Glossario Banca, Finanza, Titoli di credito e Strumenti di pagamento

La sezione del glossario dedicata a banca, finanza, titoli di credito e strumenti di pagamento raccoglie le principali definizioni giuridiche ed economiche relative ai rapporti bancari, ai finanziamenti e agli strumenti utilizzati nella circolazione del credito e dei pagamenti.

Qui trovi spiegati in modo chiaro termini fondamentali come assegno, cambiale, apertura di credito, TAN, TAEG, spread, Euribor e tasso usurario, frequentemente richiamati nei contratti bancari e nelle operazioni finanziarie.

Glossario Banca, Finanza, Titoli di credito e Strumenti di pagamento - Copertina

A

Apertura di credito

L’apertura di credito è un contratto in cui l’istituto di credito si impegna a tenere a disposizione del cliente una somma di denaro per un periodo di tempo determinato o indeterminato, affinché possa utilizzarla in tutto o in parte, in una o più soluzioni, entro i limiti concordati. Gli interessi maturano solo sulle somme effettivamente utilizzate e per i giorni di utilizzo.

Arbitro Bancario Finanziario (ABF)

L’Arbitro Bancario Finanziario è un organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie sorte tra clienti e banche e gli altri intermediari finanziari. Istituito dalla Banca d’Italia, ma indipendente nelle decisioni, offre una soluzione rapida, economica e accessibile rispetto al ricorso alla giustizia ordinaria. La procedura è interamente documentale e non richiede assistenza legale: le parti presentano i propri documenti e l’ABF decide sulla base degli elementi forniti. Prima di attivare il ricorso è però necessario presentare un reclamo scritto all’intermediario interessato. Possono essere trattate controversie con richieste economiche fino a 200.000 euro, mentre per i reclami solo ricognitivi, come quelli sulla correttezza di un comportamento, non vi sono limiti di importo. Le decisioni dell’ABF non sono formalmente vincolanti, ma hanno forte efficacia reputazionale: se l’intermediario non le rispetta, la notizia dell’inadempimento viene pubblicata per cinque anni sul sito dell’ABF e per sei mesi sulla homepage dell’istituto. Il sistema è organizzato in sette collegi territoriali, ciascuno con cinque membri che rappresentano le diverse parti coinvolte. Qualora la decisione non sia ritenuta soddisfacente, resta sempre possibile rivolgersi al giudice ordinario.

Assegno

L’assegno è un titolo di credito che contiene l’ordine del titolare (traente) di un conto corrente alla propria banca (trattario) di pagare la somma di denaro indicata a un beneficiario. È pagabile a vista, cioè quando viene presentato dal beneficiario allo sportello della banca (entro un certo numero di giorni dalla data di emissione). Di norma un assegno è “non trasferibile”, cioè è incassabile solo dal beneficiario specificato.

Associazione Bancaria Italiana (ABI)

L’ABI è un’associazione di categoria, volontaria e senza scopo di lucro, che raggruppa la quasi totalità degli istituti di credito operanti in Italia. L’Associazione rappresenta le banche aderenti in ambito nazionale e internazionale, trattando questioni legislative e normative che riguardano il settore bancario. Organizza studi, convegni e dibattiti su temi bancari e finanziari, contribuendo alla formazione e all’aggiornamento professionale degli operatori del settore. Contribuisce all’elaborazione di standard e linee guida per le attività bancarie, promuovendo l’adozione di best practices e contribuendo alla definizione di un quadro normativo omogeneo e coerente.

Avallo

L’avallo rappresenta una garanzia personale fornita da un terzo (avallante) a favore di un creditore (avallato), al fine di assicurare l’adempimento di un’obbligazione. Questa garanzia funziona in modo autonomo rispetto al debito principale. Il garante (avallante) assume una responsabilità solidale con il debitore principale. Ciò significa che il garante è tenuto al pagamento dell’intero debito se il debitore principale è inadempiente


B

Banca Centrale Europea (BCE)

La Banca Centrale Europea (BCE) è l’istituzione responsabile della politica monetaria dell’Unione Europea e dell’area dell’euro. I principali compiti della BCE sono: gestire la politica monetaria dell’area dell’euro, mantenere la stabilità dei prezzi, controllare l’offerta di moneta e l’inflazione, fissare i tassi di interesse, gestire le riserve valutarie e promuovere il corretto funzionamento dei sistemi di pagamento. La BCE gode di piena indipendenza sia dai governi nazionali che dalle altre istituzioni dell’UE, ed è finanziariamente autonoma.

