Trascrizione e Cancellazione di una Domanda Giudiziale: Guida Completa

Notai di Torino - Logo

SCRITTO DA NOTAI DI TORINO

Notaio Lorenzo Bigiotto e Notaio Marina Strippoli. Nella loro attività professionale si occupano di successioni e famiglia, del settore immobiliare, e di quello commerciale.

Qui di seguito verrà trattata la tematica della trascrizione e della cancellazione di una domanda giudiziale da un bene immobile. 

Questo argomento può essere complesso da comprendere e spesso suscita preoccupazione tra coloro che si trovano a dover affrontare questa problematica. 

Nella nostra guida esploreremo cosa significa trascrivere o cancellare una domanda giudiziale, scopriremo quali sono le procedure e i requisiti necessari, quali documenti occorre presentare e i costi associati a tali attività.

Concetti chiave

  • Attraverso una domanda giudiziale un soggetto chiede al giudice di riconoscere un proprio diritto in una controversia con un altro soggetto. La trascrizione della domanda giudiziale è un adempimento legale che permette la pubblicità dell’atto di citazione e di altri atti processuali nei registri immobiliari, rendendoli opponibili ai terzi.
  • La trascrizione della domanda giudiziale, pertanto, serve a garantire la conoscibilità, da parte dei terzi, dell’esistenza di un’azione legale riguardante un bene immobile. La trascrizione crea una sorta di “prenotazione” del diritto rivendicato nella causa.
  • La cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale può avvenire tramite un atto notarile di consenso alla cancellazione o tramite una sentenza passata in giudicato. Gli effetti della trascrizione della domanda giudiziale cessano dopo vent’anni, ma è possibile rinnovare la trascrizione prima della scadenza.
Trascrizione domanda giudiziale - Copertina

Cos’è una domanda giudiziale e perché si trascrive

La domanda giudiziale è l’atto con cui un soggetto (l’attore) chiede al giudice di riconoscere un determinato diritto in relazione a una controversia sorta con un altro soggetto (il convenuto).

La trascrizione della domanda giudiziale è un adempimento previsto dalla legge che consente di dare pubblicità all’atto di citazione e ad altri atti processuali all’interno dei registri immobiliari. 

Questo significa che è possibile trascrivere la domanda giudiziale relativa ad un’azione legale intrapresa al fine di far valere un diritto prima ancora che venga emessa una sentenza.

La trascrizione della domanda giudiziale serve a dare pubblicità e a garantire la conoscibilità di una azione legale che riguarda un determinato bene immobile. 

Ad esempio, se una persona intende citare in giudizio un’altra per rivendicare la proprietà di un fabbricato, può decidere di trascrivere l’atto di citazione presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari. In questo modo, la domanda giudiziale diventa di pubblico dominio e accessibile a chiunque consulti detti registri.

La ragione dietro la trascrizione della domanda giudiziale è quella di tutelare non solo il diritto dell’attore ma anche i terzi che potrebbero avere degli interessi sul bene oggetto della controversia. La trascrizione permette loro di avere conoscenza dell’azione legale in corso e di prendere decisioni informate riguardo ad eventuali attività che potrebbero intraprendere in relazione a quel bene.

Quali sono le domande giudiziali soggette a trascrizione

Ai sensi degli articoli 2652 e 2653 del codice civile possono essere trascritte le seguenti domande giudiziali:

  • domande volte ad ottenere la risoluzione, la rescissione e la revocazione di una donazione;
  • domande per ottenere l’esecuzione in forma specifica dell’obbligo di contrarre;
  • domande dirette ad ottenere l’accertamento giudiziale di sottoscrizioni apposte su una scrittura privata contenente disposizioni soggette a trascrizione o iscrizione;
  • domande di accertamento della simulazione su atti soggetti a trascrizione;
  • domande presentate per la revoca di atti soggetti a trascrizione compiuti in frode ai creditori; 
  • domande per far dichiarare la nullità o l’annullamento di atti soggetti a trascrizione;
  • domande relative alla contestazione di un acquisto a causa di morte;
  • domande atte a far valere la riduzione di donazioni o disposizioni testamentarie lesive dei diritti dei legittimari;
  • domande di revocazione e opposizione di terzo a sentenze soggette a trascrizione;
  • domande di rivendica o accertamento di diritti reali;
  • domande di devoluzione del fondo enfiteutico;
  • domande di riscatto relative alla vendita di beni immobili;
  • domande di scioglimento della comunione sui beni immobili;
  • domande interruttive dell’usucapione su beni immobili.

