo di transazione, la natura ed il valore dell’immobile e la possibilità da parte dell’acquirente di poter richiedere specifiche agevolazioni fiscali. 

È importante informarsi preventivamente sui costi del notaio per avere un’idea chiara di quanto sarà necessario pagare in sede di atto.

Di seguito vi sveleremo quanto costa un atto notarile di compravendita immobiliare. 

È un argomento fondamentale per chiunque stia pensando di acquistare un immobile con la precisazione che alle imposte di registro, ipotecaria e catastale vanno aggiunti i costi relativi alla tassa archivio, alle spese anticipate e, infine, l’onorario del notaio.

Quanto costa un notaio per un acquisto prima casa?

Per quanto riguarda l’acquisto della prima casa da un privato o da una società o impresa non costruttrice e non ristrutturatrice dell’immobile, occorre versare all’Erario le imposte ipotecaria e catastale (nella misura di 50 euro per ciascuna) e l’imposta di registro (2% del valore catastale con un minimo di 1.000 euro).

Il valore catastale dell’immobile, nel caso di agevolazione prima casa, si ottiene moltiplicando per 115,5 la rendita catastale.

Se invece l’acquisto della prima casa avviene da una società o impresa costruttrice o ristrutturatrice dell’immobile, le imposte di registro, ipotecaria e catastale dovranno essere versate nella misura di euro 200 ciascuna.

Non si versa l’imposta di registro in misura proporzionale ma l’IVA al 4% direttamente al venditore, a meno che l’acquisto non avvenga dopo 5 anni dal termine dei lavori e senza opzione IVA da parte del medesimo. 

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Quanto costa un notaio per un acquisto seconda casa?

Nel caso dell’acquisto di una seconda casa da privato o da società non costruttrice e non ristrutturatrice, lei imposte ipotecaria e catastale ammontano ad euro 50 ciascuna mentre l’imposta di registro sarà pari al 9% del valore catastale dell’immobile con un minimo di 1000 euro. 

Il valore catastale dell’immobile, nel caso di tassazione seconda casa, si ottiene moltiplicando per 126 la rendita catastale.

Se l’acquisto della seconda casa avviene da un’impresa costruttrice o ristrutturatrice, l’aliquota IVA sarà al 10% e dovranno essere corrisposte imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura di 200 euro ciascuna. 

Quanto costa un notaio per l’acquisto di un garage?

Per quanto riguarda l’acquisto di un box o un posto auto, i costi notarili dipendono dal fatto che siano pertinenze annesse alla casa o meno. 

Nel caso di acquisto di un box auto annesso all’abitazione principale (prima casa), si paga l’imposta di registro agevolata al 2%, calcolata sul valore catastale del bene, con un importo minimo di 1000 euro mentre per le imposte catastale e ipotecaria si paga un importo fisso di 50 euro ciascuna.

Per l’acquisto di un box auto pertinenziale di un appartamento non adibito a prima casa deve essere versata l’imposta di registro non agevolata al 9% calcolata sul valore catastale dell’immobile, con un importo minimo di 1000 euro mentre per le imposte ipotecaria e catastale si versa un importo fisso di 50 euro ciascuna.

Nell’ipotesi di acquisto di un box auto per uso di investimento (non pertinenziale) occorre pagare l’imposta di registro al 9% calcolata sul prezzo dichiarato in atto (e non sul valore catastale), con un importo minimo di 1000 euro; le imposte catastale e ipotecaria si versano per importo fisso di 50 euro ciascuna.

Quanto costa un notaio per l’acquisto di un terreno?

L’imposta di registro applicata all’acquisto di terreni è pari ad una percentuale del 15% del prezzo per i terreni agricoli e del 9% del prezzo per i terreni non agricoli (con un minimo di 1.000 euro), oltre alle imposte ipotecarie e catastali che ammontano a 50 euro ciascuna.

Tuttavia, è importante notare che questa imposta si applica solamente a coloro che non possono usufruire del regime agevolato riservato agli agricoltori.

Infatti, sia gli imprenditori agricoli professionali (inclusi i vari tipi di società agricole) sia i coltivatori diretti possono beneficiare delle agevolazioni previste per la piccola proprietà contadina e, di conseguenza, pagano imposte di registro e ipotecaria fisse di 200 euro ciascuna e una imposta catastale dell’1% sul prezzo di acquisto.

Quanto costa un notaio per… l’acquisto della prima casa, l’acquisto della seconda casa, un atto di mutuo, l’acquisto di un box auto o garage, un atto di donazione, l’acquisto di un terreno agricolo, l’istituzione di un diritto di usufrutto, la gestione di una successione, etc.? Per avere risposta a queste o ad altre domande potete contattarci direttamente o richiedere un preventivo.


Domande frequenti

Come si calcola il compenso di un notaio?

Il compenso di un notaio può variare in base a diversi fattori. Alcuni dei principali elementi che influenzano il calcolo del compenso includono: il tipo di atto o servizio richiesto, il valore dell’atto o della transazione, la complessità dell’operazione e il tempo richiesto per completare il lavoro.

Quanto costa chiedere informazioni a un notaio?

Di regola la consulenza del notaio finalizzata alla predisposizione di un preventivo di spesa per la stipula di un atto è gratuita. Gli altri tipi di consulenze hanno un costo che parte da un minimo di 100 euro oltre IVA.

Chi paga le spese del notaio?

Di solito, salvo diversi accordi intervenuti tra le parti, le spese notarili sono sostenute dall’acquirente il quale, per questo motivo, ha il diritto di scegliere il notaio che stipulerà l’atto in assoluta libertà.

Come mai il notaio costa così tanto?

È importante considerare che i costi notarili possono variare a seconda della complessità dell’atto, del valore degli immobili o degli aspetti legali coinvolti. Pertanto, sebbene il costo possa sembrare elevato, il notaio rappresenta una fondamentale misura di protezione e garanzia per le parti coinvolte nell’affare. Inoltre, la parcella notarile comprende non solo l’onorario del notaio ma anche le tasse e le imposte che il notaio riscuote per conto dello Stato.


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