Adempimento del terzo (art. 1180 c.c.) – Guida completa

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SCRITTO DA NOTAI DI TORINO

Notaio Lorenzo Bigiotto e Notaio Marina Strippoli. Nella loro attività professionale si occupano di successioni e famiglia, del settore immobiliare, e di quello commerciale.

L’adempimento del terzo si verifica quando un soggetto completamente estraneo al rapporto obbligatorio, ossia un soggetto diverso dal debitore, effettua la prestazione dovuta da quest’ultimo anche contro la volontà del creditore, se questi non ha interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione.

Tuttavia, l’articolo 1180 del Codice civile stabilisce che il creditore può rifiutare l’adempimento offertogli dal terzo quando il debitore gli ha manifestato la sua opposizione. 

Punti chiave

Definizione:

L’adempimento del terzo si verifica quando un soggetto estraneo al rapporto obbligatorio (terzo) esegue la prestazione dovuta dal debitore al creditore, anche contro la volontà di quest’ultimo.

Presupposti:

  • Consapevolezza del terzo: il terzo deve essere consapevole di adempiere un obbligo altrui.
  • Mancanza di rifiuto del creditore: il creditore può rifiutare l’adempimento del terzo solo se ha un interesse oggettivo all’adempimento del debitore.
  • Mancanza di opposizione del debitore: il debitore può opporsi all’adempimento del terzo per evitare di essere nuovamente obbligato nei confronti del terzo in caso di surrogazione.

Effetti:

  • Estinzione dell’obbligazione: l’adempimento del terzo estingue l’obbligazione tra debitore e creditore.
  • Surrogazione del creditore: il creditore può surrogare il terzo nei propri diritti verso il debitore.

Modi dell’adempimento del terzo:

  • Adempimento esatto: il terzo esegue la prestazione dovuta dal debitore.
  • Datio in solutum: il terzo esegue una prestazione diversa da quella dovuta dal debitore. In questo caso, il terzo non può avvalersi della surrogazione del creditore.
L'adempimento del terzo - Guida scritta dal Notaio

Cosa si intende per adempimento del terzo (art. 1180 Codice civile)

L’adempimento del terzo è una vicenda estintiva del rapporto obbligatorio, che realizza l’interesse del creditore, in quanto vi è un soggetto, il terzo, che, seppure diverso dal debitore, effettua concretamente la prestazione dovuta al creditore, estinguendo così l’obbligazione in capo al primo.

Si può parlare di adempimento del terzo solo ove si abbia una effettiva modifica soggettiva della obbligazione nel senso anzidetto: l’attività solutoria da parte del terzo non deve essere in alcun modo riconducibile alla persona del debitore, perché altrimenti si avrebbe a che fare, ad esempio, con la figura della rappresentanza volontaria o legale.

In questo caso il terzo agirebbe, invero, in nome e per conto del debitore, quale suo procuratore o rappresentante legale, con la conseguenza che l’adempimento sarebbe imputabile al debitore stesso. In altri termini, l’adempimento del terzo presuppone che il terzo agisca in nome proprio. 

Funzione dell’adempimento del terzo

La funzione dell’adempimento del terzo è stata a lungo oggetto di discussione in dottrina, la quale è giunta ad affermare che l’istituto in esame avrebbe la finalità di realizzare l’interesse del creditore anche se non vi è vera e propria attuazione dell’obbligo da parte del debitore, il quale non pone in essere un proprio comportamento personale per estinguere l’obbligo suddetto.

Nonostante questo aspetto peculiare, il predetto interesse del creditore viene effettivamente realizzato.

In altri termini, anche se non vi è vera e propria attuazione dell’obbligo preesistente, il terzo che estingue il debito altrui direttamente nei confronti del debitore, consegue definitivamente lo scopo del rapporto obbligatorio, estinguendolo, proprio perché ormai si è avuta piena realizzazione dell’interesse del creditore. 

Natura giuridica 

La natura giuridica dell’adempimento del terzo è quella di negozio giuridico unilaterale ed astratto.