Banca d’Italia

La Banca d’Italia è l’istituto centrale delle banche italiane, avente come obiettivo principale la gestione della politica monetaria e la supervisione del sistema finanziario. Fondata nel 1893, è un istituto di diritto pubblico che svolge funzioni di interesse generale, garantendo la stabilità finanziaria e la sicurezza dei pagamenti. La Banca d’Italia svolge diverse funzioni chiave, tra cui la gestione della politica monetaria, la supervisione sui mercati e la sorveglianza sul sistema dei pagamenti, la vigilanza sugli intermediari bancari e finanziari, la gestione delle crisi e la promozione della stabilità finanziaria e delle politiche macroprudenziali.


C

Cambiale

La cambiale è un titolo di credito che attribuisce a chi la detiene il diritto di incassare la somma di denaro sulla stessa indicata, alla scadenza del pari indicata. La funzione della cambiale è, in linea di massima, quella di consentire al debitore di procedere ad un acquisto pur non disponendo di liquidità immediata. I principali tipi di cambiale sono i seguenti: la cambiale può essere tratta ed in essa il debitore, traente, ordina ad un terzo, trattario, di pagare la somma indicata al beneficiario del titolo; può anche trattarsi di vaglia cambiario o pagherò cambiario, nel quale il debitore, emittente, promette al creditore di pagare la somma indicata alla scadenza indicata a favore del beneficiario del titolo.

Capitolato del mutuo

Il Capitolato è un documento tecnico-amministrativo che regola le condizioni generali di contratto per i mutui ipotecari e fondiari. Questo documento è allegato al contratto di mutuo e descrive le caratteristiche del contratto, come ad esempio le condizioni di pagamento, le modalità di estinzione anticipata del mutuo, le spese accessorie e le garanzie richieste dalla banca. Le clausole contenute nel capitolato hanno la stessa validità ed efficacia di quelle presenti all’interno del contratto di mutuo.

Cassetta di sicurezza

Il servizio di cassetta di sicurezza consiste nella messa a disposizione del cliente di un contenitore per la custodia di beni di valore, posizionato all’interno del caveau della banca o in un locale blindato e dotato di dispositivo d’allarme. La fruizione del servizio avviene dietro pagamento di un canone annuale. L’accesso alla cassetta richiede l’utilizzo di due chiavi distinte: una in possesso della banca e l’altra in dotazione al cliente. Ogni accesso è subordinato al confronto tra la firma apposta sul modulo di richiesta di apertura della cassetta e quella depositata in banca, garantendo così un ulteriore presidio di sicurezza contro accessi non autorizzati.

CONSAP

CONSAP – Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici S.p.A. è una società a capitale interamente pubblico, nata nel 1993 dalla scissione dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni (INA). Opera come ente pubblico a fianco del mercato assicurativo tradizionale, gestendo fondi e servizi a tutela dei cittadini e per il benessere collettivo.


D

Documento di sintesi

Il documento di sintesi ha lo scopo di fornire al mutuatario una visione completa e dettagliata delle condizioni economiche e finanziarie sottese al singolo contratto di mutuo. In ossequio ai principi di tutela del consumatore, il documento di sintesi mira a facilitare il processo decisionale del cliente attraverso la fornitura di informazioni facilmente comprensibili e comparabili, consentendogli di effettuare una scelta consapevole tra le diverse offerte degli istituti di credito e coerente con le proprie esigenze finanziarie. La normativa sulla trasparenza, emanata dalla Banca d’Italia, definisce gli standard tecnici e contenutistici del documento di sintesi che le banche sono tenute a fornire ai propri clienti nell’ambito dell’informativa precontrattuale.


E

Euro Interbank Offered Rate (Euribor)

L’Euro Interbank Offered Rate (Euribor) è un tasso di riferimento a livello europeo, indicativo del costo medio del denaro nelle transazioni interbancarie a breve termine denominate in euro. Esso costituisce il tasso di interesse più comunemente utilizzato per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile, agendo da indice di riferimento per la determinazione degli interessi dovuti dal mutuatario. Il meccanismo di formazione dell’Euribor si basa su un sondaggio quotidiano condotto dalla European Money Markets Institute (EMMI), coinvolgendo le principali istituzioni finanziarie dell’area euro. Le banche partecipanti comunicano i tassi ai quali sono disposte a concedere prestiti interbancari per diverse scadenze. L’EMMI, dopo aver eliminato i dati anomali, calcola una media ponderata dei tassi comunicati, ottenendo così il valore ufficiale dell’Euribor per ciascuna scadenza. L’Euribor è offerto per una pluralità di scadenze, dalle più brevi (overnight) alle più lunghe (12 mesi), consentendo così di individuare il tasso di riferimento più adatto a ciascuna tipologia di operazione finanziaria.


