Società in Accomandita Semplice (S.a.s.): Struttura, Funzionamento e Caratteristiche

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SCRITTO DA NOTAI DI TORINO

Notaio Lorenzo Bigiotto e Notaio Marina Strippoli. Nella loro attività professionale si occupano di successioni e famiglia, del settore immobiliare, e di quello commerciale.

La società in accomandita semplice (S.a.s.) rappresenta un tipo di società di persone che può svolgere attività sia commerciali che non commerciali. Il tratto distintivo di questa forma societaria è da rinvenirsi nella presenza di due differenti categorie di soci: i soci accomandatari e i soci accomandanti.

Questa forma societaria offre una serie di vantaggi e caratteristiche peculiari che la rendono adatta a diversi contesti e settori di attività.

Alla società in accomandita semplice si applica la specifica disciplina stabilita dal Codice civile (articoli 2313-2324) nonché le norme stabilite per le società in nome collettivo, in quanto compatibili, con alcune eccezioni giustificate dalla presenza delle due diverse categorie di soci di cui sopra.

Punti chiave

  • La società in accomandita semplice (S.a.s.) è una forma societaria che si contraddistingue per la presenza di due categorie di soci, gli accomandatari, ai quali spetta inderogabilmente l’amministrazione della società e gli accomandanti, che non partecipano all’amministrazione suddetta;
  • I soci accomandatari rispondono illimitatamente per i debiti sociali, mentre gli accomandanti hanno una responsabilità limitata alla loro quota di partecipazione;
  • Per aprire una S.a.s., è necessario stipulare un atto costitutivo che contenga alcune informazioni essenziali previste dalla legge, come i dati anagrafici dei soci, l’oggetto sociale e la ragione sociale, e successivamente iscrivere la società presso il Registro delle Imprese competente;
  • Salvo che l’atto costitutivo non disponga diversamente, la cessione della quota da parte di un socio accomandante richiede il consenso della maggioranza dei soci, mentre un socio accomandatario può cedere la sua quota solo con il consenso di tutti gli altri soci;
  • La società si scioglie in vari casi, tra cui la mancanza di soci accomandatari o accomandanti, la scadenza del termine, il conseguimento dell’oggetto sociale o l’impossibilità di conseguirlo, per volontà unanime dei soci o per altre circostanze previste dal contratto sociale;
  • La quota spettante a un socio escluso, receduto o deceduto viene determinata sulla base della situazione patrimoniale della società al momento dell’esclusione, del recesso o del decesso e deve essere liquidata entro sei mesi da tale evento;
  • Gli accomandatari vengono dichiarati falliti insieme alla società, mentre gli accomandanti sono coinvolti nel fallimento solo se hanno perso la limitazione della responsabilità a causa della violazione del divieto di immistione o per aver consentito l’inserimento del loro nome nella ragione sociale.
Società in accomandita semplice sas - Copertina

Categorie di soci nella S.a.s.

La società in accomandita semplice (S.a.s.) è caratterizzata dalla presenza di due categorie di soci:

  • la prima categoria di soci è quella degli accomandatari, ai quali spetta in via esclusiva l’amministrazione e la gestione della società. Essi hanno una responsabilità illimitata e solidale per l’adempimento delle obbligazioni sociali e, pertanto, sono in una situazione analoga a quella dei soci della S.n.c.;
  • la seconda categoria di soci è quella degli accomandanti, ai quali non spetta il potere di amministrare e gestire la società; i soci accomandanti sono responsabili per le obbligazioni sociali nei limiti della quota conferita, salve alcune eccezioni disciplinate dalla legge.

Questa divisione dei ruoli permette una distribuzione delle responsabilità e dei poteri all’interno della società, offrendo una certa flessibilità nella gestione delle attività sociali.

La società in accomandita semplice rappresenta l’unica forma di società di persone che consente di svolgere un’attività commerciale offrendo al contempo una responsabilità limitata per i debiti della società e l’assenza di esposizione al fallimento personale per alcuni soci.

