La disciplina delle azioni proprie (spiegata dal Notaio)

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SCRITTO DA NOTAI DI TORINO

Notaio Lorenzo Bigiotto e Notaio Marina Strippoli. Nella loro attività professionale si occupano di successioni e famiglia, del settore immobiliare, e di quello commerciale.

Le società per azioni (S.p.A.) possono compiere operazioni sulle proprie azioni, rispettando un rigoroso sistema normativo volto a tutelare:

  • Integrità del capitale sociale: l’acquisto di azioni proprie non implica un effettivo aumento del capitale.
  • Corretto funzionamento degli organi sociali: si evita che il gruppo di comando aumenti surrettiziamente la propria influenza nella assemblea.
  • Stabilità del mercato dei titoli: si protegge il mercato azionario da pratiche speculative che potrebbero influenzarlo in modo artificioso, compromettendo la fiducia degli investitori.

In questo articolo spieghiamo perché le società acquistano azioni proprie, e analizziamo in dettaglio il rapporto tra la disciplina delle azioni proprie e la tutela del capitale sociale.


Punti chiave

Ratio della normativa: Le disposizioni dell’articolo 2357 del Codice civile mirano a proteggere l’integrità del capitale sociale, evitando che la società restituisca il capitale in modo non regolamentato ai soci a scapito dei creditori della società.

Condizioni patrimoniali per l’acquisto: L’acquisto di azioni proprie è consentito solo se la società dispone di utili distribuibili e riserve disponibili, e le azioni emesse devono essere interamente liberate.

Autorizzazione assembleare per l’acquisto: Ogni operazione di acquisto di azioni proprie deve essere autorizzata dall’assemblea dei soci, che ne stabilisce modalità, numero massimo di titoli da acquistare e il valore delle azioni.

Sanzioni per la violazione dei limiti: Gli acquisti non conformi ai limiti sono sanzionati penalmente, ma restano validi civilmente. Tuttavia, la società è obbligata a vendere le azioni entro un anno dall’acquisto per tutelare i creditori, altrimenti devono essere annullate.

Autorizzazione assembleare per disporre delle azioni: Il potere di disporre delle azioni proprie è condizionato all’approvazione dell’assemblea straordinaria per evitare abusi da parte dell’organo amministrativo.

Divieto di sottoscrizione: È vietato per la società sottoscrivere le proprie azioni, con responsabilità imputata agli amministratori della società o ai soci fondatori e promotori.

Riserva negativa per azioni proprie: Questa riserva indisponibile rappresenta il costo sostenuto dalla società per l’acquisto delle proprie azioni e va mantenuta finché le azioni sono di proprietà della società stessa.

Azioni proprie e tutela del capitale sociale - Copertina

Acquisto di azioni proprie e articolo 2357 Codice civile: disciplina e limiti

Le norme contenute negli articoli 2357 (Acquisto delle proprie azioni) e 2357-bis (Casi speciali di acquisto delle proprie azioni) del Codice civile hanno l’obiettivo principale di tutelare l’integrità del capitale sociale.

Lo scopo del legislatore è quello di evitare che la società restituisca in modo surrettizio il capitale ai soci, senza seguire le regole previste per la riduzione dello stesso, a danno dei creditori sociali.

Per questo motivo, la compravendita delle azioni proprie è ammessa solo a determinate condizioni.

Condizioni patrimoniali per l’acquisto di azioni proprie

  • L’acquisto deve essere effettuato nel limite degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato.
  • Gli utili e le riserve impiegati devono esistere sia al momento dell’autorizzazione assembleare all’acquisto, sia al momento della conclusione della singola operazione di acquisto.
  • Possono essere acquistate solo azioni interamente liberate, ossia per le quali è stato versato l’intero valore nominale del capitale.

Condizioni amministrative per l’acquisto di azioni proprie

Oltre alle condizioni patrimoniali, l’acquisto di azioni proprie comporta anche la necessità di rispettare condizioni amministrative previste dalla legge.

  • L’acquisto deve essere autorizzato dall’assemblea dei soci, che ne fissa le modalità.
  • L’assemblea deve stabilire il numero massimo di azioni da acquistare e la durata dell’operazione di acquisto, che non può eccedere i 18 mesi, nonché il corrispettivo minimo e massimo per l’acquisto delle azioni da parte della società.
  • Per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, il valore nominale delle azioni acquistate non può eccedere la quinta parte del capitale sociale, tenendosi conto a tal fine anche delle azioni possedute da società controllate.

