Il costo della successione dal notaio e il suo onorario possono variare in base a diversi fattori, tra cui la complessità della pratica e il valore dell’asse ereditario.
Questo approfondimento ha l’obiettivo di chiarire come funzionano la dichiarazione di successione e il pagamento delle imposte nonché i criteri che regolano la determinazione delle tariffe notarili, fornendo al lettore gli elementi necessari per una scelta consapevole del professionista a cui affidare la gestione della propria pratica di successione.
Indice
Punti chiave
- Cos’è la dichiarazione di successione: È un adempimento fiscale obbligatorio, da presentare all’Agenzia delle Entrate entro 12 mesi dalla morte e necessario per il trasferimento dei beni del de cuius agli eredi o legatari.
- Esenzioni: Non c’è obbligo di presentazione se l’eredità è devoluta a coniuge o ai parenti in linea retta, se il patrimonio è inferiore a 100.000 Euro e non sono presenti nell’asse ereditario beni immobili.
- Documenti necessari: Certificato di morte, documenti d’identità del defunto e degli eredi, eventuale testamento o atti notarili, quali i titoli di provenienza degli immobili, atti di donazione o di rinuncia all’eredità, sono essenziali per la pratica di successione.
- Imposte di successione: variano in base al rapporto di parentela col de cuius e al valore dei beni ereditati.
- Imposte sugli immobili: Se sono presenti beni immobili occorre provvedere al pagamento delle imposte ipotecarie e catastali, con possibilità di richiedere, ove ne ricorrano i presupposti di legge, le agevolazioni per la “prima casa”. La base imponibile è costituita dal valore catastale degli immobili ereditati.
- Quanto costa la successione dal notaio: Il compenso del notaio dipende dalla complessità della pratica e dal valore dei beni mobili e immobili che compongono l’asse. Oltre all’onorario del notaio occorre tenere presente che bisognerà procedere al pagamento delle imposte.

Cos’è la dichiarazione di successione?
La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale obbligatorio finalizzato alla determinazione e liquidazione delle imposte dovute all’Amministrazione Finanziaria in conseguenza del trasferimento dei beni del de cuius ai suoi eredi o legatari.
La presentazione della dichiarazione deve avvenire entro 12 mesi dal decesso del de cuius esclusivamente per via telematica, mediante l’utilizzo dell’apposito modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate.
A seguito della trasmissione telematica della dichiarazione di successione, il sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate rilascia al contribuente una serie di ricevute telematiche, ognuna delle quali attesta una specifica fase del procedimento amministrativo.
Ricevuta di trasmissione: Questo documento conferma l’avvenuto ricevimento da parte del sistema informatico del file contenente la dichiarazione di successione.
Ricevuta di registrazione: Tale ricevuta assegna alla dichiarazione un numero di protocollo univoco e indica la data di registrazione della stessa presso gli archivi dell’Agenzia.
Ricevuta di pagamento: Contiene l’esito del versamento delle imposte dovute in relazione alla successione, attestando il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria.
Copia conforme della dichiarazione: Si tratta di una copia della dichiarazione di successione, dotata di firma digitale, che può essere utilizzata per le eventuali necessità di presentazione presso terzi (es. per lo svincolo di conti correnti presso gli istituti di credito).
Attestazione di avvenuta presentazione: Questo documento, rilasciato su richiesta del contribuente, attesta formalmente l’avvenuta presentazione della dichiarazione di successione entro i termini di legge.
Ricevuta delle volture catastali: Nel caso in cui siano state richieste delle volture catastali in concomitanza con la presentazione della dichiarazione, questa ricevuta attesta l’avvenuto aggiornamento dei dati catastali relativi agli immobili oggetto di successione.
E’ sempre obbligatorio presentare la dichiarazione di successione?
Il comma 7 dell’articolo 28 del Testo unico del 31/10/1990 n. 346 (Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni) dispone che:
“Non vi è obbligo di dichiarazione se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a euro centomila e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari, salvo che per effetto di sopravvenienze ereditarie queste condizioni vengano a mancare.”
Che documenti occorrono per la successione dal notaio?
L’importanza di fornire al notaio una documentazione completa risiede nella necessità di determinare con precisione l’asse ereditario, ovvero l’insieme dei rapporti giuridici attivi e passivi che compongono l’eredità, al fine di determinare le imposte di successione.
Documenti sempre necessari
- Certificato di morte rilasciato dall’ufficio di stato civile del Comune in cui è avvenuto il decesso, questo documento attesta l’avvenuta apertura della successione.
- Carta d’identità e codice fiscale del defunto e di tutti gli eredi legittimi e testamentari.
- Stato di famiglia del defunto, aggiornato alla data della morte, per determinare il grado di parentela tra il defunto e gli eredi.
- Estratto per riassunto dell’atto di matrimonio del defunto, aggiornato alla data del decesso.
- Copia conforme del verbale di pubblicazione del testamento olografo o di registrazione del testamento pubblico,qualora esistente.