La ragione sociale

La denominazione della società (ragione sociale) deve contenere il nome di almeno uno dei soci accomandatari e l’indicazione che si tratta di una S.a.s.

Se il socio accomandante acconsente a che il suo nome sia compreso nella ragione sociale, risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente con i soci accomandatari per le obbligazioni sociali senza però diventare, a sua volta, un socio accomandatario.

È importante sottolineare che, in questo caso, la responsabilità del socio accomandante è puramente esterna, cioè verso i terzi. Nei rapporti interni, il socio accomandante che ha acconsentito all’inclusione del proprio nome nella ragione sociale non assume alcuna responsabilità nei confronti della società stessa o degli altri soci.

Nel caso in cui il socio accomandante venga chiamato a rispondere per le obbligazioni e i debiti della società dai creditori della medesima, avrà il diritto di richiedere l’intero importo versato, sia verso la società che verso i soci accomandatari.

Questo meccanismo di tutela garantisce una giusta ripartizione delle responsabilità finanziarie tra i diversi soggetti coinvolti.

È inoltre possibile mantenere nella ragione sociale il nome di un socio accomandatario receduto o deceduto, previo consenso dell’ex socio o dei suoi eredi, a condizione che venga incluso nella stessa anche il nome di un socio accomandatario in carica in quanto non è consentito utilizzare una ragione sociale formata esclusivamente da ex soci accomandatari.

Questa disposizione garantisce la trasparenza e l’attualità delle informazioni riguardanti i soci presenti all’interno della società.

Amministrazione e rappresentanza: i soci accomandatari

L’amministrazione della società è riservata esclusivamente agli accomandatari.

In mancanza di una specifica disposizione nell’atto costitutivo, l’amministrazione sarà affidata a tutti gli accomandatari, secondo le norme previste per le società semplici, applicabili a tutte le società di persone. È anche possibile che i soci optino per un modello organizzativo in cui la gestione sia affidata solo ad alcuni accomandatari.

Come nelle altre società di persone, gli amministratori possono essere nominati sia nell’atto costitutivo che con un atto separato. Nel primo caso, si applicano integralmente le regole contenute nella disciplina delle società semplici; nel secondo caso, sia per la nomina che per la revoca, è necessario il consenso di tutti gli accomandatari e l’approvazione di tanti accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale sottoscritto.

Per la revoca degli amministratori nominati nell’atto costitutivo, si applica la disciplina generale dell’articolo 2259 del Codice civile. In caso di pluralità di amministratori è possibile prevedere un modello di amministrazione disgiunta o congiunta.

Nel caso della S.a.s., è previsto che nessun socio accomandatario possa svolgere un’attività in concorrenza con quella della società, né possa partecipare come socio accomandatario o amministratore in una S.n.c. che operi in un settore concorrente.

L’esercizio di un’attività concorrenziale sarà consentito solo previo consenso scritto degli altri soci accomandatari.

I soci accomandanti e il divieto di immistione

Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2320 del Codice civile, i soci accomandanti non possono compiere atti di amministrazione, né trattare o concludere affari in nome e per conto della società, se non in forza di procura speciale per singoli affari (c.d. divieto di immistione).

Il socio accomandante che contravviene a tale divieto assume responsabilità illimitata e solidale verso i terzi per tutte le obbligazioni sociali e può essere escluso dalla società analogamente al caso in cui acconsenta a che il suo nome sia incluso nella ragione sociale.

I soci accomandanti possono però prestare la loro opera sotto la direzione dei soci accomandatari amministratori e, se l’atto costitutivo lo consente, possono dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni e compiere atti di ispezione e di sorveglianza. Hanno poi diritto ad avere comunicazione annuale del bilancio e di controllarne l’esattezza, hanno diritto di consultare i libri sociali e gli altri documenti della società.

Il trasferimento della quota della S.a.s.