Motivi dell’acquisto di azioni proprie

I principali motivi che possono spingere una società all’acquisto di azioni proprie sono:

  • Investimento: la società può decidere di impiegare un eccesso di liquidità nell’acquisto di azioni proprie.
  • Creazione di valore per gli azionisti: per agevolare la formazione di una domanda sui propri titoli, soprattutto per società non quotate che si pongono come acquirenti necessari degli strumenti per garantire liquidità agli azionisti.
  • Aumento degli utili per gli azionisti: fino a che le azioni proprie restano di titolarità della società, gli utili spettano proporzionalmente alle altre azioni.
  • Consolidamento del controllo: l’acquisto rafforza la posizione dell’azionista di riferimento, modificando i quorum assembleari e contrastando così tentativi di scalata ostili.

Inoltre, le azioni proprie possono essere utilizzate come strumento per altre operazioni societarie:

  • Possono essere assegnate ai soci della società incorporata nell’ambito di una operazione di fusione per incorporazione al fine di evitare un aumento di capitale. 
  • Possono essere assegnate ai dipendenti in attuazione di un piano di incentivazione.
  • Possono essere annullate nell’ambito di una operazione di riduzione del capitale sociale.

Limiti all’acquisto di azioni proprie: le eccezioni

Come abbiamo visto l’articolo 2357 del Codice civile pone dei limiti all’acquisto di azioni proprie da parte della società (o fatti per tramite di società fiduciaria o per interposta persona). Tuttavia, esistono alcune eccezioni a queste limitazioni:

Riduzione del capitale sociale:

  • La società può procedere all’acquisto di azioni proprie per ridurre il capitale sociale.
  • L’acquisto deve essere deliberato dall’assemblea dei soci.
  • Le azioni acquistate devono essere riscattate e annullate.

Acquisto a titolo gratuito:

  • La società può acquistare azioni proprie a titolo gratuito.
  • Le azioni devono essere interamente liberate.

Successione universale, fusione o scissione:

  • La società può acquistare azioni proprie per effetto di successione universale, fusione o scissione.

Esecuzione forzata:

  • La società può acquistare azioni proprie in occasione di esecuzione forzata per il soddisfacimento di un credito della società.
  • Le azioni devono essere interamente liberate.

Proprie azioni acquistate in violazione dei limiti: conseguenze e rimedi

L’acquisto di azioni proprie in violazione dei limiti stabiliti dalla legge è considerato valido ai fini civilistici, pur essendo sanzionato penalmente (art. 2628 del Codice civile e art. 172 t.u.f. ).

La sanzione civilistica prevista è l’obbligo di alienare le azioni entro un anno dall’acquisto, secondo modalità stabilite dall’assemblea. Tale obbligo ha lo scopo di tutelare i creditori della società e favorire la circolazione delle azioni.

In caso di mancata vendita delle azioni entro il termine previsto, o in caso di inerzia degli amministratori, l’assemblea stessa deve annullare le azioni e ridurre il proprio capitale sociale di conseguenza. Se l’assemblea non provvede all’annullamento, gli amministratori e i sindaci sono tenuti a richiedere al tribunale la riduzione del capitale.

Critiche al sistema

Alcuni studiosi hanno criticato il sistema sanzionatorio vigente, evidenziando come le modalità di vendita delle azioni stabilite dall’assemblea potrebbero essere manipolate dalla maggioranza azionaria a proprio vantaggio.

Ad esempio, ove la società acquistasse azioni proprie, l’assemblea potrebbe fissare un prezzo di vendita troppo basso per le azioni stesse, rendendole invendibili e favorendo di fatto l’annullamento.

In questo modo, gli azionisti che hanno venduto le azioni alla società potrebbero ottenere un vantaggio indebito, aggirando i limiti posti all’acquisto di azioni proprie.

Limiti per le società quotate

Per le società quotate, l’acquisto di azioni proprie è soggetto a regole più stringenti.

L’acquisto deve avvenire tramite offerta pubblica di acquisto o di scambio, oppure sul mercato secondo modalità concordate con la società di gestione del mercato stesso. Lo scopo è di assicurare la parità di trattamento tra tutti gli azionisti.

