Come compilare un assegno bancario: tutto quello che devi sapere

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SCRITTO DA NOTAI DI TORINO

Notaio Lorenzo Bigiotto e Notaio Marina Strippoli. Nella loro attività professionale si occupano di successioni e famiglia, del settore immobiliare, e di quello commerciale.

Vuoi scoprire come compilare un assegno bancario?

La compilazione di questo tipo di assegno è un’operazione che, sebbene possa apparire semplice, richiede una conoscenza precisa delle regole e delle formalità previste dalla normativa vigente. 

Questa guida illustrerà passo dopo passo le procedure da seguire per compilare correttamente un assegno bancario, fornendoti tutti gli strumenti necessari per operare in autonomia e sicurezza ed evitare errori di compilazione.

Punti chiave

Cosa è un assegno bancario e a cosa serve?  

  • L’assegno bancario è uno strumento di pagamento emesso da una banca su richiesta del cliente, utilizzato come alternativa al denaro contante.

Elementi essenziali per compilare un assegno bancario

  • Luogo di emissione: indica dove l’assegno è stato firmato.
  • Data di emissione: indica quando l’assegno è stato firmato. La post-datazione è vietata e comporta sanzioni amministrative.
  • Beneficiario: è la persona fisica o giuridica a favore della quale viene emesso l’assegno.
  • Importo: scrivere l’importo sia in cifre che in lettere. In caso di discrepanza, prevale l’importo scritto in lettere.
  • Sottoscrizione del traente: la firma deve essere apposta manualmente e corrispondere a quella depositata in banca.
  • Clausola “non trasferibile”: limita l’incasso al beneficiario designato. Necessaria per importi pari o superiori a 1.000 Euro.
Come compilare un assegno - Copertina

Cosa è un assegno bancario e a cosa serve?

L’assegno bancario è uno strumento di pagamento emesso da una banca su richiesta del suo cliente.

Si tratta di un documento prestampato, con un formato standardizzato, che riporta la denominazione “assegno bancario” e l’intestazione della banca emittente.

Come si fa ad avere un libretto degli assegni?

Per avere un libretto degli assegni, è necessario essere titolare di un conto corrente presso una banca.

Stipulando un’apposita convenzione con l’istituto di credito, è possibile ottenere un blocchetto di assegni, solitamente composto da 10 o 20 fogli prenumerati. Ogni singolo assegno può essere facilmente staccato dal blocchetto e consegnato al beneficiario del pagamento.

Elementi essenziali per compilare un assegno bancario

La corretta compilazione di un assegno bancario è fondamentale per garantire la validità del pagamento e prevenire eventuali disguidi e illeciti amministrativi.

In questo paragrafo analizzeremo gli elementi essenziali che compongono questo strumento di pagamento sostitutivo del denaro contante fornendoti tutte le informazioni necessarie.

Il luogo di emissione

Il luogo di emissione di un assegno bancario indica la località in cui è stato materialmente compilato e firmato dal traente (cioè, colui che emette l’assegno).

Questa informazione è solitamente riportata in testa all’assegno, subito prima della data.

L’importanza del luogo di emissione

Il luogo di emissione riveste un’importanza particolare in relazione a due concetti chiave:

Assegno “su piazza” e “fuori piazza”

  • Assegno “su piazza”: Si dice che un assegno è emesso “su piazza” quando il luogo di emissione coincide con la località in cui ha sede la banca presso cui è aperto il conto corrente del traente.
  • Assegno “fuori piazza”: Al contrario, un assegno è emesso “fuori piazza” quando il luogo di emissione è diverso da quello in cui ha sede la banca presso cui è aperto il conto corrente del traente.

Tempi di incasso

  • Assegni “su piazza”: gli assegni emessi “su piazza” possono essere incassati entro 8 giorni dalla data di emissione.
  • Assegni “fuori piazza”: Per gli assegni emessi “fuori piazza”, i tempi di incasso sono più lunghi, ovvero 15 giorni dall’emissione.

La data di emissione

La data di emissione di un assegno bancario rappresenta un elemento essenziale per la validità e l’efficacia di questo titolo di credito.

Essa indica il giorno in cui il traente ha posto la propria firma sul documento, disponendo così l’importo indicato a favore del beneficiario.