Per quanto riguarda il trasferimento delle quote nella società in accomandita semplice, si applica la disciplina prevista per le società in nome collettivo in mancanza di norme specifiche. È ammesso il trasferimento inter vivos della partecipazione previo ottenimento del consenso di tutti i soci, sia della quota degli accomandanti che degli accomandatari. Tuttavia, i patti sociali possono derogare al principio dell’unanimità e prevedere quorum differenti per il trasferimento.

È importante precisare che la trasmissione dello status di socio avviene automaticamente, mentre l’attribuzione della qualità di amministratore deve essere espressamente prevista come sopra indicato.

In merito al trasferimento della partecipazione del socio accomandatario a causa di morte, è necessario specificare che, a meno che non sia prevista una clausola di continuazione automatica, non è consentita la libera trasferibilità della stessa.

Per quanto attiene alla partecipazione dell’accomandante, il trasferimento della sua quota è previsto ai sensi dell’articolo 2322 del Codice civile, richiedendo il consenso della maggioranza dei soci come quorum. Anche in questo caso, è possibile derogare a questa regola, consentendo l’intrasmissibilità o la trasmissibilità senza consenso, o prevedendo il diritto di prelazione a favore degli altri soci.

Inoltre, la quota del socio accomandante è liberamente trasferibile mortis causa, in quanto il principio dell’intuitus personae (che considera le qualità personali dei contraenti) è meno rilevante per l’accomandante che è un socio “capitalista”.

Infine, è importante precisare che nel caso di decesso del socio accomandante, se vi sono più eredi o legatari, questi non si dividono automaticamente la quota del socio defunto ma è necessaria una modifica all’unanimità dei patti sociali per addivenire a tale divisione.

Scioglimento e Liquidazione della S.a.s.

Per la società in accomandita semplice è causa di scioglimento la mancanza di soci accomandatari o di soci accomandanti; la legge concede il termine di sei mesi per ricostituire la pluralità di entrambe le categorie di soci.

Le ulteriori cause di scioglimento della società in accomandita semplice sono le medesime previste dalla legge per la società in nome collettivo, ovvero la scadenza del termine, il conseguimento dell’oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo. Inoltre, lo scioglimento può avvenire anche per volontà unanime di tutti i soci o per altre circostanze previste dal contratto sociale.

Le cause di scioglimento che non dipendono da una decisione dei soci producono effetti immediati (ipso iure).

Qualora i soci fossero in disaccordo riguardo all’esistenza di una causa di scioglimento, la decisione spetta al Giudice, il quale emette una sentenza di mero accertamento.

Diritti dei creditori successivamente alla liquidazione della società

L’articolo 2324 del Codice civile stabilisce che i creditori sociali che non siano stati soddisfatti nella liquidazione della S.a.s. hanno il diritto di far valere i loro crediti anche nei confronti dei soci accomandanti, ma solo fino all’importo corrispondente alla loro quota di liquidazione.

L’articolo fa salvo il disposto dell’articolo 2312 del Codice civile, che riguarda le vicende legate alla cancellazione della società. Secondo detto articolo, i creditori che non sono stati soddisfatti nella fase di liquidazione possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci. Nel caso in cui il mancato pagamento sia dovuto a colpa dei liquidatori, i creditori possono far valere i loro crediti anche nei confronti di questi ultimi.

In sintesi, dopo la liquidazione della S.a.s., se i creditori sociali non sono stati completamente soddisfatti, hanno il diritto di richiedere il pagamento dei loro crediti ai soci accomandatari o ai liquidatori nel caso in cui il mancato pagamento sia dovuto a loro colpa.

Detto diritto può essere fatto valere anche nei confronti dei soci accomandanti, ma soltanto fino al valore della loro quota di liquidazione a meno che gli stessi non abbiano violato il divieto di immistione nella gestione della società.

Quando una S.a.s. è irregolare?

L’articolo 2317 del Codice civile stabilisce che fino a quando la Società in Accomandita Semplice non viene iscritta presso il Registro delle Imprese, si applicano alla medesima le disposizioni dell’articolo 2297 del Codice civile che riguarda la società semplice. Ciò significa che la S.a.s. non gode della piena autonomia patrimoniale finché non viene effettuata la registrazione della medesima. Durante questo periodo, i rapporti tra la società e i terzi seguono le regole previste per la società semplice.

