Il pegno: cos’è, come funziona e quali tipologie esistono

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SCRITTO DA NOTAI DI TORINO

Notaio Lorenzo Bigiotto e Notaio Marina Strippoli. Nella loro attività professionale si occupano di successioni e famiglia, del settore immobiliare, e di quello commerciale.

Il pegno è un diritto reale di garanzia, disciplinato dagli articoli 2784 e seguenti del Codice civile e da alcune leggi speciali.

Tale diritto si realizza mediante la consegna di un bene mobile o di un documento rappresentativo di un credito, di titolarità del debitore (o di un terzo datore di pegno), al creditore o a un custode.

In caso di inadempimento del debitore, il creditore pignoratizio potrà soddisfarsi sul valore del bene pignorato, previa esecuzione forzata o, in alternativa, può chiedere che il bene gli venga assegnato in proprietà, previa stima del suo valore. In tale ultima ipotesi, se il valore del bene risulta superiore al credito, il creditore deve restituire la differenza al debitore.

In questo articolo, analizzeremo in dettaglio le caratteristiche del pegno, la sua costituzione, quali beni e diritti può avere ad oggetto e le sue diverse forme.


Punti chiave

Definizione:

  • Il pegno è un diritto reale di garanzia che tutela il creditore in caso di inadempimento del debitore, ovvero quando il credito non venga soddisfatto.

Costituzione:

  • Il pegno si costituisce per contratto scritto.
  • Si perfeziona con la consegna di un  bene o di un credito al creditore o a un terzo individuato congiuntamente dalle parti o posto in custodia di entrambe (pegno possessorio) o con l’iscrizione nel Registro dei Pegni (pegno non possessorio).

Funzionamento:

  • In caso di inadempimento del debitore, il creditore pignoratizio può vendere il bene dato in pegno all’asta per soddisfare il proprio credito o farsi assegnare il bene, previa stima del suo valore, con diritto del debitore al rimborso dell’eccedenza.

Caratteristiche:

  • Accessorio: il pegno dipende da un’obbligazione principale. Se questa si estingue, si estingue anche il pegno.
  • Inerenza: il pegno segue il bene pignorato ovunque si trovi.
  • Indivisibilità: il pegno è indivisibile e garantisce il credito integralmente, anche se il bene è divisibile in quote.
  • Diritto di prelazione: in caso di concorso con altri creditori non privilegiati, il creditore pignoratizio viene soddisfatto per primo.

Oggetto:

  • Può avere ad oggetto qualsiasi bene mobile, registrato o non registrato, universalità di mobili e crediti.

Distinzione tra pegno possessorio e non possessorio:

  • Pegno possessorio: il debitore viene spossessato del bene.
  • Pegno non possessorio: il debitore conserva il possesso del bene, ma il pegno diviene opponibile ai terzi con l’iscrizione nel Registro dei Pegni.

Pegno su crediti futuri:

  • È ammesso il pegno a garanzia di crediti futuri, purché il credito sia determinabile.

Pegno rotativo:

  • Consente di sostituire i beni originariamente vincolati a garanzia con altri di valore equivalente.

Pegno irregolare:

  • Ha ad oggetto beni fungibili (denaro, titoli di credito) e la proprietà passa al creditore.
  • Non è soggetto al divieto del patto commissorio.

Differenza tra pegno e ipoteca:

  • Oggetto: il pegno può avere ad oggetto solo beni mobili, universalità di mobili o crediti, mentre l’ipoteca principalmente beni immobili.
  • Possesso del bene: nel pegno possessorio il creditore (o un custode) acquista il possesso del bene, mentre nell’ipoteca il debitore lo conserva.
Contratto di pegno: funzionamento e tipologie

Che cosa è il pegno?

Il pegno è un diritto reale di garanzia che viene costituito su un bene mobile o un credito di titolarità del debitore o di un terzo datore di pegno, volto a garantire il soddisfacimento di una obbligazione in caso di inadempimento del debitore.

Tale istituto si configura come un prezioso strumento di tutela per entrambe le parti coinvolte: il creditore, infatti, acquisisce la garanzia di poter soddisfare il proprio credito in caso di insolvenza del debitore, mentre quest’ultimo ottiene la liquidità necessaria senza dover cedere definitivamente la proprietà del bene.