- Copia autentica dell’eventuale atto di rinuncia all’eredità da parte di alcuni dei chiamati.
- Copia autentica di eventuali atti di donazione effettuati in vita da de cuius a favore degli eredi e/o legatari.
Documenti necessari in presenza di beni immobili
- Atti di provenienza relativi a fabbricati e/o terreni compresi nell’asse ereditario.
- Se nell’asse ereditario sono ricompresi terreni: certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune in cui si trovano eventuali terreni.
- Verifica dei requisiti per poter richiedere le agevolazioni prima casa anche per uno solo degli eredi e/o legatari.
Documenti necessari in presenza di rapporti bancari
- Dichiarazione di consistenza attestante tutti i rapporti in essere tra il de cuius e l’istituto bancario e/o postale (ad esempio conti correnti, depositi amministrati, cassette di sicurezza, mutui).
Documenti necessari in presenza di ditte individuali o partecipazioni sociali
- Visura camerale della ditta individuale o della società.
- Statuto o patti sociali vigenti al fine di verificare eventuali clausole che regolano il trasferimento mortis causa delle partecipazioni.
- Situazione patrimoniale predisposta dal commercialista con riferimento alla data di apertura della successione (al netto dell’avviamento).
Quali imposte si pagano per una successione ereditaria?
In caso di successione, le principali imposte da prendere in considerazione sono le imposte di successione, ipotecaria e catastale, la tassa ipotecaria, il bollo e i tributi speciali.
Imposta di successione
L’imposta di successione è calcolata in base al grado di parentela tra il de cuius e gli eredi.
Sono soggetti a tale imposta tutti i beni immobili, i beni mobili, il denaro, le aziende, le partecipazioni societari e i crediti che facevano capo al de cuius.
Le aliquote e le franchigie applicabili sono le seguenti:
- Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti):
- Aliquota: 4%
- Franchigia: Euro 1.000.000 (si paga solo sull’eccedenza)
- Fratelli e sorelle:
- Aliquota: 6%
- Franchigia: Euro 100.000 (si paga sull’eccedenza)
- Altri parenti fino al 4° grado e affini fino al 3° grado:
- Aliquota: 6%
- Franchigia: Nessuna
- Altri soggetti:
- Aliquota: 8%
- Franchigia: Nessuna
In caso di eredi con disabilità grave, la franchigia è elevata a Euro 1.500.000.
Imposte ipotecaria e catastale
Quando si ereditano beni immobili, oltre all’imposta di successione, si applicano anche le seguenti imposte, assumendo come base imponibile il valore catastale degli stessi:
- L’imposta ipotecaria: calcolata al 2% del valore degli immobili, con un importo minimo di Euro 200.
- L’imposta catastale: calcolata all’1% del valore degli immobili, con un importo minimo di Euro 200.
Se il beneficiario soddisfa i requisiti richiesti dalla legge per la “agevolazione prima casa“, le imposte ipotecaria e catastale vengono applicate in misura fissa pari ad Euro 200 ciascuna.
Tassa ipotecaria
Oltre alle imposte ipotecaria e catastale, quando la successione ha ad oggetto degli immobili è necessario pagare la tassa ipotecaria.
Questa ammonta a Euro 90 per ogni per ogni Conservatoria dei Registri Immobiliari competente in base al luogo dove sono siti gli immobili, da suddividersi in Euro 35 per la trascrizione della successione ed Euro 55 per la voltura catastale.
Imposta di bollo e tributi speciali
In ogni successione con immobili è dovuta un’imposta di bollo di Euro 85,00 per ciascuna conservatoria territorialmente competente. Occorre, inoltre, aggiungere ulteriori Euro 32, sempre a titolo di versamento dell’imposta di bollo, per la richiesta della attestazione di avvenuta presentazione della successione.
Tributi speciali
Per determinare l’importo dei tributi speciali dovuti sulle successioni, è necessario consultare la Tabella A, Titolo II, del Decreto-legge del 31 Luglio 1954 n. 533.
Passività deducibili ai fini delle tasse di successione
La determinazione dell’imposta sulle successioni è influenzata in modo significativo dalla possibilità di dedurre dal valore complessivo dell’asse ereditario determinate passività. Il Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni (Decreto Legislativo 31 ottobre 1990, n. 346) consente infatti di detrarre dall’attivo ereditario una serie di debiti e spese sostenute dal defunto.
Per essere deducibili, i debiti devono risultare da un atto scritto avente data certa anteriore al decesso o da una sentenza passata in giudicato.
Tipi di debiti deducibili
Debiti di impresa: Debiti verso fornitori, istituti di credito, ecc., purché risultino da scritture contabili regolarmente tenute.
Debiti verso dipendenti: Stipendi, TFR, contributi previdenziali integrativi dovuti ai dipendenti del defunto.
Debiti verso lo Stato, altri enti pubblici ed enti previdenziali nonché i debiti tributari.