Potere di disposizione delle azioni proprie: limiti e autorizzazioni

Autorizzazione assembleare

Il potere degli amministratori di disporre delle azioni proprie è subordinato all’autorizzazione dell’assemblea straordinaria. Tale autorizzazione serve a evitare che gli amministratori ottengano posizioni di potere in assemblea.

Ad esempio, potrebbero procedere alla cessione dei titoli azionari a propri fiduciari ed esercitare per il loro tramite il diritto di voto in contrasto con l’interesse degli altri azionisti.

Operazioni di trading di azioni proprie

Il 2° periodo del primo comma dell’articolo 2357 ter Codice civile prevede la possibilità di effettuare operazioni di trading sulle azioni proprie. L’autorizzazione assembleare per queste operazioni è cumulativa, ovvero copre sia l’acquisto che l’alienazione delle azioni.

Le operazioni di trading sulle azioni proprie sono soggette ai limiti di cui all’art. 2357, 1° e 2° comma. Il mancato richiamo nella norma al limite di cui all’art. 2357, 3° comma, non sembra esimere dal suo rispetto.

Pertanto, le società c.d. aperte possono acquistare e disporre di azioni proprie solo entro il limite del 20% del capitale sociale.

Divieto di sottoscrizione delle azioni proprie

L’articolo 2357 quater del Codice civile sancisce il divieto assoluto per la società di sottoscrivere le proprie azioni. Infatti, qualora la società sottoscrivesse azioni proprie, diventerebbe creditrice di se stessa. Tale divieto mira a tutelare l’integrità e l’effettività del capitale sociale.

Effetti della violazione

La violazione del divieto in esame non comporta l’invalidità della sottoscrizione, ma determina l’imputazione dei suoi effetti ai seguenti soggetti:

  • Soci fondatori e promotori: In caso di sottoscrizione in sede di costituzione della società.
  • Amministratori: In caso di sottoscrizione a seguito di un aumento del capitale sociale.

Questi soggetti divengono comproprietari delle azioni e sono obbligati in solido al versamento dei conferimenti. Tuttavia, possono esimersi da tale responsabilità dimostrando di essere esenti da colpa.

Diritto di opzione

Nonostante il riferimento al secondo comma dell’articolo 2357 ter, la sottoscrizione di azioni proprie mediante esercizio del diritto di opzione spettante alla società è illegittima.

Il D.Lgs. 224/2010 ha infatti modificato tale disposizione, prevedendo l’attribuzione del diritto di opzione proporzionalmente ai soci, escludendo la possibilità per la società di esercitarlo.

Sottoscrizione da parte di un terzo

Qualora la sottoscrizione sia effettuata da un terzo per conto della società, egli sarà considerato a tutti gli effetti come sottoscrittore per proprio conto.

In questo caso, i soci fondatori, i promotori o gli amministratori saranno solidalmente responsabili per la liberazione delle azioni sottoscritte, senza però diventarne comproprietari.

La sospensione del diritto di voto

Il secondo comma dell’articolo 2357-ter del Codice civile stabilisce la sospensione del diritto di voto per le azioni proprie fino alla loro alienazione. Tali azioni sono comunque computate ai fini del calcolo dei quorum costitutivi e deliberativi.

La ratio della previsione normativa è da rinvenirsi nella volontà di evitare che gli amministratori della società emittente (o controllata) esercitino il voto sulle azioni proprie, acquisendo una influenza non giustificata da un corrispondente apporto di capitale.

Le altre operazioni sulle azioni proprie

Il presente paragrafo analizza le “altre operazioni” sulle azioni proprie, come disciplinate dall’articolo 2358 del Codice vivile, alla luce della Direttiva 2006/68/CE e del D.Lgs. 4.8.2008, n. 142.

Riforma del divieto di assistenza finanziaria

Il divieto per la società di concedere finanziamenti o garanzie per l’acquisto o la sottoscrizione delle proprie azioni è stato circoscritto ai casi di inosservanza delle condizioni previste dall’articolo 2358.

Condizioni per l’autorizzazione

Le operazioni di assistenza finanziaria sono ammesse solo se:

  • Autorizzate dall’assemblea straordinaria: la delibera viene assunta sulla base di una relazione degli amministratori che illustra le ragioni e le giustificazioni economico-giuridiche dell’operazione.
  • Necessità gestionali: L’operazione deve essere sorretta da concrete esigenze aziendali, analogamente a quanto previsto per altri atti gestori.
  • Esclusione di operazioni speculative: L’operazione non deve essere volta a favorire interessi speculativi a danno della società o dei soci.