I soci accomandanti, in particolare, rispondono delle obbligazioni sociali in misura limitata alla loro quota di partecipazione, a meno che non abbiano preso parte alle operazioni sociali violando il c.d. divieto di immistione poiché si presume che ogni socio che agisca per conto della società irregolare abbia la rappresentanza della società, anche in caso di contenzioso.

Per i soci accomandatari, invece, non si applica il beneficio della preventiva escussione automatica previsto dall’art. 2304 del Codice civile, in quanto la fattispecie viene regolata dall’art. 2268 del Codice civile, il quale prevede che il creditore sociale può agire direttamente contro il socio che è responsabile illimitatamente e solidalmente, spettando però a quest’ultimo di richiedere che il patrimonio sociale venga preventivamente escusso, specificando i beni della società sui quali il creditore può agevolmente soddisfarsi.

Il creditore particolare di un socio può richiedere “in ogni momento”, anche durante la vita della società, la liquidazione della quota del socio debitore, previa presentazione e dimostrazione dell’insufficienza di altri beni di quest’ultimo per soddisfare i propri crediti secondo l’art. 2270 comma 2 del Codice civile.

Come si apre una S.a.s.

Per aprire ed avviare una Società in Accomandita Semplice (S.a.s.), è necessario seguire alcuni passaggi specifici.

In primo luogo è necessario stipulare l’atto costitutivo della società che avrà la forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata da un Notaio. Questo atto deve contenere alcune informazioni essenziali previste dalla legge, tra cui:

  • i dati anagrafici e la cittadinanza di tutti i soci (accomandatari e accomandanti), le eventuali prestazioni che i soci d’opera svolgono e i conferimenti effettuati da ciascun socio (non è previsto un capitale minimo);
  • la ragione sociale nella quale deve essere incluso il nome di almeno un socio accomandatario, oltre all’indicazione che si tratta di una S.a.s.;
  • la sede legale e le eventuali sedi secondarie;
  • l’oggetto sociale, ovvero l’attività che la società intende svolgere;
  • la nomina degli amministratori; devono essere specificati i nomi dei soci che hanno la rappresentanza e l’amministrazione della società;
  • le modalità di suddivisione degli utili;
  • la durata della società.

Una volta stipulato l’atto costitutivo dal notaio la società deve essere iscritta presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente entro 30 giorni. Gli amministratori sono responsabili di effettuare il deposito dell’atto costitutivo entro il termine stabilito anche se, di prassi, questi adempimenti sono curati dal notaio rogante.

Infografica

Infografica società in accomandita semplice (s.a.s.)

Differenze tra Società in Accomandita Semplice (S.a.s) e Società in Nome Collettivo (S.n.c.)

La Società in Accomandita Semplice (S.a.s) e la Società in Nome Collettivo (S.n.c.) presentano svariati punti in comune essendo entrambe società di persone soggette alla disciplina generale prevista per tali società ma anche alcune differenze sostanziali che meritano di essere sottolineate.

La distinzione fondamentale tra le due società risiede nel fatto che nella S.n.c. tutti i soci rispondono delle obbligazioni sociali illimitatamente e solidalmente, possono amministrare e, in caso di fallimento della società, falliscono anch’essi mentre nella S.a.s. solo i soci accomandatari sono soggetti a tale regime di responsabilità mentre i soci accomandanti non rispondono delle obbligazioni sociali ma non possono amministrare la società.

In generale, coloro che decidono di costituire una S.n.c. sono soggetti che intendono gestire un’attività commerciale, artigianale o di servizi, prestando all’interno dell’impresa principalmente il proprio lavoro. Diventare socio di una S.n.c. significa lavorare attivamente nella società e non solamente investire una somma di denaro nella medesima.