Debiti verso il coniuge divorziato.
Debiti per l’acquisto di beni: Se il defunto ha contratto debiti per acquistare beni che fanno parte dell’asse ereditario, questi debiti sono deducibili in proporzione al valore dei beni stessi.
Spese mediche: Sono deducibili le spese sostenute per cure mediche, farmaci, protesi, ricoveri ospedalieri, ecc., relative agli ultimi sei mesi di vita del defunto.
Spese funerarie: È deducibile un importo massimo determinato dalla legge in Euro 1.032,91.
Imposte pagate all’estero: Se il defunto possedeva beni all’estero e ha pagato imposte su tali beni, è possibile detrarre dall’imposta italiana l’importo delle imposte pagate all’estero, entro determinati limiti.
Qual è il costo del notaio per la successione?
La parcella del notaio per l’assistenza nella procedura di successione è determinato da diversi fattori, tra cui:
Il valore dell’asse ereditario: Le tariffe del notaio sono determinate anche in base al valore complessivo dei beni del de cuius.
La complessità della successione: La presenza di numerosi beni o di svariati eredi comporta un aumento del carico di lavoro del notaio e, di conseguenza, un incremento delle spese notarili.
Prestazioni richieste: Ricerche documentali o di eredi e legatari che il notaio potrebbe dover effettuare, la necessità di effettuare numerose visure ipo-catastali su più Conservatorie o lo studio di problematiche fiscali particolarmente complesse, possono determinare un aumento dei costi notarili.
L’onorario del notaio per una successione standard si aggira in media intorno ai 1.200 Euro più IVA ma può aumentare a seconda della complessità della pratica. Alla parcella del notaio andranno poi aggiunte le imposte di successione, ipotecarie e catastali, la tassa ipotecaria, il bollo, i tributi speciali e il costo delle visure ipo-catastali.
Tabella tasse successione in Italia
| Beneficiario | Imposta di successione | Imposta ipotecaria | Imposta catastale |
|---|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) | esente fino a € 1.000.000 4% sul valore complessivo oltre la franchigia | 2% sul valore catastale degli immobili (€ 200 se prima casa) | 1% sul valore catastale degli immobili (€ 200 se prima casa) |
| Fratelli e sorelle | esente fino a € 100.000 6% sul valore complessivo oltre la franchigia | 2% sul valore catastale degli immobili (€ 200 se prima casa) | 1% sul valore catastale degli immobili (€ 200 se prima casa) |
| Altri parenti fino al quarto grado, affini in linea collaterale fino al terzo grado | nessuna franchigia 6% sul valore complessivo | 2% sul valore catastale degli immobili (€ 200 se prima casa) | 1% sul valore catastale degli immobili (€ 200 se prima casa) |
| Altri soggetti | nessuna franchigia 8% sul valore complessivo | 2% sul valore catastale degli immobili (€ 200 se prima casa) | 1% sul valore catastale degli immobili (€ 200 se prima casa) |
| Soggetti portatori di handicap grave (L. 104/1992) | esente fino a € 1.500.000 4-6-8% oltre la franchigia a seconda del grado di parentela col de cuius | 2% sul valore catastale degli immobili (€ 200 se prima casa) | 1% sul valore catastale degli immobili (€ 200 se prima casa) |
Domande frequenti
Chi paga le spese notarili per la successione?
Generalmente, a pagare le spese notarili relative ad una successione sono tutti gli eredi, compresi i legatari. Il costo viene ripartito tra coloro che sono chiamati ad una eredità, in proporzione alle quote ereditarie spettanti a ciascuno.
Cos’è la franchigia nella successione?
La franchigia nella successione è la soglia di esenzione dalle imposte di successione. Ad esempio, per il coniuge e i parenti in linea diretta, la franchigia è di 1 milione di Euro. Questo significa che gli eredi non pagano l’imposta di successione per patrimoni che non superano questo importo.
Con la presentazione della successione si accetta l’eredità?
La presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate non comporta l’accettazione tacita dell’eredità da parte dei chiamati.
Il Ruolo del Notaio
Il notaio, grazie alla sua formazione specifica, può essere coinvolto in diverse fasi della successione, dalla consulenza iniziale, alla presentazione della dichiarazione di successione presso l’Agenzia delle Entrate fino alla redazione di atti notarili per la divisione dei beni tra gli eredi.
Rivolgersi a un notaio garantisce che la successione avvenga nel rispetto della legge e delle volontà del defunto. Inoltre, in qualità di pubblico ufficiale, agisce in modo imparziale, tutelando gli interessi di tutti gli eredi e legatari, garantendo la massima trasparenza nelle operazioni.
Riferimenti
- DECRETO LEGISLATIVO 31 ottobre 1990, n. 346
- DECRETO LEGISLATIVO 31 ottobre 1990, n. 347
- LEGGE 5 febbraio 1992, n. 104
- Decreto-legge del 31/07/1954 n. 533