La natura negoziale della figura in esame è evidente confrontando la stessa con l’adempimento in senso stretto, ossia l’esatta esecuzione della prestazione dovuta da parte del debitore: si tratta infatti di atto dovuto; invece nell’adempimento del terzo è fondamentale l’elemento negoziale, ossia la volontà e la consapevolezza da parte del terzo di adempiere un debito altrui.

Maggiori discussioni vi sono state in dottrina circa la natura unilaterale o bilaterale del negozio giuridico in esame: per alcuni autori, infatti, l’obbligazione può essere adempiuta da un terzo solo ove il creditore lo accetti.

Tuttavia, ex art 1180 del Codice civile, il creditore può legittimamente rifiutare la prestazione del terzo solo ove sussista un suo interesse nell’attività personalmente svolta dal debitore oppure ove quest’ultimo vi si opponga.

Infine, si tratta di un negozio astratto in quanto sono irrilevanti i rapporti interni tra terzo e debitore: invero, può anche esservi un accordo tra debitore e terzo; tuttavia si avrà sempre e comunque adempimento del terzo ove lo stesso non venga manifestato; in caso contrario, si avrà delegazione, come meglio si dirà infra.

Presupposti per l’adempimento del terzo

Elemento soggettivo

Come si è visto, il primo presupposto affinché si configuri la fattispecie giuridica in esame riguarda l’elemento soggettivo che deve caratterizzare la posizione del terzo: l’articolo 1180 del Codice civile presuppone nel terzo la coscienza di adempiere all’obbligo altrui. 

Non è adempimento del terzo quello effettuato a fronte di precise istruzioni impartite dal creditore.

Di contro, il terzo che abbia pagato sapendo dell’intenzione in tal senso del debitore, esegue comunque adempimento del terzo ove non manifesti all’esterno detta circostanza. 

Assenza del rifiuto del creditore

Ai sensi del più volte citato articolo 1180 del Codice civile, il creditore può rifiutare l’adempimento del terzo, tanto nel caso in cui abbia interesse a che il debitore esegua personalmente la prestazione cui è tenuto, tanto nell’ipotesi in cui il debitore stesso abbia espressamente manifestato la sua opposizione all’adempimento da parte del terzo.

Con riferimento alla prima ipotesi, è opinione prevalente che l’interesse della parte creditrice ad ottenere l’adempimento direttamente dal debitore, e non da un terzo adempiente, debba essere di natura oggettiva, avuto riguardo al rapporto obbligatorio considerato, altrimenti la possibilità per il terzo di adempiere sarebbe rimessa al mero arbitrio del creditore.

Sulla scorta di questa impostazione, è opinione unanime che il creditore non possa rifiutare la prestazione del terzo quando la stessa sia pecuniaria.

Invece ben potrebbe il creditore rifiutare l’adempimento di un’obbligazione da parte del terzo quando essa sia stata contratto avendo riguardo alle qualità personali dell’obbligato, si pensi alla prestazione di un artista: in questo caso è oltremodo apprezzabile l’interesse del creditore a che la prestazione che è stata dedotta in obbligazione venga effettuata dal debitore in persona.

Mancata opposizione del debitore

Per aversi adempimento del terzo, come si è accennato nel paragrafo precedente, è altresì necessario che il debitore non si opponga allo stesso.

Le ragioni che possono giustificare l’opposizione del creditore possono sicuramente essere di ordine morale, ad esempio nell’ipotesi in cui il debitore non gradisca ricevere una liberalità in tal senso da parte del terzo.

Inoltre, è assolutamente legittima l’opposizione del debitore che voglia evitare di ritrovarsi nuovamente obbligato, questa volta però nei confronti del terzo, in forza della surrogazione ex art. 1201 del Codice civile.

In definitiva, non è possibile che si configuri adempimento del terzo contro la volontà del debitore. 