La S.a.s. è quindi una tipologia di società sostanzialmente identica alla S.n.c., con l’unica differenza che all’interno della struttura della prima è presente una particolare categoria dei soci, gli accomandanti, che presentano caratteristiche simili ad un socio di una società di capitali. Questi soci, in quanto meri investitori, non rischiano il proprio patrimonio personale, ma solo quello investito nella società. Di contro non partecipano alle decisioni gestionali della medesima, ma hanno comunque il diritto di ricevere gli utili prodotti con l’attività sociale al pari di un socio accomandatario.

Differenze tra Società in Accomandita Semplice (S.a.s) e Società in Accomandita per Azioni (S.a.p.a.)

Le differenze tra la Società in Accomandita Semplice (S.a.s.) e la Società in Accomandita per Azioni (S.a.p.a.) sono molteplici. La S.a.s. è una società di persone che segue la disciplina della Società in Nome Collettivo (S.n.c.), mentre la S.a.p.a. è una società di capitali che è principalmente regolata dalle norme dettate in tema di Società per Azioni (S.p.a.).

Infatti, i soci della S.a.p.a. sono considerati azionisti a tutti gli effetti, proprio come i soci nelle Società per Azioni. Ciò significa che hanno l’obbligo di adempiere agli obblighi che gravano su di loro, come la sottoscrizione del capitale con il versamento dei decimi, l’obbligo di eseguire integralmente i conferimenti su richiesta degli amministratori e il diritto di partecipare all’assemblea (dove si vota in base alle azioni possedute).

In questa particolare forma di società in accomandita, accomandanti e accomandatari non hanno diverse quote azionarie in quanto le azioni sono uguali.

La vera differenza tra queste due categorie di soci risiede nel fatto che solo gli accomandatari sono obbligati a ricoprire e svolgere la funzione di amministratore, da cui deriva la loro responsabilità illimitata. Nella S.a.s., il socio accomandatario non è necessariamente un amministratore della società, mentre nella S.a.p.a. la qualità di socio accomandatario e amministratore sono indissolubilmente legate.


Domande frequenti

Qual è la responsabilità dei soci di una S.a.s.?

È importante distinguere tra i soci accomandatari e i soci accomandanti, poiché:
– i soci accomandatari, come i soci di una società in nome collettivo (S.n.c.), rispondono in modo solidale e illimitato per i debiti della società, mettendo a rischio l’intero loro patrimonio. Tuttavia, questa responsabilità si applica solo se il patrimonio della società risulta insufficiente a coprire i debiti sociali;
– i soci accomandanti, invece, hanno il beneficio della responsabilità limitata per i debiti della società e rispondono solo entro i limiti del capitale conferito nella medesima salvo che compiano atti di amministrazione o consentano che il loro nome venga inserito nella ragione sociale.

Un socio di una S.a.s. può cedere la sua quota?

A meno che l’atto costitutivo non disponga diversamente, in una società in accomandita semplice, il socio accomandante può cedere la sua quota previo consenso dei soci che rappresentano la maggioranza del capitale sociale. Invece, il socio accomandatario può cedere la sua quota solo con il consenso degli altri soci.

Cosa succede se un socio accomandatario di una S.a.s. muore?

Nel caso di morte di un socio accomandatario di una società in accomandita semplice, salvo che i patti sociali non dispongano diversamente, i soci sopravvissuti devono liquidare la quota agli eredi, a meno che non decidano di sciogliere la società o di continuare con gli eredi stessi, previa loro approvazione.

Quando una S.a.s. viene sciolta?

Una società in accomandita semplice si scioglie in vari casi, tra cui la scadenza del termine di durata della società, per conseguimento dell’oggetto sociale o per l’impossibilità sopravvenuta di conseguirlo, per volontà unanime dei soci, per decisione dell’autorità giudiziaria, per fallimento, per assenza di soci accomandatari o accomandanti (a meno che il socio della categoria mancante non venga sostituito entro sei mesi).

Quando un socio può recedere da una S.a.s.?