Caratteristiche essenziali del pegno

Accessorietà: Il pegno assume natura di diritto reale di garanzia accessorio rispetto al credito garantito. Tale peculiarità implica che la sua stessa esistenza, validità ed efficacia dipendono in maniera assoluta dall’esistenza di un’obbligazione pecuniaria tra le parti. 

Inerenza al bene: L’inerenza attribuisce al creditore pignoratizio il diritto di seguire il bene costituito in pegno anche se questo viene alienato a terzi. In altre parole, il pegno “segue” il bene ovunque esso si trovi, garantendo al creditore la possibilità di soddisfarsi sul suo valore anche in caso di cambio di proprietà.

Indivisibilità: Tale principio, sancito dall’articolo 2799 c.c., in stretta connessione con l’articolo 2873 c.c., stabilisce che il pegno garantisce il credito in maniera integrale, fino al suo completo soddisfacimento, indipendentemente dalla divisibilità del debito o della cosa data in pegno.

Diritto di prelazione: Il creditore pignoratizio vanta il diritto di essere soddisfatto con preferenza rispetto ad altri creditori non privilegiati in ipotesi di insolvenza del debitore. 

Qual è l’oggetto del pegno?

Può essere oggetto di pegno qualsiasi bene mobile, registrato o non registrato e le universalità di mobili (ad esempio l’azienda), ad eccezione di quei beni che, per loro intrinseca natura, non possono essere alienati (ad esempio, il diritto agli alimenti).

Inoltre, è ammissibile il pegno di credito, che consiste nella dazione in pegno di un diritto di credito vantato dal debitore verso un terzo.

Il perimento o il deterioramento della cosa data in pegno

Il perimento o il deterioramento della cosa data in pegno comporta che, ove quest’ultima non fosse coperta da assicurazione, il creditore abbia diritto a richiedere:

  • Una nuova garanzia reale idonea su altri beni: Il creditore può esigere che il debitore gli fornisca una nuova garanzia reale su altri beni, al fine di ricostituire la garanzia originariamente concessa.
  • Il pagamento immediato del credito: In caso di mancata o inidonea prestazione di una nuova garanzia reale, il creditore può chiedere l’immediato pagamento del proprio credito, anche se non ancora scaduto. Tale tutela consente al creditore di evitare il pregiudizio economico derivante dalla perdita o dalla diminuzione della propria garanzia.

Come si costituisce il pegno?

La costituzione del pegno avviene mediante contratto reale, che deve essere stipulato in forma scritta ai fini dell’opponibilità ai terzi (art. 2785 c.c.).

Il contratto di pegno deve necessariamente specificare l’oggetto del pegno (il bene o il credito oggetto della garanzia), nonché il credito garantito e la durata del vincolo di garanzia.

Il pegno si costituisce con la consegna della cosa da parte del debitore al creditore pignoratizio o al custode (o mediante una custodia condivisa tra debitore e creditore).

Tale consegna può avvenire in modalità effettiva o simbolica.

Quella effettiva consiste nel trasferimento materiale del bene al creditore, mentre la consegna simbolica si realizza attraverso la rimessione di un documento che ne rappresenta il possesso (ad esempio, le chiavi di un’auto).

La consegna assolve a una duplice funzione: da un lato, conferisce al creditore il potere di godimento e custodia del bene, dall’altro, rende opponibile il pegno ai terzi.

Distinzione tra spossessamento e consegna della cosa

In dottrina, taluni Autori operano una netta distinzione tra lo spossessamento del debitore e la consegna al creditore, ritenendoli entrambi elementi costitutivi del diritto di pegno.

  • Spossessamento del debitore: Consiste nella perdita della disponibilità materiale del bene da parte del debitore, il quale ne cede il possesso al creditore pignoratizio o al custode. Tale atto mira ad estromettere il bene dalla sfera giuridica del debitore e sottraendolo all’eventuale azione esecutiva di altri creditori.
  • Consegna al creditore (o al custode): Consiste nel trasferimento del possesso del bene al creditore pignoratizio (o al custode), il quale assume la custodia e il godimento del medesimo. Tale adempimento conferisce al creditore i poteri di garanzia derivanti dal pegno, tra cui la facoltà di vendita del bene o la richiesta di assegnazione in caso di inadempimento del debitore.