Efficacia della trascrizione di una domanda giudiziale

La trascrizione della domanda giudiziale funziona come una sorta di “prenotazione” del diritto che viene rivendicato nella causa. Se il giudice accoglie la domanda giudiziale e riconosce il diritto dell’attore con una sentenza, tale diritto avrà prevalenza sulle trascrizioni e iscrizioni effettuate successivamente alla trascrizione della domanda giudiziale. 

Gli effetti della trascrizione della sentenza retroagiranno a partire dalla data di trascrizione della domanda. 

È importante notare che la trascrizione della domanda giudiziale non modifica la situazione giuridica del bene immobile, ma serve unicamente a garantire la pubblicità e la conoscenza dell’azione legale. La trascrizione può essere effettuata da un notaio o da un professionista abilitato.

Come si cancella una domanda giudiziale

La cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale può avvenire tramite un atto di consenso delle parti o tramite una sentenza passata in giudicato. 

Una domanda giudiziale può quindi essere cancellata:

  • con un atto notarile (atto pubblico o scrittura privata autenticata dal notaio) che attesti il consenso alla cancellazione della trascrizione da parte di chi ha trascritto la domanda;
  • con una sentenza passata in giudicato che contenga l’ordine del giudice al Conservatore dei Registri Immobiliari di procedere alla cancellazione della trascrizione nel caso in cui la domanda dell’attore sia stata respinta o se il processo si sia concluso per rinuncia o inattività delle parti.

Tuttavia, può accadere che il giudice ometta di ordinare la cancellazione della trascrizione, e in tal caso ci sono alcune vie da seguire per sanare questa dimenticanza:

  • presentare un ricorso per ottenere la correzione dell’errore materiale della sentenza, chiedendo l’inclusione nella stessa dell’ordine di cancellazione;
  • contattare l’attore che aveva a suo tempo trascritto la domanda giudiziale affinché si presenti davanti a un notaio per firmare l’atto di consenso alla cancellazione.

È importante notare che, secondo parte della dottrina, la cancellazione notarile può essere utilizzata solo per casi diversi da quelli in cui il procedimento si sia concluso con il rigetto della domanda o con rinuncia o inattività delle parti. In queste situazioni, solo il giudice ha il potere di ordinare la cancellazione della trascrizione. 

La cancellazione notarile stragiudiziale può essere utilizzata solo per casi residui in cui l’attore rinuncia spontaneamente durante la causa.

Scadenza degli effetti della trascrizione

L’articolo 62 della Legge n. 69/2009 ha introdotto nel codice civile l’articolo 2668 bis, secondo il quale gli effetti della trascrizione della domanda giudiziale cessano dopo vent’anni. Tuttavia, è possibile rinnovare la trascrizione prima della scadenza del termine. 

La trascrizione della domanda giudiziale scaduta per il decorso del termine ventennale, anche se divenuta ormai inefficace, non viene cancellata automaticamente, ma richiede una formalità di cancellazione come descritto in precedenza (atto notarile o sentenza passata in giudicato).

La ragione di questo intervento legislativo risponde all’intento di semplificare il processo civile, garantendo la fluidità delle transazioni legali, stabilendo un limite di tempo massimo alla durata degli effetti pregiudizievoli di determinate formalità. 

Documenti da presentare per la trascrizione o per la cancellazione di una domanda giudiziale

Per poter procedere alla trascrizione di una domanda giudiziale occorre presentare presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari una copia conforme dell’atto di citazione recante i dati relativi al deposito in cancelleria unitamente alla relata di notifica effettuata dall’Ufficiale Giudiziario al convenuto.

Per effettuare la cancellazione di una domanda giudiziale occorre distinguere due situazioni specifiche in base al titolo che legittima la cancellazione.

Ove venga prestato consenso alla cancellazione da parte dell’attore mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata dal notaio sarà quest’ultimo ad occuparsi di procedere alla cancellazione. Nel caso in cui, invece, il titolo sia una sentenza passata in giudicato occorre presentare alla Conservatoria dei Registri Immobiliari una copia conforme della medesima.

Quanto costa la trascrizione o la cancellazione di una domanda giudiziale

Le imposte da versare allo Stato per poter procedere alla trascrizione o la cancellazione di una domanda giudiziale sono le medesime e, precisamente, 294 Euro di cui 200 Euro per l’imposta ipotecaria, Euro 59 per l’imposta di bollo ed Euro 35 per la tassa ipotecaria.

A queste imposte occorre aggiungere l’onorario del notaio che varia a seconda della complessità della pratica.

Sintesi – Infografica trascrizione domanda giudiziale

Infografica trascrizione domanda giudiziale e cancellazione domanda giudiziale

Domande Frequenti

Cos’è una domanda giudiziale e perché si trascrive?