In una società in accomandita semplice, un socio può recedere in qualsiasi momento se la società è contratta a tempo indeterminato o per tutta la vita di uno dei soci, oppure nei casi previsti nell’atto costitutivo, o ancora quando sussiste una giusta causa.

Quando può essere revocato l’amministratore di una S.a.s.?

In una società in accomandita semplice, l’amministratore può essere revocato solo per giusta causa se è stato nominato nell’atto costitutivo. Negli altri casi, la revoca può avvenire secondo le regole previste per il mandato. In presenza di giusta causa, è sempre possibile richiedere la revoca tramite un’azione legale.

Cosa succede ai soci in caso di fallimento di una S.a.s.?

Nella S.a.s. è importante distinguere tra soci accomandatari e soci accomandanti:
– i soci accomandatari, essendo responsabili illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali, vengono dichiarati falliti insieme alla società stessa;
– i soci accomandanti, invece, non sono coinvolti nel fallimento della società poiché la loro responsabilità è limitata ai loro conferimenti, a meno che non abbiano perso la limitazione della responsabilità a causa della violazione del divieto di immistione o per aver consentito l’inserimento del loro nome nella ragione sociale, casi in cui il fallimento si estende anche a loro.

Il socio accomandante può finanziare la società?

In una S.a.s., il socio accomandante può finanziare la società, sia con interessi che senza, senza diventare responsabile illimitatamente per le obbligazioni sociali.

L’amministratore di una S.a.s. può non essere socio?

Nella S.a.s., la funzione di amministratore è riservata esclusivamente ai soci accomandatari e può essere esercitata sia da un singolo socio o che da più soci, in forma disgiunta o congiunta.

Il socio accomandatario di una S.a.s. può svolgere un’attività concorrenziale con la società?

Il socio accomandatario di una S.a.s. non può, senza il consenso degli altri soci, intraprendere un’attività concorrenziale per proprio conto o per conto di altri, né partecipare come socio illimitatamente responsabile in un’altra società concorrente. Tuttavia, si presume che il consenso sia già stato dato se l’attività o la partecipazione ad altre società esisteva prima della costituzione della società e gli altri soci ne erano a conoscenza. Se un socio di una società in accomandita semplice svolge un’attività concorrenziale, la società ha il diritto di richiedere un risarcimento del danno e può anche decidere di escludere il socio.

In quali casi un socio accomandatario può essere escluso dalla società?

Un socio accomandatario può essere escluso dalla società in diversi casi, tra cui l’interdizione o l’inabilitazione, una condanna penale che comporti l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici, l’impossibilità sopravvenuta di fornire la prestazione che si era impegnato a fornire alla società, la perdita dei beni conferiti nella società, il grave inadempimento degli obblighi derivanti dalla legge o dal contratto sociale, come nel caso di un’attività concorrenziale.

Cosa spetta al socio escluso dalla S.a.s., al socio che recede dalla S.a.s., agli eredi di un socio deceduto in una S.a.s.?

In tutti questi casi in cui il rapporto tra un socio e la S.a.s. si scioglie, il socio stesso o i suoi eredi hanno diritto a ricevere una somma di denaro che rappresenta il valore della loro quota determinato sulla base della situazione patrimoniale della società nel giorno dell’esclusione, del recesso o del decesso. La quota spettante al socio o ai suoi eredi deve essere pagata entro sei mesi dal giorno dell’esclusione, del recesso o del decesso.


Il ruolo del Notaio 

Il ruolo del notaio è quello di garantire la piena conformità alle norme di legge dell’atto costitutivo e dei patti sociali. In particolare, il contratto deve contenere i dati anagrafici di tutti i soci, sia accomandatari che accomandanti, l’oggetto sociale, la ragione sociale, tenendo conto che quest’ultima deve contenere almeno un nome di un socio accomandatario, la modalità di suddivisione degli utili, la nomina degli amministratori e la sede della società, sia quella principale che eventuali altre sedi secondarie.

Una volta stipulato l’atto costitutivo dal notaio, la società deve essere iscritta presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente entro 30 giorni. Questi adempimento è curato dal notaio rogante.

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