L’importanza della data di emissione

La data di emissione riveste un’importanza fondamentale per diversi motivi:

  • Validità dell’assegno: La data di emissione determina il momento a partire dal quale l’assegno può essere presentato per l’incasso. Un assegno privo di data è considerato nullo e non vale come titolo esecutivo.
  • Termine di presentazione: La legge stabilisce dei termini entro i quali l’assegno deve essere presentato per l’incasso, a partire dalla data di emissione. Se l’assegno non viene presentato entro tali termini, il traente può revocare l’ordine di pagamento.
  • Protezione del traente: La data di emissione serve a tutelare il traente, evitando che l’assegno venga presentato per l’incasso in un momento in cui non dispone più della necessaria copertura sul conto corrente.
  • Accertamento della capacità del traente: La data di emissione consente di verificare se al momento dell’emissione il traente disponeva della capacità di agire (ad esempio, non era interdetto o inabilitato).

La post-datazione: una pratica vietata

È fondamentale sottolineare che la post-datazione di un assegno, ovvero l’indicazione di una data di emissione successiva a quella effettiva, è vietata dalla legge.

Questa pratica è considerata una forma di evasione fiscale, rappresenta un illecito amministrativo e può comportare sanzioni per il traente.

Chi è il beneficiario dell’assegno?

Il beneficiario di un assegno bancario è il soggetto, persona fisica o giuridica, a favore del quale viene emesso l’assegno. In altre parole, è chi che ha il diritto di incassare la somma indicata sull’assegno.

Per meglio comprendere, immaginiamo questo scenario:

  • Traente: Tizio, il titolare di un conto corrente bancario.
  • Beneficiario: Caio, il fornitore di Tizio a cui quest’ultimo deve pagare una fattura.
  • Assegno: Tizio emette un assegno a favore di Caio per saldare il debito.

In questo caso, Caio è il beneficiario.

Come indicare correttamente il beneficiario di un assegno bancario

La corretta indicazione del beneficiario su un assegno bancario è fondamentale per garantire l’esatto pagamento ed evitare eventuali disguidi.

Ecco alcuni consigli pratici:

  • Persona fisica: Il beneficiario persona fisica deve essere indicato con nome e cognome completi, così come risultano dai documenti di identità e dal codice fiscale. È importante evitare abbreviazioni o soprannomi.
  • Persona giuridica: Nel caso di un beneficiario persona giuridica (ad esempio, una società), è necessario indicare la ragione o la denominazione sociale completa, come riportata nella visura camerale.

L’importo: cifre e lettere

La corretta indicazione dell’importo su un assegno bancario è un aspetto fondamentale per garantire la validità e l’esecutività del titolo di credito.

La legge prevede una doppia indicazione: in cifre e in lettere. Questa duplice modalità ha una precisa finalità: prevenire eventuali errori di interpretazione e tutelare entrambe le parti coinvolte nella transazione.

Perché indicare l’importo sia in cifre che in lettere?

La duplice indicazione rende più difficile alterare l’importo successivamente all’emissione dell’assegno. Qualsiasi tentativo di modifica sarebbe evidente, in quanto dovrebbe essere effettuato su entrambe le indicazioni.

Per garantire ulteriormente l’integrità della somma indicata sull’assegno, si consiglia di inserire il simbolo cancelletto (#) all’inizio e alla fine dell’importo in cifre. 

Cosa accade in caso di discrepanza tra la somma indicata in cifre e in lettere? 

Ai sensi dell’art. 9 del Regio Decreto 21 dicembre 1933, n. 1736 (c.d. legge assegni) nel caso in cui vi sia una discrepanza tra l’importo indicato in cifre e quello indicato in lettere, prevale quest’ultimo. 

Come indicare correttamente l’importo

  • Importo in cifre: L’importo in cifre va indicato in modo chiaro e leggibile, utilizzando la numerazione araba. È consuetudine indicare due decimali, anche se pari a zero (es: 100,00 €).
  • Importo in lettere: L’importo in lettere va scritto per esteso, utilizzando le parole. È importante scrivere correttamente i numeri e utilizzare una sbarra obliqua tra il numero intero e i decimali. (es: cento/00 euro).

La sottoscrizione del traente

La sottoscrizione del traente rappresenta un elemento essenziale per la validità e l’efficacia dell’assegno bancario.

Essa costituisce la manifestazione di volontà del traente di disporre della somma indicata a favore del beneficiario.

Lo specimen di firma

Prima di poter utilizzare gli assegni, è fondamentale depositare presso la banca un campione della propria firma (c.d. specimen di firma).

Questo procedimento serve a consentire alla banca di verificare l’autenticità della firma apposta sull’assegno al momento della presentazione per l’incasso, garantendo così la sicurezza della transazione.