Irrilevanza dei rapporti interni tra debitore e terzo

Si è già visto che tra terzo adempiente e debitore possono esistere rapporti pregressi che, in alcuni casi, possono giustificare la volontà di adempiere l’obbligo altrui da parte del terzo.

E’ importante sottolineare che, invece, nella fattispecie in oggetto non esiste alcun rapporto tra terzo e creditore.

Un tipico rapporto preesistente tra terzo e debitore è quello del mandato senza rappresentanza: in questa ipotesi il debitore, che sarebbe anche il mandante, dovrà rimborsare al terzo-mandatario quanto da quest’ultimo pagato per adempiere l’obbligo del primo, oltre ad interessi e compenso dovuto.

Sul punto si ribadisce che, ai fini della configurabilità del rapporto in esame, il mandato deve essere senza rappresentanza, ossia il terzo non deve spendere il nome del debitore mandante al momento dell’adempimento.

Inoltre, il terzo ha la possibilità di adempiere l’obbligo altrui anche volendo effettuare una liberalità nei confronti del debitore: si pensi al padre che estingue il debito del proprio figlio. In questo ultimo caso, la sussistenza dell’animus donandi esclude il diritto al rimborso di quanto pagato in capo al terzo.

E però anche possibile che non vi sia alcun rapporto tra terzo e debitore, ed è proprio in questo caso che il terzo può giovarsi della surrogazione del creditore, secondo quanto si è detto nel paragrafo precedente.

A differenza di quanto accade nell’adempimento del terzo effettuato per spirito di liberalità, ove manchi ogni rapporto tra debitore e terzo sorgono per quest’ultimo tutte le condizioni per la ripetizione di quanto pagato. 

Effetti dell’adempimento del terzo

L’adempimento del terzo produce una modifica soggettiva del rapporto obbligatorio preesistente, essendo diverso dal debitore il soggetto che concretamente effettua la prestazione dovuta dal debitore.

Inoltre, la fattispecie in esame determina una vicenda estintiva dello stesso rapporto obbligatorio, in quanto, ove sussistano tutti i presupposti che consentono di configurare l’istituto in esame, e di cui si è detto sopra, l’adempimento del terzo estingue l’obbligazione realizzando definitivamente l’interesse del creditore. 

I modi dell’adempimento del terzo

Si è altresì osservato che l’adempimento del terzo potrebbe anche condurre ad una modifica oggettiva del rapporto obbligatorio: se normalmente il terzo esegue l’esatta prestazione dovuta dal debitore, si ha adempimento del terzo anche quanto il terzo adempie eseguendo una prestazione diversa da quella concretamente dovuta dal debitore.

Viene in considerazione l’ipotesi della datio in solutum, o meglio, dell’adempimento del terzo mediante esecuzione di una prestazione diversa in luogo dell’esatto adempimento.

Si ritiene sul punto che sia ben possibile, infatti, che il terzo convenga con lo stesso creditore l’esecuzione di una prestazione diversa da quella cui sarebbe tenuto il debitore, sempre allo scopo di estinguere definitivamente il rapporto obbligatorio.

Si sottolinea che, quando il terzo adempie eseguendo una prestazione diversa da quella dovuta dal creditore, non può poi avvalersi della surrogazione del creditore ex art. 1201 del Codice civile.

Inoltre, la fattispecie in esame esclude inoltre la surrogazione legale, anche ove ricorrano i presupposti di cui all’articolo 1203 del Codice civile. In detta ipotesi, infatti, il terzo avrà la possibilità di agire unicamente per ottenere il rimborso di quanto speso dal debitore secondo le regole dell’indebito arricchimento e sempre nei limiti dell’originaria prestazione. 

Adempimento del terzo e surrogazione per volontà del creditore

La surrogazione per volontà del creditore è un istituto giuridico disciplinato dall’articolo 1201 del Codice civile. Essa si verifica quando il creditore, ricevendo il pagamento da un terzo, lo surroga espressamente nei propri diritti verso il debitore originario.