G

Girata

La girata è un negozio giuridico unilaterale, astratto e formale, attraverso il girante possessore di un titolo di credito all’ordine (come un assegno o una cambiale), trasferisce ad un altro soggetto, detto giratario, la titolarità del credito e i relativi diritti. Tale negozio si perfeziona mediante l’apposizione di una dichiarazione scritta sul titolo stesso, sottoscritta dal girante. Il giratario, a sua volta, può ulteriormente girare il titolo, dando vita ad una catena di trasferimenti. È importante sottolineare che, salvo patto contrario (girata “senza garanzia”), ogni girante assume la responsabilità solidale del pagamento del titolo nei confronti dei successivi possessori.


I

IBAN

L’IBAN (International Bank Account Number) è un codice alfanumerico standardizzato a livello internazionale, progettato per identificare in modo univoco un conto corrente bancario. Questo codice, composto da un massimo di 34 caratteri, è diventato lo standard di riferimento per i pagamenti SEPA (Single Euro Payments Area) e per le transazioni bancarie transfrontaliere. La struttura dell’IBAN varia leggermente da paese a paese e, in Italia, è composta da 27 caratteri che rappresentano il codice paese, le cifre di controllo, il codice della banca, il codice della filiale e il numero di conto corrente.

Interest Rate Swap (IRS)

L’Interest Rate Swap (IRS), o Eurirs, rappresenta un parametro di fondamentale importanza nel calcolo del tasso d’interesse applicato ai mutui a tasso fisso. Questo indice, derivato dai contratti swap sui tassi d’interesse, funge da benchmark per la determinazione del costo del denaro a lungo termine. Il valore dell’IRS è determinato dalla media delle quotazioni relative ai contratti swap di durata corrispondente a quella del mutuo, calcolata su un orizzonte temporale prefissato. L’IRS svolge una funzione di copertura del rischio di tasso d’interesse per le banche. Tramite l’utilizzo di strumenti derivati, gli istituti di credito possono trasferire a terzi il rischio connesso alle variazioni dei tassi a lungo termine, garantendo così una maggiore stabilità dei propri margini di intermediazione. In questo modo, le banche sono in grado di offrire ai propri clienti la certezza di un tasso d’interesse fisso per tutta la durata del mutuo, proteggendoli dalle eventuali oscillazioni dei mercati finanziari.


L

London interbank offered rate (LIBOR)

Il LIBOR (London Interbank Offered Rate) è stato un tasso di interesse di riferimento per prestiti a breve termine tra le principali banche globali, eliminato gradualmente fino alla sua completa dismissione nel 2024. Dal 1986 ai primi anni 2000, il LIBOR rappresentava un parametro chiave globalmente accettato per i costi di prestito interbancario. Calcolato quotidianamente dall’Intercontinental Exchange (ICE), veniva determinato per cinque valute diverse (dollaro USA, euro, sterlina, yen e franco svizzero) e sette diverse scadenze. La metodologia di calcolo si basava su un approccio a media troncata (Waterfall Methodology), eliminando i valori più alti e più bassi forniti dalle banche del panel. Il LIBOR influenzava numerosi prodotti finanziari, dai mutui a tasso variabile ai prestiti studenteschi, fino a prodotti derivati complessi. La sua credibilità è stata compromessa da uno scandalo di manipolazione scoperto nel 2008, quando emerse che alcune banche avevano falsificato i tassi per favorire le proprie posizioni di trading.


P

Prospetto Informativo Europeo Standardizzato (PIES)

Il Prospetto Informativo Europeo Standardizzato (PIES) è un documento informativo essenziale per chi intende richiedere un mutuo, fungendo da strumento di trasparenza specifico per finanziamenti a medio e lungo termine. La sua funzione principale è permettere ai clienti di confrontare diverse offerte sul mercato e prendere decisioni consapevoli. La consegna del PIES da parte dell’istituto di credito è obbligatoria dopo che il cliente fornisce le informazioni sulle proprie esigenze finanziarie, e deve avvenire prima della sottoscrizione di qualsiasi vincolo contrattuale. Il documento contiene dettagli completi sul finanziamento: soggetto erogante, caratteristiche del mutuo, tasso d’interesse, TAEG, frequenza delle rate, piano di ammortamento, eventuali obblighi supplementari, condizioni di estinzione anticipata, diritti del cliente e modalità di reclamo. Eventuali informazioni aggiuntive devono essere fornite in documenti separati. Aspetto fondamentale: quanto non indicato nel PIES non può essere applicato dalla banca anche se presente nel contratto di mutuo. La validità temporale del documento, che deve essere specificata all’interno dello stesso, è stabilita dall’istituto di credito ed è vincolante per entrambe le parti.