Una domanda giudiziale è l’atto con cui un soggetto (l’attore) richiede al giudice di riconoscere un proprio diritto in una controversia con un altro soggetto (il convenuto). Trascrivere la domanda giudiziale consente la pubblicità dell’atto di citazione e di altri atti processuali nei registri immobiliari.

Come si cancella una domanda giudiziale?

La cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale può avvenire tramite un atto notarile di consenso alla cancellazione o tramite una sentenza passata in giudicato.

Qual è la scadenza degli effetti della trascrizione di una domanda giudiziale?

Gli effetti della trascrizione della domanda giudiziale si estinguono dopo vent’anni, tuttavia è possibile rinnovare la trascrizione prima della scadenza. La trascrizione scaduta non viene cancellata automaticamente, ma richiede una formalità di cancellazione tramite atto notarile o sentenza passata in giudicato.

Quanto costa trascrivere o cancellare una domanda giudiziale?

Il costo per trascrivere o cancellare una domanda giudiziale è il medesimo. Occorre versare allo stato 294 Euro relativi alle imposte ipotecarie e di bollo nonché alla tassa ipotecaria. Inoltre occorre versare al notaio un onorario variabile in base alla difficoltà della pratica.


Il ruolo del Notaio 

Quando si desidera cancellare una domanda giudiziale è opportuno avvalersi della consulenza professionale di un Notaio il quale valuta il caso concreto e fornisce le informazioni necessarie su come procedere.

Il notaio predisporrà un atto di consenso alla cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale che dovrà essere sottoscritto dal soggetto che l’aveva richiesta o si attiverà, tramite un avvocato, per ottenere un ordine di cancellazione, da parte del Tribunale, con il quale procederà alla cancellazione presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari.

Vuoi saperne di più sui costi del notaio? Qui puoi trovare la nostra guida sul calcolo dei costi notarili.

Riferimenti

8 commenti su “Trascrizione e Cancellazione di una Domanda Giudiziale: Guida Completa”

  1. BUONASERA, VORREI SAPERE SE LA DOMANDA GIUDIZIALE FATTA PER UNA CAUSA PER UN ABBATTIMENTO DI UNA PERTINENZA DELLA CASA, E L’AVVOCATO HA CHIESTO AL GIUDICE LA DISTRAZIONE DELLE SPESE A LUI MEDESIMO, DOPO 3 ANNI VIENE EFFETTUATA DONAZIONE E L’EREDE E’COSCIENTE DEL PROBLEMA DELLO STESSO, E,DOPO AVER PERSO LA CAUSA ‘, LA PERTINENZA VIENE ABBATTUTA, LE SPESE STABILITE DAL GIUDICE CHI LE PAGA? I GENITORI, O IL FIGLIO CHE HA RICEVUTO LA DONAZIONE? GRAZIE

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Galeone,
      L’attuale orientamento giurisprudenziale prevede quanto segue:

      1. Il successore a titolo particolare (il figlio) subisce solo gli effetti sostanziali della sentenza.

      Ciò significa che il successore è vincolato dalla decisione del giudice sul merito della controversia (la demolizione), ma non è soggetto agli effetti processuali della stessa, come la condanna alle spese di lite;

      2. Gli effetti di rito operano solo nei confronti delle parti processuali.

      Le parti processuali sono coloro che hanno partecipato al giudizio e che sono quindi stati destinatari delle decisioni del giudice, comprese quelle relative alle spese di lite;

      3. Il successore può essere condannato alle spese solo se è intervenuto o è stato chiamato in causa.

      Se il successore non è stato parte del giudizio, non può essere condannato al pagamento delle spese, anche se il suo dante causa è rimasto soccombente.

      Le risposta è quindi la seguente: se il figlio è intervenuto nel giudizio dovrà sostenere le spese secondo quanto stabilito dalla sentenza. Se non è intervenuto nel giudizio il pagamento delle spese di lite spetta ai genitori.
      Cordiali saluti.