Legittimazione alla costituzione del pegno

Ai sensi dell’art. 2784 c.c., il pegno può essere costituito sia dal debitore che da un terzo. In entrambi i casi, la funzione del pegno rimane la stessa: quella di garanzia reale a favore del creditore, che potrà soddisfarsi sul bene pignorato in caso di inadempimento del debitore principale.

Terzo datore di pegno

La giurisprudenza (Cass. civ., Sez. III, 04/04/1995, n. 3942) ha chiarito che il pegno costituito da un terzo non estingue i crediti vantati dal beneficiario verso il terzo stesso.

La sua funzione è unicamente quella di garanzia del debito del debitore principale. Il terzo datore di pegno, dunque, non assume alcuna responsabilità personale per l’adempimento dell’obbligazione garantita.

Differenza con il fideiussore

È importante distinguere la figura del terzo datore di pegno da quella del fideiussore. Quest’ultimo, infatti, ai sensi dell’art. 1936 c.c., assume la responsabilità solidale per l’adempimento dell’obbligazione del debitore principale, garantendone l’adempimento.

Il fideiussore, dunque, si obbliga personalmente verso il creditore, mentre il terzo datore di pegno offre solo una garanzia reale, limitata al valore del bene pignorato.

Il pegno su crediti futuri e la nullità del pegno omnibus

La disciplina del pegno ammette la sua costituzione a garanzia di crediti futuri (non ancora esistenti al momento della stipula del contratto) purché il credito sia determinabile.

Questo requisito non solo deriva dalle norme generali sui contratti (art. 1346 c.c.), ma è anche specificamente previsto per tutelare i diritti dei terzi (art. 2787 c.c.).

Questa possibilità è confermata dalle disposizioni specifiche dettate in tema di pegno non possessorio. L’articolo 1, comma 1, del D.L. n. 59/2016 prevede che gli imprenditori possono costituire un pegno “per  garantire  i  crediti  loro concessi, presenti o futuri, se determinati o determinabili”.

In riferimento al pegno ordinario, la giurisprudenza consolidata applica analogicamente l’art. 2852 c.c., previsto per l’ipoteca. Tale articolo sancisce l’ammissibilità di una garanzia per crediti condizionali o che possano sorgere da un rapporto già esistente.

Alla luce di quanto sopra detto, si ritiene valido il pegno che garantisca i debiti derivanti da un rapporto precisamente individuato, anche mediante elementi esterni alla scrittura, purché il documento contenga univoci indici di collegamento.

Al contrario, si ritiene nullo il pegno c.d. omnibus, ossia la clausola, diffusa nei modelli bancari, che estende la garanzia indistintamente a tutti i finanziamenti o debiti derivanti dai rapporti tra cliente e banca.

In caso di riferimento ad una tipologia di possibili finanziamenti, il pegno può essere valido tra le parti, ma non è opponibile agli altri creditori.

Il pegno rotativo

La caratteristica del pegno rotativo consiste nella possibilità di sostituire i beni originariamente vincolati a garanzia con altri di valore equivalente, garantendo al creditore pignoratizio la continuità della copertura e al debitore una maggiore flessibilità gestionale.

La validità del pegno rotativo è stata ampiamente riconosciuta dalla giurisprudenza (Cass. civ., Sez. I, 28/05/1998, n. 5264 e Cass. civ., Sez. I, 05/03/2004, n. 4520), la quale ha chiarito che la sostituzione dei beni non determina la costituzione di una nuova garanzia.

Tale conclusione si basa sul principio di inalterabilità del valore del pegno, che non pregiudica la posizione degli altri creditori.

La consegna del bene sostitutivo avviene in ossequio all’accordo di rotatività previamente pattuito nel contratto iniziale e non necessita di un ulteriore atto scritto con data certa (Cass. civ., Sez. I, Sentenza, 22/12/2015, n. 25796).

Il pegno mobiliare non possessorio

Nell’odierno panorama economico, l’accesso al credito rappresenta un fattore di fondamentale importanza per le imprese, al fine di finanziare investimenti, sostenere la crescita e alimentare la competitività.