Q

Quota capitale

La quota capitale è la componente di ciascuna rata di finanziamento destinata al rimborso del debito principale contratto dal mutuatario. Tale importo, unitamente alla quota interessi, costituisce la rata periodica prevista dal contratto di mutuo. La determinazione della quota capitale avviene mediante il piano di ammortamento, lo strumento che definisce la composizione di ogni singola rata in base al tasso d’interesse concordato. Nel sistema di ammortamento alla francese, comunemente adottato dagli istituti di credito, le rate hanno importo costante, ma la loro composizione interna varia nel tempo. Inizialmente, la quota interessi è prevalente, mentre la quota capitale ha un peso contenuto. Con il trascorrere del tempo, questa proporzione si inverte: la quota capitale cresce progressivamente fino a rappresentare la quasi totalità della rata finale, mentre gli interessi si riducono fino a divenire marginali. Questa dinamica rende particolarmente vantaggiosa l’estinzione anticipata del finanziamento nella prima metà del piano di ammortamento, quando il risparmio sugli interessi futuri è più significativo. Nei mutui a tasso variabile, la quota interessi può oscillare in funzione dell’andamento dei parametri di riferimento, mentre la quota capitale mantiene il proprio trend crescente.

Quota interessi

La quota interessi è la componente della rata di finanziamento destinata al pagamento del corrispettivo dovuto al creditore per l’utilizzo del capitale mutuato. Essa costituisce la remunerazione spettante all’istituto di credito per il servizio di prestito erogato al debitore. L’ammontare della quota interessi dipende dal tasso di interesse contrattuale, applicato periodicamente al debito residuo. Nei finanziamenti a tasso fisso, tale componente è stabile e prevedibile per tutta la durata del rapporto. Nei mutui a tasso variabile, invece, essa può oscillare in funzione dell’andamento dei parametri di mercato, quali l’Euribor o altri indici di riferimento. Nel sistema di ammortamento alla francese, la quota interessi segue un andamento decrescente nel tempo: nelle prime rate risulta predominante, poiché calcolata sull’intero capitale ancora da rimborsare, mentre nelle rate successive si riduce progressivamente, fino a diventare marginale nella fase finale del piano di ammortamento.


S

Spread

Lo spread è la maggiorazione percentuale che una banca applica a un tasso di riferimento del mercato per determinare il tasso di interesse finale di un mutuo. In altre parole, rappresenta la parte del tasso decisa dall’istituto di credito. Nei mutui a tasso fisso il parametro di riferimento è l’IRS, mentre nei mutui a tasso variabile si utilizza l’Euribor. Lo spread non costituisce soltanto un margine di guadagno: serve anche a coprire i costi operativi della banca e i rischi legati alla concessione del prestito. Per questo motivo il suo livello può variare da banca a banca e in base al profilo del cliente. Dal punto di vista del consumatore, lo spread è un elemento decisivo per valutare la convenienza di un’offerta: a parità di importo, durata e tipologia di mutuo, quello con lo spread più basso sarà generalmente più vantaggioso. Lo spread, sommato al tasso di riferimento, determina il TAN (Tasso Annuo Nominale), che esprime il costo puro del finanziamento. Per conoscere il costo complessivo del mutuo occorre però considerare anche il TAEG, che include le spese e le commissioni accessorie.


T

Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG)

Il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) è l’indicatore percentuale che esprime, su base annua, il costo complessivo di un finanziamento, tenendo conto della durata del prestito e della periodicità delle rate. Introdotto per garantire maggiore trasparenza nelle operazioni creditizie, consente ai consumatori di conoscere in modo immediato e chiaro il costo reale di un mutuo o di un prestito, senza dover effettuare calcoli complessi. A differenza del Tasso Annuo Nominale (TAN), il TAEG include tutti i costi connessi al finanziamento, come gli interessi applicati, le spese di istruttoria, le polizze assicurative obbligatorie, gli oneri fiscali (ad esempio l’imposta di bollo) e gli eventuali compensi dovuti agli intermediari del credito. La normativa europea e nazionale impone agli istituti finanziari di riportare il TAEG in tutti i documenti contrattuali e nelle comunicazioni pubblicitarie, così da garantire trasparenza e piena comprensione del costo globale dell’operazione. Confrontare il TAEG tra diverse offerte permette di valutare in modo oggettivo quale finanziamento sia realmente più conveniente, offrendo così uno strumento affidabile per compiere scelte economiche consapevoli e informate.