Relazione degli amministratori

La relazione degli amministratori assume un ruolo chiave nel processo decisionale. Essa deve fornire all’assemblea tutti gli elementi necessari per una valutazione ponderata dell’operazione, includendo:

  • Motivazioni dell’operazione: ragioni e obiettivi imprenditoriali che la giustificano e i benefici attesi per la società e per i soci.
  • Prezzo delle azioni: deve essere indicato il prezzo al quale il terzo acquisterà le azioni.
  • Piano di finanziamento: dettagli sulle modalità di finanziamento dell’operazione e sul merito creditizio del debitore.
  • Analisi dei rischi: valutazione dei potenziali rischi e delle misure per mitigarli.

Nullità dei contratti in violazione

La violazione delle condizioni di legge comporta la nullità dei contratti di finanziamento o di garanzia, in quanto contrari a norma imperativa inderogabile.

La c.d. Riserva Negativa Azioni Proprie

Il nuovo comma 3 dell’art. 2357-ter c.c. (come introdotto dal D.Lgs. 18 agosto 2015, n. 139) disciplina l’acquisto di azioni proprie, stabilendo una riduzione del patrimonio netto mediante l’iscrizione di una specifica riserva indisponibile (c.d. “riserva negativa”) in contropartita.

Caratteristiche della riserva negativa

  • La riserva negativa per azioni proprie in portafoglio è pari al costo sostenuto dalla società per l’acquisto e deve essere mantenuta finché le azioni rimangono di titolarità della società stessa. 
  • La riserva negativa evita di specificare quale riserva disponibile sia stata utilizzata per l’acquisto, preservando il loro ammontare in bilancio.
  • La riserva negativa determina una diminuzione del patrimonio netto, a differenza del regime precedente nel quale la riserva per azioni proprie aveva una funzione rettificativa dell’iscrizione nell’attivo delle azioni compravendute.

Impatto sulle riserve disponibili

Le riserve disponibili non sono intaccate dall’acquisto di azioni proprie, ma ne risulta limitato l’utilizzo per un importo pari alla riserva negativa.

Le riserve tornano ad essere pienamente disponibili solo con l’eliminazione della riserva negativa, salvo il caso dell’annullamento delle azioni proprie per perdite.

Infografica

Infografica su azioni proprie e tutela del capitale sociale

Domande frequenti

Cosa sono le azioni proprie?

Le azioni proprie rappresentano una quota del capitale sociale posseduta dalla stessa società che le ha emesse. La disciplina delle azioni proprie è contenuta negli articoli 2357 e seguenti del Codice civile.

La società può acquistare azioni proprie?

Sì, una società può acquistare azioni proprie, ma esistono specifiche normative e condizioni che regolano tali operazioni. Questa pratica è nota come “buy-back” e può essere effettuata per vari motivi, tra cui l’investimento di un eccesso di liquidità, l’incremento del diritto agli utili per gli altri azionisti, il rafforzamento del gruppo di controllo per evitare tentativi di scalata ostili o per avere azioni disponibili per l’attuazione di piani di incentivazione a favore dei dipendenti.  

Chi delibera l’acquisto di azioni proprie?

L’acquisto di azioni proprie richiede l’autorizzazione preventiva dell’assemblea dei soci. L’assemblea, in particolare stabilisce il numero massimo di azioni che la società può acquistare, la durata dell’operazione di acquisto, che non può superare i 18 mesi, e fissa il prezzo minimo e massimo per l’acquisto di ogni azione.

Dove vanno le azioni proprie nello stato patrimoniale?

Le azioni acquistate a norma degli articoli 2357 e seguenti c.c. vengono iscritte nell’attivo dello stato patrimoniale, in una voce specifica denominata “Riserva Negativa Azioni Proprie”. Questa voce rappresenta il valore contabile delle azioni della società che essa stessa detiene.

Il ruolo del Notaio

Il ruolo del notaio nelle operazioni straordinarie aventi ad oggetto le azioni proprie è fondamentale per garantire il rispetto delle norme e delle limitazioni previste dalla legge, al fine di tutelare gli interessi degli azionisti e garantire la trasparenza del mercato dei titoli.

Riferimenti

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