Un esempio tipico di surrogazione per volontà del creditore può verificarsi nel caso dell’adempimento del terzo.

Tuttavia, tale adempimento non attribuisce automaticamente al terzo un titolo per agire direttamente nei confronti del debitore. Secondo la sentenza della Corte Cassazione a Sezioni Unite n. 9946/2009, l’adempimento spontaneo di un’obbligazione da parte di un terzo determina l’estinzione dell’obbligazione anche contro la volontà del creditore.

In altre parole, non sarebbero in questo caso configurabili né la surrogazione per volontà del creditore, né quella legale. 

Per la validità della surrogazione per volontà del creditore, sono necessari due ulteriori requisiti:

1) la forma espressa: la dichiarazione del creditore di voler surrogare il terzo nei propri diritti deve essere espressa e non può essere implicita;

2) la contestualità: la dichiarazione di surroga deve essere contestuale al pagamento, ossia deve avvenire nello stesso momento in cui il terzo effettua il pagamento al creditore.

La surrogazione volontaria produce i seguenti effetti:

1) il terzo subentra nella titolarità dei diritti che il creditore vantava verso il debitore originario;

2) il terzo può agire verso il debitore originario per ottenere l’adempimento della prestazione dovuta;

3) il debitore originario è liberato dall’obbligazione nei confronti del creditore originario, ma rimane obbligato verso il terzo surrogato.

Figure affini

Adempimento del terzo e adempimento in senso stretto

Si è già avuto modo di sottolineare la differenza tra le figure dell’adempimento del terzo e dell’adempimento in senso stretto: mentre la prima ha natura negoziale, in quanto presuppone la volontà del terzo di adempiere l’obbligo altrui, l’adempimento in senso stretto è un atto dovuto e, in quanto tale, non negoziale. 

Adempimento del terzo e delegazione di pagamento

Nella delegazione di pagamento, prevista e disciplinata dagli articoli 1269 e seguenti del Codice civile, il terzo adempie nei confronti del creditore su ordine del delegante-debitore, mancando pertanto completamente l’elemento soggettivo proprio dell’adempimento del terzo, che si concreta nella volontà del terzo di adempiere l’obbligo altrui.

Manca, cioè, la spontaneità, manifestata verso l’esterno, che deve governare l’atteggiamento del terzo. 

Adempimento del terzo e rappresentanza

La differenza tra le due figure in esame è data dal fatto che nella rappresentanza il terzo adempie spendendo il nome del debitore, talché l’adempimento è di fatto imputabile a quest’ultimo, ragion per cui si è assolutamente fuori dall’ambito oggettivo di applicazione dell’articolo 1180 del Codice civile. 

Infografica

Infografica adempimento del terzo (art. 1180 c.c.)

Domande frequenti

Cosa si intende per adempimento del terzo?

L’adempimento del terzo si verifica quando un soggetto che non è il debitore originario esegue la prestazione oggetto di un rapporto obbligatorio, soddisfacendo così il creditore e provocando l’estinzione del debito.

Quando il creditore può rifiutare l’adempimento di un terzo?

Il creditore può rifiutare l’adempimento di un terzo in due casi specifici:
– Se il creditore ha un interesse legittimo affinché la prestazione sia eseguita personalmente dal debitore; 
– Se il debitore ha manifestato al creditore la sua opposizione all’adempimento da parte del terzo.

Il terzo che adempie si surroga automaticamente nei diritti del creditore verso il debitore?

Il terzo che adempie non acquisisce di diritto la possibilità di surrogarsi nei diritti del creditore nei confronti del debitore, a meno che non siano configurabili le specifiche ipotesi di surrogazione previste dagli articoli 1201, 1202 e 1203 n. 3 del Codice civile. Pertanto, il terzo che abbia pagato nella consapevolezza di non esserne tenuto può unicamente agire contro il debitore per richiedere un indennizzo con l’azione di arricchimento senza causa, alla luce del vantaggio economico ottenuto dal medesimo. 


Riferimenti

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