In tale contesto, il pegno mobiliare non possessorio si configura come un innovativo strumento di garanzia reale, introdotto in Italia dall’articolo 1 del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, con l’obiettivo di agevolare l’accesso al credito per gli imprenditori iscritti nel Registro delle imprese.

Il pegno mobiliare non possessorio si distingue dal pegno tradizionale disciplinato dal Codice civile agli artt. 2784 e ss. per i seguenti aspetti:

  • Mantenimento del possesso dei beni: a differenza del pegno tradizionale, in cui il debitore perde il possesso dei beni oggetto di garanzia, nel pegno mobiliare non possessorio il debitore conserva la disponibilità dei beni stessi. Tale caratteristica rappresenta un significativo vantaggio per le imprese, che possono continuare ad utilizzare i beni oggetto di garanzia per la propria attività produttiva.
  • Costituzione: Il pegno non possessorio si costituisce con atto scritto e ha effetto verso i terzi esclusivamente con l’iscrizione nell’apposito Registro dei Pegni, tenuto dall’Agenzia delle Entrate.
  • Oggetto del pegno mobiliare non possessorio: I beni oggetto del pegno mobiliare non possessorio possono essere sia esistenti che futuri, determinati o determinabili. In particolare, i beni futuri possono essere individuati mediante riferimento a categorie merceologiche o a un valore complessivo. Sono invece esclusi i beni mobili registrati.
  • Iscrizione nel Registro dei Pegni: Tale iscrizione ha la funzione di rendere opponibile il pegno ai terzi, ossia di tutelare il diritto del creditore pignoratizio in caso di concorrenza con altri creditori.
  • Modalità telematiche: L’iscrizione, la gestione e l’estinzione del pegno mobiliare non possessorio e l’annotazione delle eventuali vicende modificative della garanzia avvengono esclusivamente in modalità telematiche, tramite il Registro dei Pegni online. Tale modalità semplifica e velocizza le procedure, rendendo il pegno mobiliare non possessorio uno strumento pratico ed efficiente.
  • Durata: La durata dell’iscrizione è di dieci anni e si può rinnovare con una nuova domanda presentata prima della scadenza.

Il pegno irregolare

Il pegno irregolare rappresenta una forma di garanzia disciplinata dall’articolo 1851 del Codice civile, nel contesto dei finanziamenti bancari mediante anticipazione. Tuttavia, la sua portata applicativa non si esaurisce in tale ambito, potendo essere estesa a qualsiasi tipologia di obbligazione.

Caratteristiche distintive

  • Oggetto: beni fungibili, quali denaro e titoli di credito.
  • Mancanza di individuazione specifica dei beni
  • Effetto: il creditore diviene proprietario dei beni ricevuti in pegno, con l’obbligo di restituire una pari somma di denaro o beni aventi le medesime caratteristiche di quelli concessi in pegno.
  • In caso di inadempimento: il creditore ha diritto di rivalersi sul valore dei beni, restituendo solo l’eventuale eccedenza rispetto al credito garantito, da calcolarsi in base al valore dei beni alla data di scadenza del credito.

Differenze rispetto al pegno regolare

  • Proprietà: nel pegno irregolare la proprietà dei beni passa al creditore, mentre nel pegno regolare rimane al debitore.
  • Obbligazione di restituzione: nel pegno irregolare è di genere (il bene viene individuato solo nel genere, ad esempio 10 kg di grano), mentre nel pegno regolare è di specie (il bene viene individuato nella sua specificità, es. quel determinato sacco di grano che pesa 10 kg).

Compatibilità con patto commissorio

L’articolo 2744 del Codice civile sancisce il divieto del patto commissorio, ossia di qualsiasi pattuizione che preveda l’attribuzione al creditore della proprietà del bene dato in garanzia in caso di inadempimento del debitore.

Tuttavia, tale divieto non opera in caso di pegno irregolare, come chiarito dalla Corte di Cassazione in diverse pronunce (ex multis Cass. civ., Sez. III, 24/05/2004, n. 10000).

Nel pegno irregolare, infatti, il creditore è tenuto a restituire al debitore l’eventuale ammontare eccedente il proprio credito, garantendo una tutela contro indebite locupletazioni.