      Rispondi
  2. Egr. Notaio, volevo un suo parere riguardo la mia situazione, ho un immobile diviso a metá con mio fratello, donato da mio nonno. Alla morte di quest’ultimo, i parenti hanno intentato nei confronti del sottoscritto e di mio fratello, una causa per lesione della legittima. Il giudice ha emesso sentenza dove viene dichiarata la Non lesione della legittima e che la donazione è stata fatta correttamente, senza peró ordinare la cancellazione della trascrizione. Sono passati quasi 20 anni ( 16 per la precisione), non ci sono stati più movimenti da entrambe le parti, alcuni attori della causa stessa sono deceduti. Adesso volevo chiederLe, io vorrei vendere questo immobile, basta un semplice atto notarile per cancellare la trascrizione? E nel caso gli attori non si presentassero alla chiamata del notaio? Cosa mi consiglia di fare? La Ringrazio

    Rispondi
    • Buonasera Sig. Davide,
      Ci sono tre possibili soluzioni al Suo problema:
      1) attendere 20 anni dalla trascrizione. Infatti, ai sensi dell’articolo 2668-bis del Codice civile: “La trascrizione della domanda giudiziale conserva il suo effetto per venti anni dalla sua data. L’effetto cessa se la trascrizione non e’ rinnovata prima che scada detto termine.”;
      2) formulare una apposita istanza al Tribunale richiedendo che venga ordinata la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale in precedenza omessa;
      3) stipulare un atto notarile che raccolga il consenso di tutti i soggetti che hanno promosso l’azione giudiziaria e, in caso di decesso di alcuni di essi, dei loro eredi.
      Se la soluzione 3) (che ritengo essere la più rapida) non è praticabile perchè non riesce ad ottenere il consenso di tutti i soggetti coinvolti e la soluzione 1) non è compatibile con le tempistiche della Sua vendita, mi orienterei sulla soluzione 2).
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  3. Buonasera Notaio,
    sono proprietaria di una unità immobiliare (garage), e unitamente all’’impresa costruttrice dello stabile su cui insiste detta unità immobiliare e tutti gli altri soggetti proprietari, sono stato raggiunto da atto di citazione in giudizio per presunte irregolarità costruttive. Ne è seguita la relativa trascrizione contro (domanda giudiziale, azione negatoria).
    In proposito, il Giudice ha disposto con propria ordinanza “”la cancellazione della causa e l’estinzione del processo” ed ha ordinato ai locali Pubblici Uffici Territoriali di “procedere all’annotamento di cancellazione a margine della trascrizione della domanda giudiziale”.
    Tutto ciò premesso, Le chiedo cortesemente se la relativa richiesta di cancellazione è unica per tutti i convenuti in giudizio (con pagamento degli oneri tributari nella complessiva di euro 294,00, oltre le richieste spese professionali del Notaio/Tecnico a ciò incaricato) oppure ciascun soggetto convenuto deve o può procedere autonomamente, chiaramente con un esborso, fra oneri e parcella, a proprio carico notevolmente più alto?
    Nel caso in cui si debba procedere con un’unica istanza di cancellazione, cosa succede se alcuni convenuti si esprimono contrariamente?
    La ringrazio anticipatamente per la Sua cortese risposta.

    Rispondi
    • Buongiorno Sig.ra Broglia,
      Quanto al primo quesito da Lei posto dipende se la domanda giudiziale è stata trascritta con una nota unica (cosa che ritengo altamente probabile) o con singole note per ciascun bene. Nel primo caso è sufficiente pagare i diritti una volta sola, nel secondo i diritti vanno corrisposti per ogni singola nota. Se alcuni dei convenuti si opponessero alla cancellazione, nel caso di unica nota, è possibile stipulare un atto notarile di restrizione solo per i soggetti che desiderano cancellare la domanda dai propri beni.
      Cordiali saluti,

      Rispondi
  4. Buongiorno Notaio,
    sono interessato all’acquisto di un immobile in asta.
    Se aggiudicatario, a mio carico ci sarebbe la cancellazione della domanda giudiziale per dichiarazione di nullità dell’atto di trasferimento forzoso contenuto nel decreto di trasferimento del 1989, trascritta alla Conservatoria dello stesso anno, riferita all’intera quota di proprietà di vari immobili, tra cui quello di mio interesse.
    Vorrei sapere se è un problema che in tale domanda giudiziale figurino altre proprietà oltre a quella di mio interesse, i costi di cancellazione e se è un’operazione possibile e obbligatoria.
    Grazie

    Rispondi
    • Buongiorno Sig. Salvo,
      Ai sensi dell’articolo 2668 bis del codice civile “La trascrizione della domanda giudiziale conserva il suo effetto per venti anni dalla sua data. L’effetto cessa se la trascrizione non è rinnovata prima che scada detto termine.”. Quindi, ove la trascrizione della domanda del 1989 non sia stata rinnovata, questa è di fatto inopponile all’acquirente. Se si decidesse ugualmente di cancellarla, non è un elemento ostativo la presenza di ulteriori immobili nella nota in quanto, per ordine del giudice, si può procedere ad una restrizione, cancellando la domanda solamente dal Suo immobile. Il costo per la cancellazione è di 294 euro oltre all’onorario del professionista.
      Cordiali saluti,

      Rispondi

Lascia un commento