Requisiti della sottoscrizione

La sottoscrizione deve rispettare determinati requisiti affinché l’assegno sia valido:

  • Autografia: La firma deve essere apposta manualmente dal traente. Non sono ammesse firme digitali o riproduzioni meccaniche.
  • Corrispondenza con la firma depositata in banca: La firma apposta sull’assegno deve corrispondere a quella depositata in banca al momento dell’apertura del conto corrente.
  • La sottoscrizione deve essere apposta con il nome e il cognome del traente e, nei casi in cui l’assegno venga emesso per conto di una persona giuridica, il timbro della stessa.
  • Posizione: La firma va apposta nell’apposito spazio riservato sulla parte in basso a destra dell’assegno.

Che cosa significa assegno “non trasferibile”?

L’assegno non trasferibile è caratterizzato dalla presenza, sulla parte frontale, della dicitura “non trasferibile”.

Questa clausola ha l’effetto di limitare la circolazione dello strumento di pagamento, impedendo al beneficiario di cederlo a terzi. In altre parole, l’assegno può essere incassato esclusivamente dal beneficiario indicato sul titolo.

La clausola “non trasferibile” è obbligatoria per gli assegni di importo pari o superiore a 1.000 Euro (soglia introdotta con DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201).

Cosa occorre fare se si posseggono vecchi assegni privi della clausola “non trasferibile”?

Gli assegni privi della clausola “non trasferibile” (c.d. assegni in “forma libera”) possono essere emessi soltanto per importi inferiori a 1.000 Euro. Ove si desideri emettere assegni per importi superiori a tale somma, occorre scrivere sul fronte dell’assegno la dicitura “non trasferibile” sotto l’importo in cifre ed è consigliabile ripetere la clausola anche sul retro, sotto la scritta “Girate”.

Sanzioni per l’utilizzo di assegni privi della clausola “non trasferibile” per importi superiori a 1000 Euro

In generale, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria che può oscillare tra un minimo di 1.000 Euro e un massimo di 50.000 Euro. Il minimo edittale è stato recentemente ridotto per le violazioni commesse a partire dal 1° gennaio 2022.

Per le violazioni meno gravi, di importo inferiore a 30.000 Euro, la sanzione minima può essere ulteriormente ridotta al 10% dell’importo trasferito mediante l’assegno irregolare, purché siano presenti le circostanze attenuanti previste dalla legge. 

È importante sottolineare che le disposizioni in materia di sanzioni amministrative per l’utilizzo di assegni irregolari sono soggette a frequenti aggiornamenti. Si consiglia pertanto di consultare sempre la normativa vigente sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Fac simile assegno bancario: guida alla compilazione

  • Nella parte alta dell’assegno vanno inseriti il luogo e la data di emissione (Ad esempio Torino, lì 25/12/2024) e l’importo in cifre preceduto e seguito da un cancelletto (Ad esempio #1.000,00#);
  • Nella riga sottostante va indicata la somma di denaro in lettere separando con una sbarra obliqua i centesimi (Ad esempio mille/00);
  • Nella riga centrale va apposto il nome del beneficiario (Ad esempio Mario Rossi);
  • Nell’ultima riga in fondo a destra va apposta la sottoscrizione dell’emittente.
Fac simile assegno bancario con spiegazione su come compilarlo

Domande frequenti

Quali sono le conseguenze se compilo un assegno in modo errato?

La corretta compilazione è essenziale per garantirne la validità di un assegno e l’accettazione da parte della banca emittente. L’assegno deve essere compilato in tutte le sue parti, senza spazi vuoti o cancellature. La data e luogo di emissione devono essere chiari e leggibili. L’importo deve essere scritto sia in cifre che in lettere per evitare possibili errori di interpretazione.  L’assegno deve riportare la clausola “non trasferibile” se di importo superiore a 1.000 Euro. Qualsiasi irregolarità nella compilazione dà diritto all’istituto emittente di rifiutare il pagamento.

Cosa succede se si versa un assegno postdatato?

Se si riceve in pagamento un assegno postdatato, l’incasso dello stesso alla data indicata o in un momento successivo è del tutto lecito. Tuttavia, la presentazione di un assegno postdatato prima della data indicata sul titolo determina l’applicazione di sanzioni amministrative a carico di chi lo ha incassato. La banca è tenuta a segnalare l’illecito alle autorità competenti, che procederanno alle opportune verifiche e all’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.

Quanto è l’importo massimo di un assegno bancario?

Non esiste un importo massimo predefinito per un assegno bancario. In teoria, si può emettere l’assegno per qualsiasi importo, a patto di avere la copertura sul conto corrente. Tuttavia, per importi superiori a 1.000 euro, è obbligatorio inserire la clausola “non trasferibile”.  Anche se non ci sono limiti legali, è comunque sconsigliato accettare assegni bancari di importi eccessivamente elevati. In questi casi, è preferibile utilizzare altri metodi di pagamento più sicuri, come un assegno circolare o un bonifico istantaneo.


Riferimenti

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