Tasso Annuo Nominale (TAN)

Il Tasso Annuo Nominale (TAN) è il tasso di interesse puro che la banca applica al capitale prestato, calcolato su base annua ed espresso in percentuale. La quota di interessi così calcolata, sommata alla quota di rimborso del capitale, determina l’importo delle rate del mutuo. Il TAN, però, offre una visione solo parziale del costo reale del finanziamento, perché non considera le spese accessorie a carico del mutuatario, come commissioni, assicurazioni obbligatorie, imposte o spese di istruttoria. La modalità di calcolo varia a seconda del tipo di mutuo: per quelli a tasso fisso si basa sull’IRS più lo spread della banca, mentre per quelli a tasso variabile si utilizza l’Euribor più lo spread. Per fornire un quadro più realistico, la normativa ha introdotto l’obbligo di indicare il TAEG, che include la maggior parte dei costi accessori. Quando si confrontano diverse offerte di mutuo, è quindi più corretto basarsi sul TAEG piuttosto che sul solo TAN, perché fornisce un’indicazione più completa del costo effettivo del finanziamento.

Tasso BCE

I tassi BCE sono i tassi di interesse ufficiali stabiliti dalla Banca Centrale Europea per regolare il costo del denaro e orientare la politica monetaria nell’area euro. Essi comprendono il tasso di rifinanziamento principale, che rappresenta lo strumento più importante in quanto determina il costo dei prestiti concessi dalla BCE alle banche commerciali, il tasso di rifinanziamento marginale, applicato ai finanziamenti di emergenza a breve termine, e il tasso sui depositi, che remunera la liquidità depositata dalle banche presso la banca centrale. Nella prassi, quando si parla di “tasso BCE” si fa generalmente riferimento al tasso di rifinanziamento principale. Attraverso la modulazione di questi tassi, la BCE mira a garantire la stabilità dei prezzi perseguendo un obiettivo di inflazione pari al 2% nel medio termine. Le variazioni dei tassi hanno effetti diretti sull’economia reale: incidono sul costo del credito per famiglie e imprese, sui rendimenti degli investimenti e sulla competitività delle esportazioni europee, e per questo rappresentano un parametro di riferimento fondamentale, spesso affiancato all’Euribor, per l’indicizzazione di mutui e prestiti a tasso variabile.

Tasso usurario

Il tasso usurario si configura quando gli interessi richiesti da un istituto di credito superano i limiti fissati dalla normativa antiusura. La Banca d’Italia aggiorna trimestralmente queste soglie analizzando il mercato del credito e calcolando, per ogni categoria di prestito, il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM). La soglia di usura si ottiene aggiungendo al tasso medio un quarto del suo valore, più quattro punti percentuali. Tuttavia, per evitare eccessi derivanti da tassi medi già elevati, la differenza tra soglia e tasso medio non può mai eccedere gli otto punti percentuali. Quando un finanziamento presenta caratteristiche usurarie, le conseguenze legali sono significative: la clausola sugli interessi diventa nulla e il debitore non è più tenuto al loro pagamento. Inoltre, secondo l’orientamento giurisprudenziale consolidato, l’istituto di credito deve restituire tutti gli interessi già riscossi. Chi sospetta di essere vittima di usura può verificare il superamento della soglia consultando le tabelle ufficiali pubblicate dalla Banca d’Italia e, se necessario, presentare reclamo formale all’istituto di credito o rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario.

Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM)

Il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) è un parametro statistico fondamentale nel sistema creditizio italiano, che rappresenta la media aritmetica dei tassi effettivamente applicati da banche e intermediari finanziari alla propria clientela. La rilevazione distingue tra diverse categorie di finanziamento, come mutui ipotecari, prestiti personali, cessioni del quinto o leasing, offrendo così una fotografia realistica del mercato del credito. La peculiarità del TEGM è la sua completezza: oltre al tasso di interesse puro, include tutte le commissioni e spese accessorie a carico del cliente, con l’esclusione delle componenti fiscali. Questo lo rende un indicatore affidabile del costo reale del credito. La Banca d’Italia rileva e pubblica trimestralmente questi valori sulla Gazzetta Ufficiale e sul proprio sito, rendendoli accessibili a tutti. Il TEGM ha un ruolo centrale nella normativa antiusura: costituisce la base per calcolare la soglia oltre la quale i tassi di interesse diventano illegali, garantendo così una tutela concreta per i consumatori contro pratiche creditizie abusive.


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