Qual è la differenza tra pegno e ipoteca?

Nell’ambito dei diritti reali di garanzia, il pegno e l’ipoteca rappresentano due strumenti giuridici di fondamentale importanza per la tutela dei crediti.

Nonostante condividano l’obiettivo comune di garantire il soddisfacimento del creditore in caso di inadempimento del debitore, pegno e ipoteca presentano differenze sostanziali che è opportuno conoscere.

Oggetto del pegno e dell’ipoteca

La prima distinzione fondamentale riguarda l’oggetto su cui può essere costituito il pegno o l’ipoteca:

  • Pegno: Può avere ad oggetto esclusivamente beni mobili, registrati o non registrati, universalità di mobili e crediti.
  • Ipoteca: Può avere ad oggetto prevalentemente diritti reali su beni immobili.

Modalità di costituzione

Anche le modalità di costituzione del pegno e dell’ipoteca differiscono:

  • Pegno: Si perfeziona con la consegna del bene mobile al creditore pignoratizio o al custode (pegno possessorio) o con l’iscrizione nel Registro dei Pegni (pegno non possessorio).
  • Ipoteca: Si perfeziona con l’iscrizione nella Conservatoria dei Registri Immobiliari.

Possesso del bene

Un’ulteriore differenza cruciale è rappresentata dal possesso del bene:

  • Pegno: Nel pegno possessorio, il creditore pignoratizio (o il custode) acquista il possesso del bene mobile. Nel pegno non possessorio, il debitore conserva il possesso del bene.
  • Ipoteca: Il debitore conserva sempre il possesso del bene immobile ipotecato.

Efficacia verso i terzi

L’efficacia verso i terzi del pegno e dell’ipoteca è disciplinata in modo differente:

  • Pegno: Il pegno possessorio diviene opponibile ai terzi con la consegna del bene mobile al creditore pignoratizio o al custode. Il pegno non possessorio diviene opponibile ai terzi con l’iscrizione nel Registro dei Pegni.
  • Ipoteca: L’ipoteca diviene opponibile ai terzi con l’iscrizione nella Conservatoria dei Registri Immobiliari.

Infografica

Infografica sul pegno e sulle differenze tra pegno e ipoteca

Domande frequenti

Come funziona il pegno di beni mobili?

Il pegno di beni mobili è un diritto reale di garanzia che si costituisce con lo spossessamento del bene del debitore, ovvero con la sua consegna al creditore o al custode. Il pegno permette al creditore di avere una prelazione sui beni del debitore, ovvero il diritto di soddisfare il proprio credito prima di altri creditori non privilegiati in caso di inadempimento del debitore. Il pegno può avere ad oggetto beni mobili, universalità di beni mobili, crediti e altri diritti aventi per oggetto beni mobili.

Chi è il creditore pignoratizio?

Il creditore pignoratizio è il soggetto a favore del quale viene costituito un pegno. Egli vanta il diritto di ottenere la soddisfazione del proprio credito mediante la vendita del bene all’asta pubblica o richiedendone l’assegnazione, in caso di inadempimento del debitore. Al fine di perfezionare il proprio diritto, il creditore pignoratizio deve ricevere la consegna della cosa data in pegno o la notifica dell’avvenuta iscrizione nel Registro dei Pegni, a seconda che si tratti di pegno possessorio o non possessorio.

Quali sono gli obblighi del creditore pignoratizio?

Il creditore pignoratizio deve custodire il bene con la diligenza del buon padre di famiglia, assumendone la responsabilità per eventuali danni o deterioramenti causati da una custodia negligente. Ha inoltre l’obbligo di restituire il bene al debitore una volta che il debito sia stato integralmente soddisfatto.

Il ruolo del Notaio

In virtù della sua intrinseca complessità, il pegno richiede una conoscenza approfondita delle norme che lo disciplinano. Per tale ragione, è altamente consigliabile rivolgersi a un notaio esperto per la redazione di un contratto di pegno e per ricevere assistenza in caso di dubbi o difficoltà.

Un notaio, in virtù della sua professionalità e competenza, saprà garantire una tutela efficace dei diritti di entrambe le parti coinvolte.

Riferimenti

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